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Andrea Marliani "Manuale di Tricologia" 2007

"Il problema non è far passare idee nuove, ma distruggere idee vecchie". John Maynard Keynes L'uomo si è sempre preoccupato per i suoi capelli, qualche volta fino alla nevrosi, come già sosteneva il più antico specialista in malattie dei capelli di cui si ha notizia nel 4000 a.C, l'egiziano Hakiem el Demagh. Quando la medicina occidentale ha creduto di trovare la propria identità e le proprie specializzazioni, ha poco valorizzato la Tricologia tanto che, salvo poche grandi eccezioni, la maggior parte dei dermatologi ha prestato scarso interesse ai problemi dei capelli. Il termine Tricologia compare sul vocabolario della lingua italiana Zingarelli solo dal 1997, forse a dimostrazione di quanto sopra. La Tricologia, e più in generale la Dermatocosmetologia, sono state a lungo considerate con un pò di sospetto dall'Accademia e dal mondo dermatologico in generale. Sembrava di entrare in un settore in cui le basi scientifiche erano poco chiare e in cui ancora meno chiara era la distinzione con i cosiddetti "Tricologi non Medici" e, ovviamente, non specialisti Dermatologi. Se possibile, era ancora meno chiara la distinzione fra la prassi ispirata alla deontologia medica e le "esigenze del marketing" relative ai cosiddetti "prodotti per capelli" non sempre deontologicamente accettabili. Questa era l'atmosfera generale durante gli anni della mia formazione specialistica che pure si svolgeva in un'isola felice: il Direttore, Professor Panconesi, aveva lungimirantemente istituito a Firenze, nell'ambito della Clinica Dermatologica, un Servizio di Cosmetologia, che era diventato da subito molto attivo, in gran parte orientato alla ricerca, alla diagnosi e alla cura delle malattie dei capelli. Il dermatologo "serio" non doveva occuparsi di Tricologia. Chi dei giovani specialisti italiani si voleva occupare consistentemente di Tricologia lo faceva comunque quasi di nascosto, quasi vergognandosi e senza dirlo ai colleghi e soprattutto ai docenti; non aveva maestri e quel che apprendeva lo imparava sul campo. Erano altri che si occupavano di capelli... nonne, parrucchieri e tricologi e centri tricologici di estrazione imprecisata ed imprecisabile. Questi Centri erano ovviamente criticati dalla dermatologia ufficiale che però poco faceva per nobilitare la Tricologia. Lo stesso termine Tricologia non veniva pronunziato ma si doveva parlare di "malattie dei capelli", operando un distinguo non banale. Del resto la Tricologia in senso odierno era allora giovane. Gli stessi studi di Hamilton con i quali si può dire che nasca la Tricologia moderna sono del 1942 e le pubblicazioni di Norwood del 1970. La svolta avviene negli anni 80. Improvvisamente, da quando l'industria farmaceutica inizia a commercializzare i primi farmaci ufficialmente diretti a cambiare il decorso della calvizie maschile (progesterone e minoxidil prima, finasteride poi) e comincia a investire in ricerca e promozione, la Tricologia diventa qualcosa di "dignitoso". Vengono pubblicati i primi libri. La Dermatologia Accademica ufficiale rivendica i suoi diritti sulla materia e, dal mondo accademico, si fa la Guerra ai Centri Tricologici. I Professori, subito aggiornatisi su nuovi testi americani, non disdegnano di allargare le proprie competenze sulla Tricologia. La Società Italiana di Dermatologia e Venereologia poco dopo istituirà un Gruppo di Studio di Tricologia. La svolta è consacrata. La Scuola Fiorentina, forse prima e più delle altre in Italia, ha gloriose tradizioni di Tricologia. Questo lavoro, frutto della competenza di Andrea Marliani, un insigne allievo di quella nostra comune Scuola Fiorentina, che al poco più giovane sottoscritto confida i primi segreti sulle cure dei capelli negli anni della Specializzazione, mira anche alla riscoperta del contributo fiorentino in Tricologia. La speranza è che questa fatica possa essere utile non solo al Dermatologo ma anche, e soprattutto, a tutti i medici che desiderano comprendere i problemi dei capelli e di chi perde o crede di perdere i capelli, facendo passare le idee nuove e, più che altro le idee vecchie. Prof. Torello Lotti, ordinario di dermatologia e direttore dell’U.O. di fisioterapia dermatologica.