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Brodskij: il poeta innamorato di Venezia

Nel giugno 1972 Brodskij fu invitato dai servizi segreti russi ("per il suo bene") a richiedere un visto per raggiungere Israele. Cosi inizia il viaggio del poeta verso l'Occidente, alla scoperta di America e poi Italia. Innamorato dell’Italia, Brodskij trascorre regolarmente le sue vacanze di fine anno a Venezia... e qui che nascono due bellissimi libri dedicati a questa citta'...

Iosif Brodskij e’ nato a Leningrado il 24 Maggio 1940 in una famiglia ebraica. Il padre, ufficiale di Marina, venne congedato nel 1950 per una direttiva di Politburo che non permetteva alle persone di origine ebraica di ricoprire incarichi importanti nelle forze armate. Il giovane Brodkij, allora, intollerante verso la disciplina e il conformismo sovietico, intraprese i lvori piu’ diversi: “fece il fresatore di una grande fabbrica di Leningrado, l’addetto alle caldaie in un bagno pubblico, l’operaio per un gruppo di geologi in Siberia… In altre parole, condusse una vita di vagobondaggi in Russia e in Asia Centrale” (Losev). Nello stesso tempo studio’ e lesse i maggiori poeti russi e imparo’ perfettamente la lingua inglese e polacca. Le prime opere di Brodskij furono dedicate ai temi poetici, ma il poeta subi’ lo stesso molestie e persecuzioni da parte degli organi di pubblica sicurezza russa.. La sua cultura di formazione europea e i suoi scritti, ricchi di immagini e rimandi letterari, non entravano nel modello di poeta sovietico che si voleva dal partito. “Lui (Brodskij) viveva come una persona libera. E questo spaventa e irrita. Quel medesimo sentimento di liberta’ viveva nei supi versi.”, scrisse amico di gioveniezza di Brodskij, Gorodin. Il poeta è apprezzato e più volte lodato da Anna Achmatova e reclutato da un gruppo di giovani intellettuali (Rejn, Najman) che più avanti verrà ribattezzato “il circolo di Pietroburgo”.
Nel 1959 Brodskij suni’ il primo arresto seguito dal rilascio immediato. Ma le sorti del poeta si stavano evolvendo a suo sfavore quando il 4 febbraio 1961 fu approvato a Leningrado un decreto contro i disoccupati. La legge venne subito usata per fini politici. Nel dicembre 1963 Brodskij venne arrestato con l’accusa di parassitismo. Il poeta fu spedito nel ospedale psichiatrico, vi rimase per 2 mesi. Poi Brodskij fu condannato a cinque anni di lavori forzati in una regione vicino al Circolo Polare Artico, in un paesaino chiamato Norinskaja. Le difficili condizioni di vita, la solitudnie, il clima ostile non impedirono a Brodskij a scrivere poesie e studiare. In questo periodo tradusse in russo le poesie di John Donne e compose alcune delle sue poesie piu’ belle, quali versi sulla morte di T S Eliot, Nuove stanza ad Augusta e Autuno in Norinskaja.
“E’ stato uno dei periodi piu’ fecondi della mia vita”, scrisse il poeta. “Il clima era severo, qualche volte non si usciva neanche di casa e cosi leggevo e scrivevo molto. Quando esci di mattina alle sei con il sole che si alza, senti che quel gesto e’ di millioni e millioni di altri esseri umani. E’ allora che avverti il senso di popolo. Se non mi avessaero arrestato e condannato, non avrei avuto quel’esperienza,m sarei stato piu’ povero., In un certo modo sono stato fortunato“… Poi Brodskij dira’ ai suoi allievi: “A ogni costo evitate di concedervi lo status di vittima”…
Brodskij fu realbilitato dopo 18 mesi di internemento. All’estero sono state nel frattempo pubblicate in russo due sue raccolte poetiche. La notorieta’ di Brodskij in America aumenta.
Nel giugno 1972 Brodskij fu invitato dai servizi segreti russi (”per il suo bene”) a richiedere un visto per raggiungere Israele. In pratica è l’inizio di un esilio del poeta.
Nel 1977 Brodskij diventa il cittadino americano, viaggia, scrive ed insegna in varie universita’, tiene seminari sulla poesia moderna con particolare enfasi su due dei poeti da lui preferiti, Robert Frost e Cavafy.Sempre nel 1977 vengono pubblicate in America le raccolte di poesie “In Inghilterra” e “Fine della bella epoca”. Gran parte delle poesie sono state tradotte dal russo all’inglese dall’autore stesso. L’attivita’ di Brodskij non si ferma alla poesia ma si estende anche alla saggistica.
I suoi saggi sono raccolti in un unico volume, “Less Than One“, interamente in lingua inglese. Il libro raccoglie materiale di vario genere. Analizzando i poeti, Brodskij contemporanemante rivela se stesso, il suo pensiero.
Grazie al premio Nobel per la letteratura, arrivato nel 1987, il nome di Brodskij diventa davvero noto in tutto il mondo, contribuendo ad aumentare sensibilmente le traduzioni delle sue opere in lingue straniere e i suoi viaggi all’estero. Innamorato dell’Italia, (e dell’italiano, che definisce “la lingua prima della poesia”) trascorre regolarmente le sue vacanze di fine anno a Venezia…
Brodskij si sente molto attaratto da Venezia, dalla sua gente, dalla sua bellezza. Nel suo libro “Watermark“, il poeta paragona Venezia con una donna… La sua descrizione di bella Venezia porta gli evidenti elementi erotici…”… avevo le sensazioni simili a quelli quando tocchi il seno della tua amata.. o le sue spalle…” Venezia gli ricorda anche la sua citta’ natale, San Pietroburgo, visto che entrambe sono costruite sulle isole e circondate dall’acqua. L’acqua ha un significato speciale in Watermark. L’acqua simbolizza il tempo, e una grande metafora. Il tempo passa come scorre acqua, e rimane l’arte, la bellezza dei palazzi, dei quadri, di intera citta’. Il tempo passa inevitabelmente, e uomo deve sentire un certo timore davanti all’oscurita’. “Alle occasioni di Capodanno, quando devo sentirmi rinnovato per affrontare l’anno nuovo, vengo al mare, nei posti, dove le acque mi danno la nuova carica”…

