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parte 2°

Telogen effluvio acuto

Il telogen effluvio acuto segue episodi fisicamente
o emotivamente importanti: febbre elevata, interventi chirurgici,
incidenti stradali, emorragie, parto, avvelenamenti, somministrazione
di eparina, di citostatici ecc.

Il suo inquadramento clinico è relativamente recente (Kligman
nel 1961) ma il sintomo che esso descrive, il rapido e diffuso
diradamento, compariva già nella letteratura medica fin
dall’inizio del secolo scorso. La caduta di capelli è improvvisa,
violenta, quantitativamente molto elevata, qualitativamente omogenea
e sostanzialmente diffusa su tutto il cuoio capelluto. Nel telogen
effluvio acuto, il paziente, di solito una donna, lamenta l’improvvisa
caduta di capelli a partire da un periodo, da una data o da un
evento spesso ben ricordato ed indicato con precisione. Il paziente
è quasi sempre fortemente preoccupato della brutalità
e dell’intensità con le quali la patologia ha esordito
e viene dal medico a chiedere aiuto. Spesso arriva con una busta
o un sacchetto contenente i capelli caduti. Un tricogramma eseguito
in questa fase mostrerà che fin’oltre l’85% dei capelli
sono in fase telogen. La caduta dura due o tre mesi, quindi s’arresta
spontaneamente e talvolta improvvisamente, come tutto era iniziato.
Poi i follicoli ritorneranno alla normalità. Seguirà
la lenta ricrescita, più o meno completa, dei capelli.
Si è avuta cioè un “onda di muta”. L’evento
causale del telogen effluvio dura pochi giorni o addirittura poche
ore. Il recupero e il ritorno alla densità normale è
invece molto lento e spesso può impiegare molti mesi.