Questo sito contribuisce alla audience di

La Tunisia verde (I parte)

La Costa del Corallo... da Biserta a Tabarka

Quando si parla della Costa del Corallo e della sua principale città: Biserta, si pensa immediatamente a 300 km circa di coste in cui si aprono a perdita d’occhio insenature rimaste al loro stato naturale e un entroterra di montagne coperte di boschi… paragonabili quasi alle nostre montagne degli Appennini.

Qui siamo nel nord del paese, nella zona verdeggiante della Tunisia, che si contrappone alla Tunisia degli spazi sahariani.

Siamo nella regione degli uadi e dei laghi, dei paesaggi dominati da cipressi e da ricche coltivazioni. Duemila anni fa, questa zona era considerata il granaio di Roma.

Di questo passato felice, la regione ha conservato bellissimi resti archeologici. La fama di Dougga, di Bulla Regia, di Chemtou e di Utica ha ormai oltrepassato i confini della Tunisia. Le vacanze al mare qui sono ravvivate da brevi escursioni verso questi siti dalle imponenti rovine.

Nel XVI, XVII e XVIII secolo le repubbliche italiane, gli spagnoli ed anche i francesi, attratti dalla ricchezza dell’entroterra e dalle risorse di corallo che offrivano i fondali marini, hanno intrattenuto rapporti non sempre pacifici con le città di questa regione che sono poi divenute dei veri e propri centri commerciali.

A testimonianza di ciò restano imponenti fortezze, come quella di Biserta e Tabarka. Oggi una convivenza più pacifica ha permesso che lungo la costa sorgessero stazioni balneari frequentatissime.

Ultimi interventi

Vedi tutti