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Facciamo visitare i nostri capelli.

Il medico al quale rivolgersi se si ha qualche problema ai capelli è il dermatologo.

dr. TARGET="frame86820">Andrea Marliani

dermatologo - endocrinologo

in Firenze

La vista ha inizio con l’esame obiettivo dei capelli e del
cuoio capelluto. Il medico osserva se il capello è grasso,
arido, debole o sottile. La presenza di forfora, di sebo in eccesso,
di chiazze senza capelli, permette allo specialista di capire
di che tipo di diradamento si tratta.

Importante è l’anamnesi per capire se in famiglia c’è
una tendenza a soffrire di problemi di capelli. Se il medico lo
ritiene utile può prescrivere una analisi del sangue per
individuare squilibri ormonali o carenze di elementi proteici
o di minerali , possibili cause del diradamento.

Raccolta la storia del paziente e dei suoi familiari si passa
al’esame clinico. Utile è il “Pull Test” che
consiste nel trazionare tra indice e medio una ciocca di capelli
a livello frontale ed occipitale: se tra le dita restano più
di 2 capelli esiste già una caduta lieve che oltre i 4
capelli diventa patologica.

Esistono quindi esami specifici in grado di indagare lo stato
di salute dei capelli. Tra questi il più moderno è
sicuramente il tricogramma eseguito sia a luce bianca che con
microscopio a luce polarizzata. Questo esame permette di valutare
se i capelli in fase di caduta sono troppi e può illuminare
sulle cause del diradamento.

Utili sono pure gli esami ematoclinici per rilevare eventuali
carenze sia proteiche che minerali: è sopratutto importante
indagare i livelli di Ferro e di Zinco.

Il medico preleva alcuni capelli e li esamina al microscopio per
studiare lo stato di salute del bulbo. In una capigliatura sana
i capelli in fase di crescita, anagen, sono circa l’85%, quelli
in fase di riposo, catagen, sono tra il 13 e il 15% e quelli in
fase di caduta, telogen, non superano l’1% del totale. La valutazione
istopatologica mostra che il numero dei follicoli piliferi nella
zona alopecia non è diminuito mentre è ridotta la
loro dimensione.

Progredendo la calvizie i capelli in fase telogen mostrano dei
fusti di diametro ridotto coerente con un fenomeno di progressiva
miniaturizzazione dei follicoli geneticamente sensibili in risposta
agli effetti del testosterone.