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Le delizie dei treni russi

Beppe Severgnin racconta nel suo divertentissmo libro ITALIANI CON LA VALIGIA tutte le meraviglie della ferrovia russa.

Un viaggio sul treno russo vuol dire tradurre orari misteriosi, lottare con le cuccette che si chiudono nel buio come coltelli a serramanico e,sopratutto, affrontare gli uffici statali del turismo, decisi a convincerti che con l’aereo si fa piu’ presto… I treni dell’Est non so possono prenotare dall’Ovest. I treni russi viaggiano stracolmi e hanno vagon-ristorante da segnalare all’Organizzazione Mondiale della Sanita’, oppure non li hanno per niente. Esistono splendidi consolazioni, pero’: conduttori che cantano nella notte tenendo sveglio il vagone, un party do contrabbandieri russi, turisti americani che strofinano per ore il vetro del finestrino prima di accorgersi che lo sporco sta di fuori.Si cercano i treni, insomma, e si trovano i passegeri. E i passegeri ne hanno, da queste parti, di cose da raccontare.
Alla frontiera sovietica (nota mia: Severgnini racconta il viaggio da Finaldia in Russia) due poliziotti salgono e invitano i passeggeri ad alzarsi, per controlaare che nessuno viaggi nel vano sotto i materassi, come se temessero l’invasione di un esercito di controrsionisti. L’Unione Sovietica sembra un paese uscito dalla macchina del tempo: vecchie automobili, motocarrozzette, anziane casellanti con lo sguardo spietato…
Lo scompartimento si pr4esenta accogliente: le pareti sono ricoperte di plastica che sembra legno, il tavolo e’ fatto di legno che sembra plastica. I letti sono comodi. Il finestrino non rimane abbassato, e richieede solo un piccolo lavoretto di ingegneria: basta appendere una borsa alla maniglia e l’aria russa ha libero accesso. Qualche inconveniente, a dire il vero, capita, ma e’ poca cosa. Un controllore parla in russo per dieci minuti, e quando gli dico: “Non sono russo” risponde con un ghigno: “Necnh’io: sono estone”.
Il modulo della dichiarazione doganale esiste solo in russo, e bisogna arrangiarsi…
Al tramonto il treno si ferma a sorpresa in alcune stazioni microscopiche, dove nesusno scende e nessuno sale. Queste soste risultano pero’ gradite alla popolazione locale: famiglie intere sono venute a vedere il treno, e sedute sugli argini erbosi intrattengono i passeggeri.