Slade, Wyck e Rosenberg parlano di Eclipse e Breaking Dawn

Durante l'intervista anche qualche dettaglio sulle scene tagliate durante il montaggio di Eclipse

David  Slade

A pochi giorni dall’uscita nelle sale di Eclipse e dalla premiere che si terrà a Los Angeles, il sito IESB ha pubblicato una lunga intervista al regista David Slade, al produttore della saga Wyck Godfrey e alla sceneggiatrice Melissa Rosenberg.

Nell’intervista si parla della preparazione per Eclipse, di cosa potremmo vedere nei dvd e del lavoro necessario alla stesura della sceneggiatura.

La traduzione dell’intervista è tratta dal sito Twilight Italian Moms.

D: David, che cosa hai fatto per prepararti per Eclipse? In che modo hai portato il tuo stile per il film?

David: C’è un vocabolario cinematografico in ciascuno di questi film, e non proviene da molta premeditazione. Viene dal fatto di vedere il film nella mia testa prima di andare a girarlo, e se sei molto chiaro su questo e pianifichi tutto, poi si tratta solo di dedicedere ciò che è giusto per la scena e per il personaggio. Credo che la cosa più interessante da guardare, al mondo, sia il volto umano. È per questo che tendo a guardare più da vicino i volti umani rispetto ad altri registi.

Wyck: Quando David ha parlato con noi a proposito del film, aveva detto che, lasciando cadere il background e concentrandosi davvero sui personaggi, nelle scene pericolose, avrebbe creato un senso di ansia maggiore. Ti senti come se non sapessi davvero cosa c’è dietro. E, nelle scene romantiche, crea un incredibile senso di intimità. Percepisci davvero queste due persone in quel mondo. E, credo davvero che sia stato efficace.

David: con i primi piani arriva poi una messa a fuoco selettiva, ed è quello di concentrare lo spettatore e il punto in una direzione. In un certo senso, si ottiene una vista ravvicinata, che ha ubna piccolissima messa a fuoco al suo interno, ma si vedranno poi scatti medi e più ampi che porteranno l’attenzione del pubblico in un luogo specifico che è del tutto intenzionale.

D: Perché qualcuno dovrebbe andare a vedere Eclipse?

David: se non avete niente da vedere in TV, e non avete piani, penso che nel film abbiamo circa sei o sette decapitazioni. Se non c’è niente di meglio quella sera, è un buon motivo per uscire, visto che non c’è niente di meglio da fare, o nessun altro film da vedere. No. Seriamente, credo che sia il libro più maturo, e penso che abbiamo fatto il film più maturo. Certo, c’è una grande storia d’amore nel film, ma ci sono anche altre cose. La vendetta è un tema molto grande nel film. Le nostre sequenze d’azione sono costruite fuori dal personaggio, quindi non ci sono solo gli eventi. Sono costruite con la necessità di arrivare in un determinato posto. E, credo che sia un film per tutti.

D: David, stavi lavorano con un cast già esistente per Eclipse. Come hai fatto a contribuire a creare quello che ci si aspetterebbe dai loro personaggi in questo film?

David: Quello che ho fatto è stato vedere ognuno degli attori, individualmente. Abbiamo avuto un tet a tet. La prima volta, volevo solo ascoltare tutto ciò che mi avevano raccontato sui loro personaggi e tutto ciò che pensavano dei loro personaggi. Poi, ci siamo incontrati di nuovo e abbiamo parlarto della sceneggiatura, sempre tet a tet. Poi, ci siamo visti una terza volta e una quarta volta. A quel punto, parlavamo di tutte le idee che stavamo inserendo in quel personaggio e nella storia. E poi, la fase finale è stata quella di fare una prova d’insieme, in cui tutti gli attori erano uniti, e non abbiamo più parlato dei personaggi. Abbiamo parlato di contenuti e della storia. Questo è stato il modo che ho scelto di utilizzare.

D: Melissa, è stato difficile adattare il romanzo in un film di due ore?

Melissa: Per cominciare, mi ha colta di sorpresa perché effettivamente pensavo che questo sarebbe stato l’adattamento più semplice, dato che c’è così tanto conflitto nel libro, e c’è questa grande battaglia a cui si arriva alla fine. Ma poi, una volta che mi ci sono messa, e stavo smontando la storia, mi sono resa conto che tutto quello che ho menzionato prima succede solo nel terzo atto. Allora, si trattava di guardare a ciò che stava succedendo nei primi due atti, che porta fino al terzo atto. Quello che ho trovato era che, in un film, possiamo dividere un’altra prospettiva, ma nel libro, viene visto tutto dal punto di vista di Bella. Così, di fatto è diventato il più divertente da scrivere, alla fine, dopo aver superato la delusione incredibile che non sarebbe stato facile, come se qualcosa lo fosse.

