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Classificazione al Pull Test

Il pull test ci può fornire una pratica e utile classificazione dei tipi di caduta dei capelli.

CLASSIFICAZIONE CLINICO DIAGNOSTICA

DEGLI EFFLUVI E DEI DEFLUVI

Andrea Marliani

Una classificazione che sia al contempo pratica e soddisfacente
degli effluvi e dei defluvi non è mai stata proposta.

Questo, forse, perché solo oggi la “Tricologia”
comincia ad essere accettata e riconosciuta come una seria materia
di studio e quindi a trovare dignità di fronte al medico
- dermatologo.

La “Tricologia”, nonostante vi siano stati in passato
dei grandi maestri anche in Italia, è materia nuova per
il dermatologo, non è stata ancora codificata né
tanto meno scolarizzata ed il termine stesso “Tricologia”,
che appare sul dizionario della lingua italiana, Zingarelli Zanichelli,
solo dall’edizione del 1997, non è ancora presente in alcun
dizionario medico.

Fino ad oggi le alopecie sono state classificate secondo istologia
(come cicatriziali e non cicatriziali) secondo prognosi (come
reversibili e definitive) secondo l’anatomia del capello che cade
(come in telogen ed in anagen) e secondo molti altri criteri,
tutti comunque largamente insoddisfacenti specie su piano pratico.

In questa sede vogliamo proporre una classificazione pratica che
si basa sul più semplice e “spontaneo” esame
dei capelli, il pull test, e che potrei definire come “clinico-ambulatoriale”.

In presenza di una caduta di capelli l’esame obiettivo dermatologico
ed il banale pull test permettono un semplice inquadramento classificativo
del paziente che il più delle volte porta ad una diagnosi
di massima.

Solo dopo una diagnosi, ed anche questa è cosa che pare
impossibile dover ricordare, sarà possibile una terapia
causale.

Vale anche la pena di ricordare che i termini “effluvio”
e “defluvio” sono stati ormai definiti da Kligman (1961)
e dalla letteratura internazionale.

EFFLUVIO

La caduta di alcune centinaia, talvolta migliaia, di capelli al
giorno, tutti nella stessa fase (telogen o anagen) o sottofase,
definisce il fenomeno dell’effluvio; si tratta di un evento tanto
comune quanto impressionante ma generalmente benigno autolimitato
e reversibile. Non c’è mai atrofia dell’annesso pilifero
né della cute.

DEFLUVIO

Una caduta di capelli in telogen (più frequente) o in anagen
(più rara), per lo più di intensità modesta
e continua ma generalmente irreversibile, caratterizza il fenomeno
del defluvio.

I capelli, se cadono in telogen (defluvio in telogen), presentano
le caratteristiche tipiche dell’involuzione verso il pelo vellus.

Se cadono in anagen (defluvio in anagen) è l’annesso pilifero
con l’epidermide che va rapidamente verso l’atrofia e la cute
prende, istologicamente, l’aspetto tipico della alopecia cicatriziale.

Il pull test è un grossolano ma semplice esame semeiologico
ambulatoriale che si compie facendo scorrere le dita fra i capelli
e tirandoli dolcemente: i capelli si staccheranno dai follicoli
in numero estremamente variabile. Ne deriveranno immediatamente
alcune considerazioni diagnostiche.

1) Se con la modesta trazione si ottengono abbondanti capelli,
20 - 50 - 100 ed oltre, con i loro bulbi conservati, siamo certamente
in presenza di un effluvio.

La caduta dei capelli costituisce per il paziente l’unico sintomo
di calvizie incipiente ma, paradossalmente, tanto più questa
è vistosa tanto meno, corrisponde, nella maggior parte
dei casi, ad un reale pericolo di calvizie. L’effluvio è
impressionante e comunissimo, e la sua benignità rende
ragione della apparente “efficacia” di tante “cure”
irrazionali.

Osservando poi i bulbi è facile distinguere, anche ad occhio
nudo, un effluvio in telogen da un effluvio in anagen.

a) Nell’effluvio in telogen, che può essere caratterizzato
dalla caduta in telogen di centinaia ed anche migliaia di capelli
al giorno, si potrà osservare che i capelli caduti sono
esclusivamente elementi in telogen senza segni di involuzione.

L’anamnesi facilmente ci farà distinguere un effluvio in
telogen acuto da un effluvio in telogen cronico. L’effluvio in
telogen acuto è un’onda di muta dovuta ad un evento “stressante”
(generico) che colpisce anche tutti gli anagen 6°.

L’effluvio in telogen cronico (di durata superiore ai 3 mesi)
sarà invece dovuto ad un evento “perturbante”
ad andamento lungo o cronico, anche misconosciuto, che altera
il normale ciclo del pelo.

b) Se i capelli si staccano con bulbi piccoli anageni, visivamente
distrofici siamo certamente di fronte ad un effluvio in anagen:
quasi sempre una alopecia areata, talvolta all’esito immediato
di una terapia citostatica, un intossicazione acuta etc; ma l’anamnesi
sarà facilmente dirimente.

2) Se i capelli che si staccano alla trazione con i loro bulbi
conservati sono in numero modesto, ma il paziente presenta una
chiara ipotrichia o una alopecia, siamo quasi certamente in presenza
di un defluvio: si tratta cioè di una caduta di capelli
per lo più modesta ma assai più grave per la progressiva
ed irreversibile involuzione dell’annesso cutaneo verso il pelo
vellus o della cute stessa verso uno stato cicatriziale.

a) Se ora osserveremo, fra i capelli staccati, la presenza
di telogen miniaturizzati (ovvero dispalasici: Orfanos C.E.; ovvero
animalizzati: Rebora A.; ovvero prematuri: Marliani A.) potremo
porre diagnosi di defluvio in telogen di tipo maschile (sinonimo
di defluvio androgenetico).

b) Se i capelli che si staccano sono anagen che portano con
sé la guaina epiteliale interna, indice inequivocabile
di un danno a livello del clivaggio fra le guaine, porremo diagnosi
di defluvio in anagen: LED, lichen, pseudo area etc.

3) Se i capelli si staccano senza bulbi sono chiaramente capelli
che si fratturano per malformazioni

o parassitosi o per maltrattamenti fisici e/o chimici.

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