Vitamina K

Il termine generico di vit. K (dal danese “koagulation”), comprende la vit. K1, fitomenadione o fillochinone, di origine vegetale, il gruppo delle vitamine indicate come vit. K2, menachinone, prodotte da microrganismi, la vit. K3, menadione o menachinone-O, sintetica e infine la vit. K4, menadiolo, anch’essa sintetica.

Il termine generico di vit. K (dal danese “koagulation”), comprende la vit. K1, fitomenadione o fillochinone, di origine vegetale, il gruppo delle vitamine indicate come vit. K2, menachinone, prodotte da microrganismi, la vit. K3, menadione o menachinone-O, sintetica e infine la vit. K4, menadiolo, anch’essa sintetica.
Tutte le vitamine K hanno in comune il nucleo 2-metil-1,4-naftochinone.

Sono liposolubili, stabili all’ebollizione ma rapidamente degradate dalla luce solare. La formazione di un sale mediante la fissazione di un radicale sodico o solfato consente di ottenere sostanze che, pur conservando l’attività vitaminica, diventano idrosolubili e possono pertanto essere iniettate per via intramuscolare.
Nel plasma la vit. K1 circola alla concentrazione media di 0,16 nanogrammi/ml (1 nanogrammo = 1 milionesimo di milligrammo) e si accumula essenzialmente nel fegato (in minore quantità in muscoli, ossa e cute) che ne possiede una riserva sufficiente per 8 giorni. L’eliminazione avviene sia attraverso le feci che le urine in quantità pressoché equivalenti.

Fonti di vit K
La vit. K1 viene assunta con alimenti come fegato, carne, cavolo, spinaci, broccoli, lattuga, fagioli crescione e molte verdure;
la vit. K2 viene fornita dalla flora batterica intestinale, in particolar modo dall’Escherichia Coli, in quantità variabili dal 10 al 100% (!) del fabbisogno quotidiano, compensando così quella che viene introdotta con l’alimentazione.
Il fabbisogno medio giornaliero di vit. K1 è stimato in 1-2 microgrammi per chilo di peso corporeo.

Funzioni della vit. K
La vit. K è fondamentale per la coagulazione del sangue, dove interviene a vari livelli (attivazione dei fattori II, VII, IX, X e delle proteine C e S), e per la carbossilazione di alcune proteine fondamentali per la costruzione della matrice ossea.

Deficit di vit. K
i sintomi di carenza possono verificarsi se:
ad un insufficiente apporto alimentare si associa una massiccia e prolungata terapia con antibiotici;
esiste una compromissione epatica così grave da impedire la sintesi delle proteine sintetizzate dal fegato dalle quali derivano i fattori della coagulazione vit. K dipendenti;
esiste un’ipervitaminosi A (la vitamina A agisce in modo competitivo a livello epatico con la vit. K).
Clinicamente si osserva essenzialmente una grave sindrome emorragica (prevalentemente muscolare e sottocutanea) mentre gli studi effettuati non hanno ancora accertato con chiarezza i danni a livello di altri tessuti.

Ipervitaminosi K
Non vi sono a tutt’oggi segnalazioni.
I dosaggi terapeutici in caso di carenza variano da 20 a 100 mg/die (vit. K1 somministrata per via intramuscolare).

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