D: David, c’erano delle aspettative per te per mantenere lo stile e il tono dei primi due film?

David: Sai, penso che l’unica cosa che mi sia stata davvero chiesta era la continuità. Per film diversi ci si aspetta visioni diverse quando diversi sono anche i registi. Mi è stata data una grande libertà, in termini di estetica. Ho ereditato il set, ma siamo andati nel set della cucina e lo abbiamo reso più grande, siamo andati in camera di Bella e l’abbiamo resa più ampia, perché avrei girato con un obiettivo diverso rispetto al modo in cui era stato fatto in precedenza. Quindi, la risposta è che mi è stata data libertà, dovevo solo rispettare quello che era venuto prima. Non ci sono stati ordini.

Wyck: Penso che, se mai, una delle ragioni principali per cui abbiamo ingaggiato David è stato per il suo stile visivo, e per il fatto che fosse diverso dai primi due film. Aveva veramente lavorato con attrici giovani e ottenuto prestazioni incredibili da loro, e sentivamo che lui le capiva. Quallo che abbiamo sempre voluto era che ogni regista portasse il suo stile individuale.

David: Ho cercato di non concentrarmi troppo sugli altri due film. Ho cercato di tenere solo questo nella mia mente, e gente come Wyck erano lì per darmi una gomitata, se facevo qualcosa che non andava bene o che stesse attraversando un confine, il che non è quasi mai successo, in realtà.

Wyck: Ogni tanto, c’era Edward che passeggiava attraverso la luce del sole e noi dicevamo: “Oh, aspetta, deve brillare.”

David: Lasciate che vi dica una cosa, la luce del sole è stato il nostro più grande nemico a Vancouver. Abbiamo avuto il tempo più soleggiato di sempre. Ogni giorno, passavamo più tempo al sole di quanto facessimo sotto la pioggia.

Wyck: A nessuno piace sentire che non stai girando, perché c’è il sole.

David: Sarebbe stato perfetto per qualsiasi altro film.

D: Puoi parlarci della decisione di sostituire Rachelle Lefevre con Bryce Dallas Howard?

Wyck: E’ successo tutto molto in fretta. Rachelle non era disponibile per tre settimane durante le riprese, e abbiamo dovuto reagire molto rapidamente. Bryce era già dall’inzio, anche da Twilight, su un elenco e non era disponibile. Abbiamo dovuto scegliere in fretta, e siamo stati davvero fortunati ad inviare a Bryce immediatamente la sceneggiatura e lei ha deciso che voleva farlo. Quindi, il processo per sostituire Rachelle e trovare l’attrice giusta è stato effettivamente scorrevole, perché Bryce è stata la prima a cui l’abbiamo chiesto e lei ha detto sì.

David: Una delle idee sbagliate e leggere su questi film è che sono questi blockbuster giganti, e dal grosso budget. Questi film sono più simili a film indipendenti, quindi il nostro calendario era ristretto. Abbiamo girato questo film in circa 50 giorni. La maggior parte dei film d’azione sono girati nel doppio o il triplo del tempo. Avevamo un programma che era stato messo insieme come un puzzle, quindi praticamente non avevamo altra scelta.

D: Melissa, sei intimidita dal fatto che Stephenie Meyer sia così coinvolta?

Melissa: Per quanto riguarda Stephenie, le sono davvero grata per il fatto che possa trascorrere così tanto tempo sul set. Io e lei siamo le persone che scrivono le pagine e vediamo le cose in un modo che mi auguro sia prezioso per il regista ei produttori.

D: Sei sul set durante le riprese?

Melissa: Visto che mi sono divisa tra Dexter e Twilight per tutto il tempo, e ho fatto successivamente i film da Twilight in poi, non potevo essere sul set e, francamente, non so se avrei potuto essere molto utile. Se David aveva bisogno di una riscrittura, avrei ricevuto una telefonata.

Wyck: Inoltre, Melissa e Stephanie lavorano così a stretto contatto quando stanno delineando lo script, che al momento in cui giriamo, non ci sono davvero sorprese. E, se viene fuori qualcosa, Stephenie può rispondere alle domande che abbiamo e che non sono nei suoi libri, tipo, “Questo personaggio avrebbe mai fatto questo?”, E lei mi risponde: ”No, questo personaggio è nato nel 1702.”

