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Gobustan: la culla della civilta' umana

Gobustan e' un straordinario santuario rupestre dove si trovano piu' di 3,500 graffiti alcuni dei quali risalgono a XIII secolo a.C. Finora la storia ufficiale dll'Europa si faceva cominciare convenzionalmente circa 4 mila anni fa. Le pietre di Gobustan, invece, raccontano la storia prima della "storia", risalente a ben 40 mila anni fa: 400 secoli narrati dalle straordinarie incisioni dei primi artisti dell'umanità. La storia dell'Europa risulta dieci volte più lunga di quella raccontata nei libri di testo!

In una delle province semidesertiche di Azerbaigian, sono stati ritrovati 3.500
pietrificate incisioni, distribuite su quasi 750 rocce e grotte, che ci portano
alle radici dell’identità culturale dell’Europa. Le incisioni («la
scrittura dei popoli senza scrittura», come le chiamano i scienziati)
rappresentano le figure animali di grande formato (prevalenti i potenti buoi e
cavalli, simbolo della paura, di cacciare ma anche di vivere, per i piccoli
uomini che li inseguono) e poi figure umane schematizzate. A fianco dei
patriarchi protagonisti dell’epoca della grande caccia, abbondano le figure
femminili (Curiosita’: le donne sono tutte nude, grasse e con seni
esagerati, invece gli uomini sono tutti dai corpi slanciati
). A differenza degli altri santuari rupestri (ritrovati in Spagna e
Portogallo), quello di Azerbagian contiene anche le figure collegati al tema
marino: barche e pesci.






Una spiegazione scientifica c’è: vi è stato un tempo in cui il Mar

Caspio, alla fine del Pleistocene (14-12 mila anni fa), era collegato con

una fascia di mare al Mar Nero e già venivano usate imbarcazioni per passare

dall’altra riva di questa striscia di mare che segnava l’ingresso in Europa.

Le incisioni rupestri ci mostrano figure di piroghe già di 10 mila anni fa.

Sono tra le più antiche figure di imbarcazioni che si conoscano.
Fra i pesci, una delle figure più sorprendenti è l’immagine di un
grande cetaceo che ha una lunghezza di quasi 5 metri.


Di particolare interesse e’ la Grotta Madre
(Early Oasis Dwellers), Anazaga, dove sono stati trovati
anche strumenti in pietra e in osso, e splendidi incisioni degli animali
(un bue e un alce all’entrata sono dei piu’ conosciuti) e le figure di
imbarcazioni e di pesci (lunghe fino a 5 metri), le piu’ antiche del mondo.

Uno dei maggiori paletnologi mondiali, Emmanuel Anati, dice: «Si tratta

di un luogo d’incontro tra Europa e Asia nel corso di millenni, un’area di

passaggio dove si conservano le impronte di contatti e di influssi dei due

continenti, un punto di grande significato per risalire alle radici stesse

delle civiltà europee e asiatiche. Dove affiora un’arte praticata da uomini

la cui principale risorsa economica era la caccia, alla quale s’aggiungono

la pesca, attività di incipiente produzione del cibo e forse anche una
fase

iniziale di allevamento del bestiame».

«La svolta decisiva», dice Anati, «ci fu con l’Homo sapiens, il nostro

antenato diretto. Probabilmente di origine africana, si presume che transitò

per il Medio Oriente e giunse in Europa circa 40 mila anni fa. Gruppi

diversi di questi sapiens entrarono in Europa e la principale pista di

accesso era ai piedi del Caucaso, nel Gobustan. Essi portarono la propria

cultura, cioè tre elementi fondamentali: il linguaggio articolato e

complesso, la religione e l’arte».

Per saperne di piu’, leggete il libro “Gobustan” scritto da
Emmanuel Anati, un grandissimo studioso di livello mondiale, ordinario di Paleontologia all’Università di Lecce,
che consente
al lettore anche non specializzato di capire l’arte rupestre.

Una escursione da non perdere!


Gobustan
si trova a 50 km a sud da Baku, la capitale, e facilmente raggiungibile in
macchina, seguendo la costa del Mar Caspio.Il tragitto e’ molto particolare: fra
i vecchi campi petroliferi, immense costruzioni per assemblaggio delle
piattoforme e le strade verso gli impianti mai costruiti che si perdono nel
deserto e polvere…