Questo sito contribuisce alla audience di

I nomi russi

I nomi russi sono composti di tre componenti: il nome proprio (per esempio, Ivan), il patronimico (ossia il nome del padre in genitivo, per esempio, Petrovic) e cognome (normalmente con la terminazione -OV per un uomo oppure -OVA per la donna: Signore IVANOV, Signora IVANOVA).&#nbsp;&#nbsp;

“Lei si chiama Ivan Mastropopov?” “No.” “E non e’ contento??”

Prima di rivoluzione del 1917, il nome di battesimo veniva usato nei ceti alti solo per denotare un legame d’amicizia particolarmente profondo e duraturo, o uno stretto legame di parentela. Si usava il nome esclusivamente tra la persone dello stesso sesso (piu’ tra i maschi che tra le donne). L’uso di nome di battesimo intendeva troppa confidenza e percio’ veniva usato raramente. Nei ceti inferiori. invece, il nome proprio si usava piu’ frequentemente, ma in genere tra maschi e della stessa eta’.

Il nome e patronimico e’ la forma piu’ consueta in tutta la societa’ russa/ Per dimostrare un certo affetto e cordialita’, si usa di contrarre il patronimico (Niklaic’ invece di Nikolaevich). Il patronimico da solo era usato quasi esclusivamente tra persone di ceti inferiori o da persone nobili quando volevano imitare, per ironia o sarcasmo, la parlata dei loro sottoposti. I diminutivi sono sempre d’uso frequente in Russia tra i famigliari o tra amici. I fratelli di Lev Tolstoj lo chiamavano Liova, la moglie lo chiamava Liovus’ka. Cosi Maria diventa Masha, Sofia - Sonja, Mikhail - Misha, Elizaveta - Lizoc’ka o Lizonjka.

Esempi dal racconto Due ussari di Tolstoj: “Lizoc’ka, ti potremmo cercare un fidanzato, uno di questi bravi ussari!” dosse lo zio. “No, non voglio un ussaro; voglio un ulano” “Lizanjka, per stasera potresti mettere il vestitino di mussolina di lana.” Polozov aveva voglia di star solo per poter pensare a Liza, che gli era sembrata una creatura straordinariamente pura.

Anticamente, il cognome deriva dal nome del tribu o del clan, e puo’ riflettere il carattere particolare (Smelov sta per coraggioso, Buinov sta per Aggressivo, Goryunov - uno triste), o derivare dal toponimo o nome proprio (Lenin deriva dal fiume Lena, Stepanov - dal nome Stepan, Gordeev - dal nome canonico Gordiy, Gorokhov - dal antico nome slavo Gorokh), dall’aspetto (Golovanov - uno con testa grossa, Klyuev dall’aggetivo Klyuvyi, cioe’ bello e vistuoso, Kolyubakin - lentigginoso) o provenire dalla professione della famiglia (Dvornikov indica l’uomo di pulizia, Kalasnikov - il panettiere…) Scopriamo la provenienza di alcuni cognomi russi appartenenti alle persone molto conosciute. Gagarin - il cognome molto comune in russo, particolarmente nel XVI secolo, deriva da Gagara, l’uccello marino. La parola aveva anche il secondo significato: di collo lungo. Diagilev deriva dall’aggettivo diaglyi, cioe’ forte, potente;

Curiosita’ - Gli studiosi russi affermano che le statistiche sui cognomi russi dimostrano la prevalenza assoluta dei cognomi derivanti dai nomi degli uccelli. Questo fatto e’ dovuto al culto degli uccelli che esisteva ancora nella Russia pagana. Ecco alcuni esempi dei cognomi “uccellini”: Diatlov (deriva dal picchio), Sinitsin (cinciallegra), Petukhov (gallo), Kukuskin (cuculo), Sorokin (gazza)… - L’eroe di romanzo di Viktor Pelevin “Babylon”, Vavilen Tatarskij, ad esempio, fu chiamato Vavilen perche’ suo padre, un fedele comunista, e’ riuscito ad inventare quest’acronimo delle parole “Vasilij Aksenov” e “Vladimir Il’ich Lenin”. “Evidentemente il padre di Tatarskij non aveva nessuna difficolta’ a immaginare”, ironizza Pelevin, “un fedele leninista che, chino sulle pagine liberatorie di un romanzo di Aksenov, ne traeva la gratificante conclusione che fin dagli inizi il marxismo aveva sostenuto il libero amore; oppure un esteta con la fissa del jazz che, grazie a un lento assolo di sassofono particolarmente toccante, all’improvviso veniva folgorato dall’idea che un giorno il comunismo avrebbe certamente trionfato.” - “Ivàn Ivànyc aveva un cognome alquanto strano, Cimsa-Gimalàjskij: ma poiché quel doppio cognome non si addiceva alla sua persona, lo chiamavano semplicemente, in tutto il distretto, col nome e il patronimico…” (Cechov, L’uomo nell’astuccio)