La storia di un quadro dell"Hermitage...

oppure come fu combinato il matrimonio reale


Elizabeth
Vigée Le Brun (1755-1842, vedi
autoritratto
con figlia), la pittrice francese, soggiorno’ in Russia per 6
anni (fino al 1801) sotto l’ala protettrice di Caterina II di Russia,
l’onnipotente zarina sulla cui magnificenza si favoleggiava in tutta Europa, 
e divenne una dei maggiori protagonisti nell’alta società russa del XVIII
secolo.  Era una donna molto intelligente, piena di talento, amante del
divertimento e veramente eccezionale: una donna che sapeva godersi la vita e che
amava la compagnia delle persone che conosceva facendone i ritratti. Chiunque
conoscesse il suo talento la ammirava. Lei esegue numerosi ritratti della
sovrana e dei personaggi più in vista dell’aristocrazia russa, oggi conservati
nelle collezioni dell’Ermitage e del Museo Statale Russo.

Il ritratto piu’ noto della Vigee e’ ritratto delle “Granduchesse Alessandra
e Elena Pavlovna, figlie di Paolo I
” che si trova presso il Museo
dell’Hermitage di Pietroburgo.

Vigée Le Brun ricorda nei suoi Mémoirs in modo assai dettagliato
l’occasione in cui ricevette la commissione per questo ritratto dalla stessa
imperatrice Caterina:

Appena Sua Maestà fu di ritorno daCzarskoiesiolo, il barone di Strogonoff
venne a ordinarmi, da parte dell’imperatrice, i ritratti delle due granduchesse
Alessandrina ed Elena. Queste principesse avranno avuto tredici o quattordici
anni: il loro viso era celestiale, sebbene con espressioni assai diverse. Il
colorito della loro pelle soprattutto era così fine e delicato che si sarebbe
creduto che vivessero di ambrosia. La maggiore, Alessandrina, aveva una bellezza
greca e assomigliava molto ad Alessandro [il fratello primogenito, futuro
imperatore Alessandro III, famoso durante la sua gioventù per la sua
straordinaria bellezza]; ma il viso della più giovane, Elena, era immensamente
più fine. Le avevo raggruppate insieme, mentre tenevano e guardavano il ritratto
dell’imperatrice: erano vestite un po’ alla greca, con molta semplicità e
modestia.”

Il potere narrativo di questo ritratto era impressionante. Vigèe Le Brun
riusci’ ad ottenere che il ritratto esprimesse esattamente la natura di due
figlie del Imperatore, vestite alla greca nelle tuniche con grappoli di uva.

Sembra pero’ che il ritratto non sia piaciuto all’imperatrice. Nella lettera
Ekaterina ha scritto: “le mie due graziose nipotine sembrano due contadinelle
montanare con la pettinatura da baccanti, con grappoli d’uva e le veste con
tuniche di un rosso e di un violetto volgari. In una parola, non solo è andata
perduta ogni rassomiglianza, maper di più le due sorelle sono talmente sfigurate
che vi sono di quelli che chiedono quale sia la maggiore e quale sia la più
giovane…” 

La Vigée rimane sorpresa e scandalizzata dalla tale disapprovazione e ritocco’
subito il quadro. “Credetti talmente a quella cattiva insinuazione che mi
feci premura di sostituire le mie tuniche con i vesititi che portavano le
principesse e di coprire loro le braccia con tristi mezzemaniche. La verità è
che l’imperatrice non aveva detto niente ed ebbe la bontà di assicurarmelo la
prima volta che la rividi. Cionondimeno avevo guastato l’insieme del mio quadro,
senza contare che le braccia graziose, che avevo dipinte come meglio sapevo, non
si vedevano più.

La Caterina rivide il quadro e rimarro’ contenta. Il fatto fu che l’imperatrice,
che disprezzava suo figlio Paolo e che aveva già predisposto ogni cosa affinché
non gli succedesse al trono, probabilmente si occupava delle sue figlie solo per
i vantaggi politici che qualche buon matrimonio le avrebbe procurato: aveva
fatto fare quel ritratto per stabilire nuove alleanze con i paesi Baltici. In
particolare, era stato progettato il matrimonio tra la principessa Alessandra e
il giovane re di Svezia, che a tale scopo era giunto a Pietroburgo nell’agosto
del 1796. Vigée ricorda bene anche questa visita:

“Ricordo che quando egli [il giovane re] venne a casa mia per vedere il
ritratto della sua futura fidanzata [Alessandra] che avevo dipinto, egli ne fu
talmente affascinato che gli cadde il cappello dalla mano …”

Alcuni ritratti di Vigée Le Brun del periodo russo

Ritratto di Natalia
Kolytechova

Principessa Troubetskoj

Varvara Ladomirsky

Principessa Golitsyna

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