Tigne - Kerion - Tigna favosa

Con il termine tigna si intende l'aggressione parassitaria del capello (o del pelo) da parte di un micete ("fungo").

Tigne - Kerion - Tigna favosa

Con il termine tigna si intende l’aggressione parassitaria
del capello (o del pelo) da parte di un micete (”fungo”).

La tigna del cuoio capelluto (tinea capitis) si presenta
con una o più chiazze eritematose e desquamanti, nelle
quali i capelli sono spezzati e di aspetto impolverato (per spore
del fungo). A seconda del tipo di micete in causa le chiazze potranno
essere singole o poco numerose, a limiti netti, rotondeggianti,
di diametro fino a 5 cm, con capelli troncati 2 - 3 mm sopra l’emergenza
dal cuoio capelluto (tigna microsporica), oppure più numerose,
a limiti indistinti, di disegno irregolare e larghezza non superiore
a 1 - 2 cm, con capelli troncati all’emergenza (punti neri) associati
ad altri “superstiti” all’interno della chiazza (tigna
tricofitica). Il contagio può derivare dal contatto con
animali domestici (Microsporum canis), animali da stalla (Tricophyton
mentagrophytes, Tricophyton verrucosum), suolo (Microsporum gypseum),
altri esseri umani (Microsporum audouinii, Tricophyton tonsurans,
Tricophyton violaceum).

Nella tigna microsporica, da noi più frequente,
l’esame microscopico “a fresco” del capello ammalato
e delle squame mostrerà spore e filamenti, specialmente
piccole spore attorno al capello, tipo ectotrix, o anche filamenti
all’interno del capello, tipo endotrix, e/o filamenti ed artrospore
nelle squame.

Nella tigna tricofitica il capello mostra al suo interno
numerose artrospore in catene parallele e filamenti con il tipico
aspetto endotrix (capello a sacchetto di noci) mentre poche spore
sono visibili all’esterno in posizione ectotrix.

Da segnalare la sia pur rara possibilità di tigna incognita
(tricofitica o microsporica) in donne sopra i 50 anni, caratterizzata
da caduta di capelli e diradamento senza il formarsi di vere chiazze
di alopecia; questa situazione può mimare un lichen o un
LED o un telogen effluvio. I capelli appaiono diradati, impolverati,
fragili. La cute è eritematosa e desquamante. Soggettivamente
può esserci prurito.

Tutte queste forme di tigna, se ben curate, guariscono definitivamente,
senza esiti cicatriziali e completa restituzio ad integrum, in
4 - 6 settimane.

Nel kerion alcuni dermatofiti, ed in particolare i tricofiti
zoofili sopra ricordati, determinano perifollicoliti e follicoliti
profonde e suppuranti che successivamente si fondono dando origine
a chiazze rilevate fortemente eritematose, sormontate da formazioni
papulo-nodulari e pustolose dalle quali fuoriesce pus in quantità
abbondante in seguito a pressione anche modesta. I capelli che
si trovano all’interno delle chiazze vengono inizialmente troncati
dal micete e successivamente eliminati definitivamente dal processo
suppurativo e cicatriziale.

La tigna favosa, ormai eccezionale in Italia, è
una micosi del cuoio capelluto determinata di solito dal Tricòphyton
schonleinii, antropofilo; più raramente può essere
causata dai Tricòphyton quinckeaneum e gallinae. Si presenta
con chiazze eritemato-squamose perifollicolari centrate da una
pustola (abbastanza grande) che successivamente si apre lasciando
una patognomonica depressione giallastra a scodellina (scutulo)
di 5 - 7 mm di diametro, dallo sgradevole odore di “urina
di topo”, costituita da ammassi di filamenti miceliali, spore
e lamelle cornee disposte in modo concentrico attorno al follicolo.
L’esame alla luce di Wood evidenzia una fluorescenza giallo-verdastra.
Gli scutuli possono estendersi in modo centrifugo raggiungendo
i 2 - 3 cm di diametro e confluire poi in ampie masse crostose
giallo-verdastre, stratificate e friabili, all’interno delle quali
si possono trovare dei capelli assottigliati, opachi, decolorati,
“impolverati” e facilmente asportabili. La terapia è
prolungata e, se non effettuata correttamente e precocemente,
può non impedire l’evoluzione finale in alopecia cicatriziale
(caratteristicamente all’interno delle chiazze permangono ciuffi
di capelli superstiti).

Riferimenti:

Bennett M.L., Fleischer A.B., Loveless J.W., et al.: “Oral
griseofulvin remains the treatment of choice for tinea capitis
in children” Pediatr Dermatol (United States), Jul-Aug 2000,
17(4) p304 - 9.

Bose S.K.: “Tinea incognito mimicking red face and red
ear” J Dermatol 1995; 22: 706.

Chan V.C., Friediander S.F.: “Therapeutic options in the
treatment of tinea capitis” Expert Opin Pharmacother (England),
Feb 2004, 5(2) p219 - 27

Millikan L.E.: “Role of oral antifungal agents for the
treatment of superficial fungal infections in immunocompromised
patients” Cutis (United States), Jul 2001, 68 (1 Suppl) p6
- 14

Nesbitt L.T.: “Treatment of tinea capitis” Int J
Dermatol (United States), Apr 2000, 39(4) p261 - 2

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