David: Lei ha tutte queste storie passate per tutti i personaggi. Mi ricordo che io e Melissa eravamo al telefono con lei per parlare di Riley e della grotta perché non ne avevamo idea, e noi le dicemmo: “Cos’è tutto questo?” E, Stephenie ci rispose, “Beh, è ovvio. È così che succede.” Noi non l’avremmo saputo, ma lei lo sapeva perché aveva scritto la storia nella sua testa.

D: Qual è l’aspetto più importante del processo di adattamento?

David: Penso che ottenere il processo emozionale del personaggio sia stata la cosa più importante, ma avevamo così tanto da raccontare ed era una bella storia. Penso che la cosa più difficile sia stata unire queste cose e cercare di capire cosa diavolo avremmo tagliato. La storia di Jasper è un film già da sé, e volevamo avere tutti i punti salienti, ma senza togliere nulla alla storia principale, continuando a rispettare il materiale di partenza. E’ la dicotomia tra questi grandi contenuti e la storia, e ilm modo in cui li appiani.

Wyck: Il genio di Melissa Rosenberg è che lei è in grado di distillare un libro fino alle sue qualità essenziali. In ogni film, ha fatto un lavoro straordinario. E, Stephenie può dire, “credo davvero che ci mancherà questa parte, se non ce la mettiamo.” E’ un avanti e indietro cercando di capire come accogliere alcune di quelle scene. Siamo stati in grado di distillare il film fino alla sua essenza emotiva.

David: Odio usare la parola dicotomia due volte, tra questo film e l’ultimo, in termini di vampiri, ma quello che era così attraente per me circa i film di Twilight, dopo aver fatto i film horror che avevo fatto in precedenza (30 Days of Nights), è che quello che Stephenie ha fatto è stato così abilmente impacchetto, tutto quello che è così pericoloso e sexy finisce in questa purezza, e poi circonda tutto con la famiglia e lo rende accettabile.

D: Come è stato fare i flashback di Jasper e Rosalie?

David: Sono stati molto divertenti da fare. Eclipse ha delle storie del passato fantastiche. E’ stato bello fare qualche scena western, qualche scena del periodo degli anni ‘30, qualche scena storica del 1600 e un film contemporaneo, tutto in una volta.

Wyck: E’ stato anche bello vedere Rosalie e Jasper come esseri umani.

David: Una delle sequenze a cavallo doveva essere girata con una seconda unità, perché io non ero disponibile, ed io chiesi, “Come facciamo ad avere la sua faccia qui?” La gente doveva sapere che era umano perché il resto avveniva di notte e io volevo che le persone vedessero la faccia di Jasper da umano. Era importante.

D: David, quali erano le specifiche modifiche che volevi fare, nel film?

David: Con Edward, volevo davvero assicurarmi che questo personaggio sembrasse pericoloso. Nell’ultimo film, aveva interpretato un personaggio diverso, ma in questo film, ho voluto mettere in evidenza il lato carnivoro che è in lui. Questa era la cosa principale. Ho provato a guardare ogni scena, con questo in mente. Alla base di tutto c’è il pericolo. Questa era l’intenzione.

D: Avete in serbo qualche special feature o qualche extra per il DVD?

Wyck: C’è la scena di nudo che abbiamo girato che non era nel libro. No. Non lo so. Con ogni film, si passa attraverso il processo di editing per sfoltirlo, in definitiva, si avranno alcune scene che non sono finite nel film.

David: Ci sono state una serie di scene che sono sembrate eccessive, in termini di storia, ma alcune erano veramente belle.

Wyck: C’era una bella scena con Angela (Christian Serratos) e Bella (Kristen Stewart), in cui in realtà ci sono solo due ragazze che parlando di problemi con i ragazzi. E’ molto, molto dolce, ma ha avuto luogo in una sezione del film che abbiamo veramente dovuto tagliare.

David: Quello che succede nel film si stacca un pò dallo script. Ma, quella è una bella scena splendidamente eseguita, e sarà un bel bonus per i fan del libro.

Wyck: Penso che ci saranno un sacco di classiche cose “dietro le quinte”, dove si vedrà come abbiamo fatto la maggior parte delle scene d’azione e degli stunt nel film, e ci sarà molto del processo con i CGI. Questo arricchirà l’esperienza per un pubblico a cui piace andare dietro la macchina da presa e vedere in che modo tutto viene creato.

Melissa: E’ interessante, quando ho fatto il primo film di Twilight, in realtà l’ho scritto prima che prendesse forma. Stavo scrivendo un pò alla cieca, e in realtà c’era un sacco di umorismo nel film. E poi, ci siamo resi conto, non appena avevamo scelto gli attori, che proprio non era opportuno. Ma, ora gli attori sono a loro agio e credo che la storia si presti a questo. Wyck effettivamente ha suggerito la migliore battuta del film, “Non ce l’ha proprio una maglietta?”. C’è un livello di fiducia nella narrazione adesso.

