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Nefta

La Kairouan del deserto

Se si desidera conoscere un piccolo angolo di paradiso si deve visitare Nefta. L’antica Nepte è un’oasi attraente, con le sue moltissime sorgenti ed i suoi 200 bianchi Koubas, i suoi minareti e la sua sontuosa eredità di doni naturali e d’arte come le sue numerose moschee che le hanno fatto avere il nome di “Piccola Koufa” o “La Kairouan del deserto”. Si trova a poche miglia da Tozeur, ai confini di un altopiano nudo ed eroso dai venti sabbiosi, dove brillano sotto il sole il quarzo e la silice. Nefta si estende maestosamente nel suo verde crinale.
Gli uomini ascoltano passare il tempo. E lì la vita della gente scorre in un modo totalmente diverso da quello cui siamo abituati noi . La vita frenetica delle nostre città, lì sembra solo un sogno irreale, come se appartenesse ad un altro mondo.
In questa oasi durante la notte se ci si sofferma a guardare le stelle, queste appaiono così vicine che vien voglia di toccarle.
La città è posta a gradinata sulle sponde di un fiume. Bisognerà seguire i ruscelli e gironzolare sutto i palmeti, fermandosi davanti ad un marabutto. Si potrà ammirare l’architettura di questi villaggi biblici, che è molto simile a quella Andalusa. Architettura che ha attirato e convinto cineasti di fama mondiale a “girare” i loro film a Nefta, autentico studio all’aperto. Rossellini ha scelto questo villaggio per ricrearvi la vita del Messia. Qui potete assistere al meraviglioso calar del sole!. La voce del Muezzin s’innalza nel cielo, volgendo l’appello alla preghiera nella calma e nello splendore. Le ombre dolci del tramonto cominciano a scendere quando il sole calante si incendia di porpora.
Un consiglio che voglio dare a chi decidesse di fare un viaggio in Tunisia è quello di passare almeno una notte in un’oasi. Sicuramente non ci troverete discoteche e bar eleganti, ma lì potrete fare un’esperienza unica e indimenticabile. Vale veramente la pena di scoprire la pace e la calma che ci sono e conoscere il modo di vivere e le tradizioni della gente che vive nel deserto.
Un ulteriore consiglio: al momento di scegliere dove passare la notte, scegliete abitazioni il più simile possibile a quelle delle persone che vivono nell’oasi.

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