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Dinaro e Euro

Due monete di due continenti diversi, ma con alcune similitudini

La mia prima esperienza avuta con l’Euro è stata traumatica: era il 1 gennaio, era prestissimo e andavo a lavorare… al casello dell’autostrada consegnai L.3000 e mi vidi restituire 35 centesimi, ossia 7 minuscole monetine da 5 centesimi.
Ciò nonostante, forse, per me è stato meno sconvolgente che per altre persone, poiché, avendo passato in Tunisia molto tempo, l’esperienza avuta col dinaro tunisino mi è tornata utilissima. Le due monete infatti hanno in comune la presenza dei centesimi, e sebbene un dinaro sia formato da 10 monete da 100 invece che da 10 da 10 centesimi, una volta imparato ad usare quelle, anche l’Euro non ha segreti…

Il valore di un dinaro è intorno alle 1400 lire, ma se qui con quella cifra ci compriamo ben poco, in Tunisia non è così. Si pensi che il salario medio di un impiegato è di 300 dinari. Il costo della vita là, è nettamente inferiore al nostro.

Pur essendo una “moneta forte” rispetto alla nostra vecchia lira, nella realtà il dinaro ha un grosso limite: è una moneta che in Europa non è possibile cambiare neppure nelle banche…
Quindi, chi di voi dovesse fare un viaggio in Tunisia, si ricordi che è importante conservare le ricevute e al momento della partenza se avete diversi dinari e non avete in programma un viaggio in Tunisia in un futuro non molto lontano, di cambiare il denaro in vostro possesso.

Certo che… è triste pensare che l’Europa, che ha lottato anni per avere l’Euro, una nuova moneta valida in quasi tutti i paesi, applichi questa specie di “razzismo monetario” nei confronti della Tunisia e altri paesi del Nord Africa

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