Il cabaret "Cane randagio"

Il cabaret "Il cane randagio", aperto dal capodanno del 1912 al marzo del 1915 nello scantinato di un palazzo sulla piazza Michailovskaja di Pietroburgo, fu uno dei centri principali della vita artistica e letteraria della capitale russa negli anni '10.&#nbsp; Qui nel 1912 Majakovskij lesse per la prima volta in pubblico i suoi versi (A voi, che vivete di orgia in orgia...) Qui veniva spesso Achmatova, avvolta in seta nera, e cantava Fedor Shaljapin.

Il direttore del cabaret era Boris Pronin, il
collaboratore fedele di Stanislavskij, di Mejerchold e del Teatro di Vera
Komissarzevskaja. Sui biglietti di visita di Pronin era scritto: “Pronin,
Dottore in estetica Honoris Causa”. E questo allegro titolo e qualche
bacio “succoso” di Pronin in persona all’entrata nel cabaret, vi dava
subito l’umore giusto, leggero e scintillante. Pronin dava del tu a tutti.
Ciao, - diceva e vi stringeva fortemente la mano. - Vieni, caro, i nostri sono
tutti la’
… Nel cabaret venivano non solo i scrittori e artisti, ma anche gli
avvocati ed ingegneri, incuriositi dalla fama dei spettacoli sbalorditivi del
locale. “Il cane randagio” era aperto tre volte a settimana. Ci si
riunivano tardi, alla mezzanotte, Alle undici venivano solo.. i “farmacisti“,
cioe’ le persone non dal circolo e non al corrente delle tradizioni… I
frequentatori abituali pagavano tre rubli per entrare, i “farmacisti”
- 25 rubli!

Non era facile raggiungere il cabaret: era necessario passare due cortili mezzo
nascosti e spesso ricoperti da neve, che nessuno puliva per tutto l’inverno, poi
dopo una fila di svolti, il visitatore doveva scendere giu’, nel buio, sulle
scaline agghiachiate e spingere la porta del profondo sottosuolo, foderata di
incerata.

E appena entrate, tutte venivano stordite dalla musica, dalla
mancanza d’aria, il calore del caminetto, dalla varieta’ dei colori, dal rumore
del ventilatore (tuonava come un aeroplano). Il soffitto era dipinto da Sergej
Sudejkin
(un famoso pittore di avant-guarde russa).

All’ingresso c’era un grande libro, grosso piu’ di 25 cm.,
rilegato in pelle azzurra: vi apponevano le firme i frequentatori del
locale, Si chiamava il Libro del maiale. I tavoli erano tuitti zoppi con
sgabelli di paglia, non c’era servizio, si dirigevano da soli al buffet.

Nell’atmosfera scaldata dai vapori del vino, il pubblico scoppiava in applausi
fragorosi, e gridava: “Hommage! Hommage!” A quel punto si portavano
dentro in un thermos una pietanza calda gia’ preparata all’altro capo della
citta’ e trasportata in carrozza o in tram. Non si sapeva il contenuto, e
questo stuzzicava la voglia di scoprire, assaporare il gusto della pietanza
misteriosa. Piu’ volte apparivano Sbitki sobacji s kartoshkoi, che
costavano 40 kopeicki, cioe’ le polpette di carne macinata di dubbiosa provenienza (le
chiamavano le polpette del cane) con le abbondante patate bollite. Non era
insolito di accompagnare questo piatto con lo champagne…


Non c’era il programma, Pronin basava tutto sul caso. “Fedja (Saljapin) ha
promesso di venire e cantare… se non verra’, facciamo ballare a Muska (il bastardino
di Pronin) una quadriglia..
.” Suonavano Debussy, Ravel, Beethoven… Qui
nel 1912 Majakovskij lesse per la prima volta in pubblico i suoi versi (A voi,
che vivete di orgia in orgia…) Qui veniva spesso Achmatova, avvolta in seta
nera, con un voluminoso cammeo ovale alla vita, non pagava mai l’entrata,
fermava per scrivere i suoi ultimi versi nel Libro del maiale. Achmatova ha
dedicato due poesie al Cane randagio:

Qui si e’ tutti gaudenti e peccatrici,

com’e’ uggioso per noi stare insieme!

Sulle pareti fiori e uccelli

illanguidiscono lungo le nuvole…

Ma
quella che adesso sta danzando

sara’ sicuramente all’inferno“.

Dopo l’inizio della guerra il cabaret fu ribattezzato Tappa dei commedianti,
suoi frequentatori diventarono i cadetti in partenza per la guerra, cominciarono
davvero l’ubriachezza e tutto quello. I scrittori e musicisti non ci
andavano piu’.

Adesso
il cabaret sta vivendo la seconda vita e presenta i spettacoli divertentissimi o
show erotici quasi ogni giorno.
Per prenotare la serata chiamate il gruppo Naftalin al (812) 328 1619.

Ricordate l’indirizzo: Italianskaja ulitsa, angolo Michailovskaja ploshadj, 5.
Pietroburgo!

Un altro cabaret di
successo a Pietroburgo si trova in Dekabristov str., 34, entrata N 3 (dentro
Dvorets Cultury). Metro Sennaja ploshadj. E’ aperto giovedi, venerdi,
sabato e domenica dalle 23.00 alle 06.00. Email: matros@peterlink.ru.

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