Dalle Strofe veneziane:
La nube, di notte spiegazzata, alza una vela di farina
Per lo schiaffo del fornaio la guancia opaca
Si colora, e nella bottega dell’usuraio
Brillano conterie.
Vanno le barche spazzine. Come scolari in corsa
Battono col bastone gli steccati, i raggi del mattino
Colpiscono colonne, arcate,
ciocche d’alghe, mattoni.

e ancora:

Scrivo questi versi, seduto all’apertosu una sedia bianca,
d’inverno, con la sola giacca adosso,
dopo molto bicchieri, allargando gli zigomi
con frasi in madrelingua.
Nella tazza si raffredda il caffe’.
Sciaborda la laguna, punendo con cento minimi sprazzi
la torbida pupilla per l’ansia di fissare nel ricordo
questo paesaggio, capace a fare a meno di me.

A Venezia e’ legato anche lo splendido libro Fondamenta degli incurabili (1989). Quando Brodskij comprende che ha i seri problemi cardiaci, esprime il desiderio di venire seppellito nella sua “personale forma del Paradiso”: città di acqua e canali, Venezia. Dal 28 gennaio del 1996 il poeta riposa nel cimitero di San Michele, accanto a Pound e Stravinskij

Bibliografia italiana
Profilo di Clio, Adelphi, 2003
Discovery, Mondadori, 2000
L’altra ego, Bompiani, 1998
Dolore e ragione, Adelphi, 1998
Fondamenta degli incurabili, Adelphi, 1996
Poesie italiane, Adelphi, 1996
Poesie 1972-1985 a cura di G.Buttafava, Milano, Adelphi 1986, E. 14,46

Basato sulla tesi di Sonia Sansoni “Iosif Brodskij e i supi scritti in lingua inglese” (Universita’ di Bologna, anno 1995)