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parte 3°

Eziologia e Patogenesi

L’eziologia della malattia è ancora ignota. Esiste indubbiamente
una predisposizione genetica familiare e nei gemelli monozigoti
si presenta solitamente alla stessa età e con gli stessi
aspetti clinici.

E’ stata sottolineata la alta frequenza di antigeni del sistema
maggiore di istocompatibilità, HLA-DR4 e HLA-DR5 in pazienti
affetti da alopecia areata (Orecchia G.). Il sottotipo DPW4 sembra
rappresentare il substrato genetico per una maggiore suscettibilità
ad ammalarsi di forme gravi.

Il ruolo svolto da fattori emotivi e caratteriali è ancora
discusso. e molti pazienti presentano sicuramente tratti nevrotici
della personalità di gravità variabile. La nostra
personale esperienza ci fa affermare che questi pazienti hanno
spesso disturbi del sonno e comunque dormono molto poco, anche
se talvolta sono restii ad ammetterlo. L’alopecia areata è
comune in chi lavora la notte come i guardiani notturni e i disc
jockey ed è comunissima in chi per lavoro altera continuamente
il ritmo giorno-notte, luce-buio, sonno-veglia come i turnisti
in terza o in quinta; tanto che, a nostro parere, potrebbe configurarsi
come malattia professionale.

Negli ultimi decenni numerosi dati clinici e sperimentali hanno
mostrato la sensibilità del sistema immunitario nei confronti
di eventi emozionali e stressanti e la possibilità che
questi possano influenzare sia l’immunità cellulomediata
che anticorpomediata.

E’ difficile capire perché l’alopecia è areata!
Il follicolo è tanto più suscettibile ad una noxa
patogena quanto maggiore è la sua attività mitotica.
L’evento patogeno che provoca la caduta di capelli nella alopecia
areata colpisce solo i follicoli in anagen, che è la fase
più vulnerabile del ciclo.

Nella alopecia areata si osserva che i follicoli colpiti mantengono
l’attività ciclica senza però riuscire a completare
la loro fase di crescita (Messenger A.G.). Si è ipotizzato
che l’alopecia areata colpisca solo i follicoli che si trovano
simultaneamente in quella sottofase dell’anagen con la più
alta attività mitotica. La distribuzione topografica dei
follicoli in questa fase, al momento dell’evento patogeno, condizionerebbe
la forma della chiazza (Rebora A.).

Questa ipotesi è suffragata dal riscontro clinico che l’alopecia
areata è rara nei pazienti con alopecia androgenetica,
nei quali l’anagen è di breve durata ed il ciclo follicolare
accelerato.

Oggi si è propensi a ritenere che l’alopecia areata
sia fondamentalmente una malattia autoimmune a patogenesi autoanticorpale
e cellulomediata.

A sostegno di questa ipotesi, si citano numerosi dati:

1) l’alopecia areata non è una malattia strettamente
limitata al follicolo pilifero;

2) i pazienti con alopecia areata hanno spesso autoanticorpi circolanti;

3) i reperti istologici mostrano la presenza di un infiltrato
infiammatorio linfocitario di aspetto “aggressivo” verso
i follicoli affetti dalla malattia;

4) è descritta l’associazione dell’alopecia areata con
tutte le patologie autoimmuni.