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La Tintura dei Capelli

Perché e come si tingono i capelli.

dr. TARGET="frame86820">Andrea Marliani

dermatologo - endocrinologo

in Firenze

La colorazione dei capelli è. dovuta a sostanze che
assorbono determinate lunghezze d’onda della luce e ne ritrasmettono
altre.

Il motivo per cui nacquero le tinture era di mascherare i capelli
bianchi. La civetteria ed il desiderio di seduzione se ne sono
impadroniti, e già da molto tempo: le belle Romane dovettero
schiarire i loro capelli troppo neri per continuare a piacere
ai legionari vittoriosi ma vinti dalle bionde galliche…

Al di fuori dell’henné (colorante naturale estratto pestando
il fiore di Lowsonia alba), si possono distinguere tre tipi di
tinture in funzione della durata della colorazione.

La colorazione temporanea

Tende a modificare temporaneamente la tonalità naturale
per dare riflessi e fulgore alla capigliatura. I prodotti coloranti
utilizzati hanno un alto peso molecolare, si depositano sulla
cuticola del capello (senza penetrarla) e vengono eliminati con
lo shampoo. I più utilizzati sono i coloranti azoici, trifenilmetanici,
antrachinonici, indoaminici…

Vengono usati sotto forma di shampoo coloranti o di lozioni dopo
shampoo.

La colorazione semipermanente

I prodotti utilizzati cercano una tenuta di colorazione superiore
ai coloranti temporanei, in quanto devono resistere a diversi
lavaggi (da 4 ad 8). Ravvivano il colore naturale (tonalità
più scura) e mascherano i primi capelli bianchi. Non possono
schiarire i capelli.

Si tratta di una colorazione diretta che non richiede alcuna modifica
preliminare o concomitante della cheratina.

I coloranti più utilizzati appartengono alla famiglia dei
coloranti nitrati (ortodiamine nitrate, paradiamine nitrate),
azoici o metallici.

La colorazione permanente: la più utilizzata

Consente una modificazione durevole del colore naturale avvalendosi
di una reazione chimica di ossidazione che determina l’integrazione
di molecole coloranti all’interno del fusto del capello.

La colorazione permanente resiste bene agli shampoo ed ai diversi
fattori esterni (luce, sfregamento ecc). Consente inoltre di schiarire
o di scurire i capelli in diverse gamme di colori.

Il principio sembra semplice: molecole di piccolissima dimensione,
dopo aver attraversato una cuticola di porosità fisiologica
aumentata mediante idratazione ed alcalinizzazione, vengono ossidate
in molecole colorate, in grado di trasmettere il colore alla cheratina
della stessa cuticola e della corteccia.

Di fatto, i meccanismi di ossidazione sono estremamente complessi
e richiedono:

-> una soluzione di perossido in ambiente alcalino (pH 9),
abitualmente acqua ossigenata (H2 02) agente ossidante e decolorante;

-> un sistema cromogeno comprendente un cromogeno primario
o base di ossidazione (molecola incolore il cui prodotto di ossidazione
fornirà un colorante) e dei cromogeni secondari chiamati
copulanti che modificano il colore primario e la cui combinazione
consente di realizzare diverse tonalità.

I coloranti sono le fenilendiamine (parafenilendiamina, paratoluidendiamina);
gli aminofenoli (para ed orto) i diidrossibenzeni o i polifenoli.

I prodotti si presentano in forma di crema o di gel nei saloni
di bellezza ed in forma di shampoo colorante per il pubblico.

Gli incidenti delle colorazioni permanenti sono eccezionali e
dominati dalla dermatite allergica da contatto alle tinture (valutata
in una volta su un (milione di unità vendute).

Le sostanze più allergicizzanti sono la parafenilendiamina
(P.P.D.) la cui intolleranza è nota dal 1898, la nitro-orto-fenilendiamina,
la nitro-parafenilendiamina, la 2,5-parato-luendiamina.

Questa pur rara possibilità di eczema impone, per legge,
la pratica di eseguire una prova per determinare la tollerabilità
delle basi di colorazione da parte dell’utente.