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INTRODUZIONE ALLA MICROSCOPIA TRICOLOGICA IN LUCE POLARIZZATA

La microscopia in luce polarizzata, una tecnica tradizionale della mineralogia, è diventata ormai di indiscussa utilità diagnostica anche in tricologia.

dr. TARGET="frame86820">Andrea Marliani

dermatologo - endocrinologo

in Firenze

La microscopia in luce polarizzata, una tecnica tradizionale
della mineralogia, è diventata ormai di indiscussa utilità
diagnostica anche in tricologia.

La cheratina, che è una proteina sequenziale, ripetitiva
e cristallina, ha la proprietà di ritardare l’onda della
luce polarizzata che la attraversa ed un capello appare al microscopio
come luminoso e colorato su sfondo nero.

Si hanno ritardi d’onda, visibili come colori, “colori
di polarizzazione
“, e dovuti allo spessore della cheratina
per cui ad ogni colore, in base alla scala di Newton, corrisponde
un preciso diametro; ritardi d’onda dovuti all’orientamento cristallografico
e ritardi d’onda dovuti al pigmento contenuto nella cheratina,
colori di compensazione“.

Come in mineralogia ogni colore visibile comporta l’appartenenza
ad uno specifico ordine strutturale e molecolare ed in tricologia
permettono di apprezzare la struttura cristallografica di un capello,
cioè la sua “qualità“.

I colori visibili al microscopio in luce polarizzata forniscono
quindi dati sicuri per valutazioni altrimenti solo ipotizzabili.

- Poiché i “colori di compensazione” possono
essere visti e stimati solo in base alla sequenza dei colori (frequenze
d’onda) visibili solamente durante la rotazione dell’oggetto esaminato
è necessario osservare il vetrino su un piano ruotante
e mai con una luce trasmessa da una fibra ottica.

- Per queste valutazioni è inoltre indispensabile un oculare
micrometrico, così da poter abbinare i colori visibili
al reale diametro del capello in esame.

Conoscendo lo spessore reale del capello, vedendo i colori di
polarizzazione è poi facile, con un poco di pratica, abbinare
alla clinica del soggetto la qualità della fibra cheratinica
dei sui capelli.

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