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L'olivo russo: Berioza

Che le Streghe usino la scopa si sa da secoli, ma quanti di voi sanno di che cosa sono fatte le loro scope? Sapreste fare i calzari di corteccia? o cosa direte se sarete offerte un bicchiere di succo di betulla?..

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«Non ho mai amato nulla quanto un bosco di betulle. Anche ora, mentre
scrivo,
sento l’inconfondibile odore dei nostri boschi, dei nostri alberi tanto amati».
Fedor M. Dostoievski (dal Diario)

Sapevate che le Streghe russe, ad esempio Baba Yaga, volano esclusivamente
sulla scope fatte di rami di betulla? e che i contadini russi sin da Medioevo si
facevano ottimi e resistenti calzari di cortecchia di betulla? La BETULLA (berioza)
e’ l’albero sacro in Russia, e non ha rivale nella molteplicità di impieghi
e le tradizioni legati a questo albero di inconfondibile grazia.

Nei
molti romanzi dei classici russi incontrerete una strana parola: LAPTI. Ad
esempio, nelle famose Memorie del cacciatore di Turgenev troviamo la descrione
del genere: “Il
contadino di Orël è di bassa statura, leggermente curvo, tetro, guarda in
tralice, vive in minuscole isbe di tremolo, non pratica il commercio, si nutre male,
porta i lapti. Il contadino di
Kaluga, invece, paga l’obrok vive in spaziose isbe di pino, è alto, ha
lo sguardo fiero e allegro, il viso bianco e pulito, commercia in burro e
catrame, e nel giorni di festa indossa gli stivali…” Quindi, Lapti
sono una specie di scarpe, portate e fatte dai contadini russi. La
corteccia di betulla veniva raccolta esclusivamente da marzo a aprile quando le
sua elasticita’ permetteva di farne uso.

Dalla corteccia (scorza, in russo kora) ricavavano fibre per abiti e
vele; con il fusto tessevano filamenti per corde, calzari, cinture, lucignoli per torce e ceri.
Per fare i laptti, i contadini ammorbidivano la parte bianca della corteccia in
acqua, per poi intrecciare le strisce nella forma di calzari. La procedura di
“intrecciare i lapti” (plesti’ la’pti) non era semplice, e
veniva trasmessa da una generazione di lapte-pletel’shik all’altra.

“Un vecchio contadino, seduto sopra una panchina verde,
stava intrecciando dei calzari di scorza di betulla. Era sordo e non lo aveva
sentito venire…” (Guerra e pace di Tolstoj)

La technica di intrecciamento delle morbide strisce di betulla fu usata anche
per fare korzina, utile cesta per uso casalingo, di forma cilindrica. Le
ragazze andavano a raccogliere i funghi e frutti di bosco coi comodi e leggeri
korzinki.

Non possiamo dimenticare delle ottime scope (metla) che realizzavano mettendo insieme i
rami più sottili ed elastici di betulla. E’ probabile, che le
streghe russe volavano proprio sulle scope di betulla visto le sue resistenza e
leggerezza -))

Betulla in cucina

In primavera i contadini mangiavano la corteccia perchè era molto tenera
e zuccherosa, estraevano uno zucchero e si facevano il vino
frizzante e anche l’aceto. Dalla linfa di betulla si ricava una bevanda chiamata
in Russia “berezovyi sok” (il succo di betulla), molto amato grazie
alle sue bonta’ e proprietà contro
tutti i tipi di malanni.

Ya v vesennem lesu pil berezovyj sok / S
nenagliadnoj pevunjei V stogu nocheval / Chto imel - ne sbereg, chto imel -
poterial, / Byl ya smel i udachliv, A schastja ne znal

(la canzone da un popolarissimo film russo Oshibka residenta): “Bevevo il
succo di betulla in bosco primaverile / e con mia cara dormivo in pagliaio / Ma
non ho conservato cioe’ che avevo e l’ho perso / E pur essendo fiortunato, non
ero felice…” oppure la canzone di Matusovskij intitolata proprio
Il succo di betulla

Ottimo anche il cosidetto vino di betulla fatto secondo la
ricetta antica. E’ un vino passito, fatto con uva passa, zucchero,
vino bianco secco e succo di betulla. Ormai e’ difficile trovarlo anche in
Russia, e lo potete gustare in cantina di un monastero (ad esempio, a Zagorsk)
oppure Il ricettario dei vini russi tratto dai libri antichi troverete qui
(in russo).

Betulla in tradizione russa

I ragazzi giovani sono soliti a lasciare sui tronchi diverse scritte
tipo “Amo Mascia”, “Qui ci siamo baciati, qui ci siamo amati”,
“Ivan e Katyusha = per sempre”, oppure solo le iniziali
incise. Nel Medioevo la corteccia di betulla invece fu usata per i manoscritti, contenenti gli insegnamenti e le poesie.

La betulla e’ una vera regina di folclore e poesia russa. Basta ricordare
di Esenin o Tyutchev, racconti di Prishvin e Bunin. E’ l’albero cosi luminoso,
con la grazia inconfondibile dei suoi rami penduli.

Il fusto secco di sottili rami di betulla (VENIK) viene usato in
sauna russa (banja) per lavarsi.