Wyck: C’è un livello di comfort che le persone hanno con l’altro. La prima volta che incontri qualcuno, a volte non riesci ad essere comico come quando conosci qualcuno da un pò. E, come un membro del pubblico, vuoi sperimentare la progressione dei personaggi, così come apprezzi quando iniziano ad essere più tranquilli l’uno con l’altro e più informali di fronte alla drammaticità intensa, che ha certamente Eclipse.

David: Si cercano le prestazioni prima, e pensi a uno come Billy Burke, e Billy può improvvisare. Tutti gli altri possono dirmi quello che vogliono cambiare e possiamo parlarne, ma Billy ha naturali tempi comici. Tutte quelle espressioni che ha, ti devi capitalizzare su quello.

D: Melissa, come procede Dexter?

Melissa: Alla fine ho dovuto lasciare, dopo la quarta stagione, perché non potevon fare Breaking Dawn e Dexter, allo stesso tempo. E’ stato molto triste. E’ stata la migliore esperienza televisiva della mia carriera.

D: Non sei ancora produttore, in alcune cose?

Melissa: No, ho dovuto lasciare tutto, e sono stati abbastanza gentili da farmi fuori. Qualcun altro sta portando avanti lo show.

D: Cosa ne pensi del fatto che hanno riportato indietro Julie Benz per una scena, anche se Rita è morta?

Melissa: Oh, sarà un flashback, o qualcosa del genere. Non ne ho idea.

D: Ti manca?

Melissa: Già mi manca. Tutti i miei amici stavano tornando a scrivere a febbraio, ed io ero a casa a lavorare su Breaking Dawn, pensando, “Aww.”

D: Ti da empatia per Stephenie, il fratto di vedere i tuoi personaggi che passano nelle mani di qualcun altro?

Melissa: Assolutamente! Ma, in televisione, quando fai parte di uno staff di scrittori, hai già l’esperienza di persone che prendono il tuo materiale e lo riscrivono.

D: Quale sarà la più grande sfida di dividere i film per Breaking Dawn?

Melissa: Sono molto densi di mitologia. Ci sono un sacco di personaggi e un sacco di dettagli, e devi decidere chi portare avanti. Ci sono da fare un sacco di cose che ho già dovuto fare con Twilight.

D: E ci sono più storie del passato?

Melissa: Ci sono più storie del passato, e c’è un ampliamento della mitologia. Vengono introdotti tutti questi diversi personaggi, e Stephenie ha sviluppato una mitologia davvero intricata che è molto dettagliata, questo è il perché è così divertente stare nel suo mondo.

D: Alcune persone hanno detto che Breaking Dawn è impossibile da filmare e non è un buon libro come gli altri. Come ti approcci a questo per farlo funzionare?

Melissa: Credo che sia filmabile e credo che ci sia una bella storia da raccontare. E’ stata una mossa molto audace, quella che Stephenie ha fatto e dove ha portato i suoi personaggi. Li ha fatti crescere, sposare e avere figli, e aveva realizzato il potenziale finale di Bella che diventa un vampiro. E’ stata una mossa molto audace. Penso che abbia perso un po’ del pubblico che voleva continuare a vedere fantasie e desiderio. Ora, lei ha tutto, quindi che cosa fare? E’ un film molto diverso e un diverso tipo di storia. C’è sicuramente abbastanza materiale per due film, ma per la prima volta, c’è anche un po’ di respiro. C’è spazio per esplorare un po’ e per espandersi. Sono entusiasta di questo.

D: Quale pensi che sia il fascino di questa serie?

Melissa: Penso che scavi in modo profondo il desiderio. Prima di tutto, ci entri dal punto di vista di Bella, che potrebbe essere ogni ragazza. Siamo in grado di identificarci con lei. È una persona comune. E poi, la rendi l’essere umano più desiderabile sulla faccia della terra, e c’è un entusiasmo vissuto di riflesso per questo. C’è un elemento di fantasia. E, tutti abbiamo avuto quelle esperienze nella nostra vita di quel primo amore. Questo attrae certamente.

D: Con la ricchezza del background e l’appetito per Twilight, vorreste vedere un film su Alice o uno degli altri personaggi, con l’approvazione di Stephenie?

Melissa: Penso che lo farà. Vorrei vedere qualsiasi cosa che ha scritto. Se questa serie sta per espandersi, sarà perchè lei lo sta facendo.

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