Michael Sheen è stato protagonista di un lungo articolo apparso sul giornale Usa Today, in cui si ripercorrono le tappe della sua carriera attraverso i suoi ruoli: il premier britannico Tony Blair nel film per la tv The deal e in The queen, il giornalista David Frost nell’acclamato Frost/Nixon fino a Lucian nella serie di Underworld.
“Il mio lavoro è fare tutto in modo che la storia funzioni. Se sono stato parte di così tante cose in cui la storia funziona, è una cosa che mi rende molto orgoglioso“
ha affermato Sheen.
Da oggi nelle sale nordamericane Michael Sheen è protagonista di The Damned United e il giornale The Guardian ha definito la sua performance, nel ruolo del manager sportivo Brian Clough, come la migliore della sua lunga carriera. Il film è stato definito dal suo protagonista come una tragedia greca, sul come un uomo si spinge troppo oltre e viene spinto verso il basso.
Sheen compie spesso mesi di ricerca sulla vita reale del soggetto prima di presentarsi davanti alla telecamera, in modo da poter recitare in maniera spontanea nel modo in cui il suo personaggio si comporterebbe.
Il regista del suo film, Tom Hooper, ha rivelato che Sheen ha visto ogni possibile video di Brian Clough, che conosce ogni battuta a memoria e potrebbe interpretare Clough per ore senza che un regista trovi nulla da dover cambiare.
Michael Sheen prima di diventare attore avrebbe potuto diventare una star del calcio: a 12 anni, infatti, la squadra dell’Arsenal lo voleva nella sua squadra giovanile ma avrebbe obbligato la sua famiglia a trasferirsi a Londra e così ha rinunciato ma secondo lui è un fatto positivo:
“I miei giorni nel calcio sarebbero finiti da anni ormai, non vedi molti giocatori oltre la metà dei trenta“.
L’attore era molto felice di entrare a far parte del cast della saga di Twilight con il ruolo di Aro perchè sua figlia Lily è una grande fan dei libri.
Dopo aver letto i primi due libri Michael ha capito che quello che ti catapulta nel mondo di Twilight
“almeno nel primo libro, è ritrovare le sensazioni di innamorarsi per la prima volta. Non penso che si debba essere una ragazza per relazionarsi con questo. Il secondo libro cattura la terribile desolazione di perdere quel primo amore. Ci sono passato anche io e Stephenie Meyer lo fa ritrae in modo brillante“.
Il personaggio di Aro, per il suo interprete, è una specie di leader, con un senso di regalità che lo circonda, essendo i Volturi una specie di famiglia reale.
“Amo il modo in cui il regista Chris Weitz lo descrive. Sulla superficie è molto affascinante e accomodante, quasi piacevole e dolce. Ma sotto, si ha la sensazione che sia un killer psicopatico. Mi piace recitare con quell’idea“.
Per leggere l’intero articolo si può visitare la gallery di Michael Sheen Online.

Beatrice Pagan








