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Il Capello Sviluppato

Nel capello (o nel pelo) normalmente sviluppato si distinguono tre parti:

Il Capello Sviluppatodr. TARGET="frame86820">Andrea Marliani

dermatologo - endocrinologo

in Firenze

Nel capello (o nel pelo) normalmente sviluppato si distinguono
tre parti:

I°) una esterna al follicolo, visibile, STELO o FUSTO.
Ha uno spessore nel capello dell’adulto medio di 65 - 78 micron;

II°) una interna al follicolo stesso, fra l’ostio del follicolo
e l’attacco inferiore del muscolo erettore del pelo, RADICE,
“immersa” nella cute e quindi normalmente non visibile;

III°) una ancora sottostante, alloggiata nella porzione più
profonda del follicolo, BULBO, caratterizzata alla sua
base, da due - tre file di cellule sovrapposte a rapida riproduzione
che costituiscono la MATRICE.

Quelle della matrice sono le sole cellule capaci di mitosi del
pelo e, pertanto, tagliare i capelli corti non può “rinforzarli”
in quanto quello che si taglia è una parte di fusto, “un
polimero di cheratina” formato cioè da cellule ormai
prive di attività vitale (Il solo vantaggio che si può
ottenere tagliando corti i capelli è semmai dovuto alla
minore traumatizzazione con lavaggi, spazzolature etc. ed alla
maggiore facilità di impiego di farmaci in forma di lozioni
o shampoo); il capello non deve essere paragonato ad una pianta
che può trarre beneficio da “potature” periodiche.

Le cellule della matrice, via via che si riproducono, spingono
verso l’alto quelle più vecchie; durante la risalita queste
cellule, in modo analogo a quelle dell’epidermide, elaborano nel
loro interno la cheratina, vanno cioè incontro al cosiddetto
“processo di cheratinizzazione”, diventando progressivamente
sempre più rigide. Di queste cellule, all’inizio tutte
uguali, alcune che vanno a costituire la guaina epiteliale interna
si cheratinizzano ed induriscono in anticipo rispetto al resto
del pelo (cuticola, corteccia e midollo) e così il pelo
mentre cresce si modella nella guaina come in uno stampo ed assume
la sua forma definitiva. Subito al di sopra delle cellule delle
matrice sono presenti alcuni melanociti che hanno il compito di
“colorare”, immettendovi la melanina, le cellule che
diventeranno la “corteccia” del capello.

Le vere cellule germinative staminali del capello non sono quelle
della matrice ma si trovano nella così detta “zona
protuberante” (bulge) più alta nel follicolo,
a livello dell’istmo (Cotsarelis G.).

Quando si arriva alla fase catagen la matrice, comunemente intesa,
degenera e la papilla rimane unita al bulbo solo mediante una
specie di “sacco”, formato dalla guaina epiteliale
esterna che contiene le ultime cellule prodotte dalla attività
mitotica sotto forma di una lunga colonna di cellule epiteliali.

Questo sacco di cellule epiteliali poi si deconnette dalla papilla
e risale fino all’istmo, in qualche modo attivando la produzione
di HrGF delle cellule germinative della zona protuberante. Queste
ultime, con un processo molto simile a quello che si osserva nella
formazione embriologica del pelo primitivo, entrano in rapida
mitosi e migrano verso il basso colonizzando nuovamente la zona
della matrice e dando inizio al nuovo anagen; la sede nel bulge
delle cellule staminali potrebbe spiegare i molti insuccessi nel
tentativo di ottenere in laboratorio delle colture cellulari di
tricocheratinociti capaci di dare origine ad un pelo: sarebbero
state infatti sempre utilizzate le cellule della matrice, cioè
cellule sbagliate!