I gioelli del villaggio degli zar. Parte I.

Zarskoje Selo, letteralmente un villaggio degli zar, e' uno dei piu' bei complessi nei dintorni di San Pietroburgo. Il grandioso Palazzo della Zarina Caterina fu realizzato da Rastrelli, chi ha trasformato nel capolavoro di barocco russo, risplendente d'oro vero e antichi gioelli della corona. Gli interni s'ispirano alla Casa d'oro di Nerone (ritrovata dagli archeologi a Roma nel 1776): per decorare alcune delle stanze d'onore furono impiegati piu' di 100 kg d'oro purissimo. Impressionanti sono i sontuosi lampadari di cristallo, camini in marmo pregiato,&#nbsp; le stanze rivestite di diaspro e agata provenienti dai Monti Urali, la Sala d'Ambra interamente realizzata di panelli d'ambra per il totale di 52 mq.&#nbsp;&#nbsp;

La
storia
. Il posto inizialmente si chiamava Saari, nome svedese
che significa isola, era donato dallo Zar Pietro il Grande al suo amico principe
Mensikov. Nel 1710 la tenuta era assegnata a Caterina,
la moglie di Pietro I e futura imperatrice, che fece costruire dall’architetto
Braunstein un palazzo con il parco intorno. Il parco, che prende il nome
di Caterina (Ekateriniskij park) si estende per 600 ettari e comprende
due laghi artificiali con delle bellissime grotte (una di quale e’ la opera di
Rastrelli) e numerosissimi monumenti
e sculture
. Nel 1937, nel centesimo anniversario della tragica scomparsa
diel poeta Puskin, Zarskoje Selo prese il suo nome. E’ da notare che il
giovane Puskin fu allievo del Liceo, appena fondato nel Zarskoje Selo, per 6
anni (dal 1811 al 1817).

Palazzo
di Caterina
. La perla del tutto complesso e’ capolavoro di
Bartolomeo Rastrelli, il Gran Palazzo di Caterina. Il palazzo si affaccia
sul piccolo parco privato, preferito da Caterina.

Una curiosita’: nel 1887 Zarskoje Selo fu il primo centro abitato al
mondo a essere dotato della luce elettrica. Alla realizazzaione del complesso
hanno contribuito alcuni architetti italiani: Giacomo Quarenghi, Bartolomeo
Rastrelli, Antonio Rinaldi, Luigi Rusca e Silvio Danini (ha partecipato
anche ialla recostruzione del Palazzo d’Inverno a San Pietroburgo). Il palazzo
accorpa il totale di cinque edifici e misura 300 metri di lunghezza a frontone.
Rastrelli abbeli’ le pareti turchesi con un gran numero di colonne, statue e
stucchi. La struttura e’ un’alternazione delle candide colonne e dei pilastri
sullo sfondo delle pareti color turchese, le dorature della decorazione
scultorea e degli intagli creano un effetto eccezionale. Dettaglio di facciata.

La
Sala Grande del Palazzo copre 846
mq, ma pare ancora piu’ smisurata per l’effetto creato dagli specchi tra la
finestre. All’epoca di Elisabetta qui si tenevano i ricevimenti piu’ solenni e i
frequenti balli in maschera.

Nella Sala da pranzo da gala si ammira il tavolo dalla forma
complessa, tipico del Settecento, su cui e’ disposto il servizio della
Manifattura imperiale (detto di caccia, del 1760), destinato ai pranzi di
gala.Sul soffitto domina una coppia ottocentesca del Trionfo di Apollo di
Guido Reni; alle pareti, quadri di Johann Groot sui temi di caccia,
provenienti dall’Ermitage.

stanza d'ambraL’altra
meraviglia di Zarskoje Selo e’ la Sala d’ambra
(Yantarnaja komnata), lo straordinario gabinetto realizzato con l’ambra.
Nel 1716 Federico Guglielmo I, re di Prussia, dono’ allo Zar Pietro il Grande
una stanza realizzata in pannelli d’ambra di colore giallo chiaro scuro e
bruno (ben 52 metri quadri). Il lavoro fu eseguito nel 1709 da artigiani
danesi. Pietro il Grande ha regalato in cambio al Re di Prussia un intero
corpo di guardia formato da soldati russi di statura gigantesca. Dopo essere
stato al Palazzo d;Inverno di San Pietroburgo, la Sala d’Ambra fu trasportato
nel 1755 a Zarskoje Selo, per ordine di Elizabetta.

Nel 1941, durante l’invasione dei tedeschi nella Russia, i fascisti portarono
via con se la preziosissima Sala d’Ambra. Inutilmente l’URSS tento’ di
recuperarla: si penso’ che fosse andata distrutta, fin quando nel 1997 vennero
improvvisamente ritrovati due tasselli dell’originale stanza. Nel frattempo,
nel 1979 il Consiglio dei Ministri russo aveva ordinato di rifare ex-novo la
camera andata persa. Fino al 1999 la camera d’ambra era stata ricostruita
quasi del tutto. Visitate il sito ufficiale dedicato alla ricostruzione della Stanza
dove potete vedere i panelli e anche provare di risolvere il puzzle
per “assemblare” la famosa stanza.

rembrandtIl
Palazzo serviva non solo come residenza di campagna della famiglia imperiale
russa, ma era un vero e proprio cassaforte dell’Impero. Nella Sala
dei dipinti
sono esposti 130 quadri del ‘600 e ‘700 oolandase,
francese e italiano. Qui si ammira i paesaggi di Jan Both, Esaias van de Velde,
van der Neer, Savery, Janssen, Berchem, van Noort, a. Visentini; sceni di
guerrarubens
di Adriaen van Ostade; allegorie della scultura di Jean-Marc Nattier; due grandi
tele illustranti la guerra contro la Svezia del 1709, rispettivamente di Jacques
Courtois (La battaglia di Poltava) e di Martin le Jeune (La battaglia di Lesnaja).
La galleria e’ ornata da due grandi stufe in ceramica di Delft; il soffitto,
opera di Kazakov, e’ la copia del soffitto dello scalone d’onore dell’Ermitage.

PARTE
II
(Il parco, Liceo, il Palazzo di Alexander)

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Pubblicato il 4 gennaio 2002 in:

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