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Mosca, scontri e feriti degli ultimi giorni: la testimonianza

In esclusiva pubblichiamo la testimonianza di un ragazzo italiano, in Russia per lavoro, che ha visto da vicino gli incidenti nel centro di Mosca.

Mi arriva via mail questa preziosissima testimonianza e decido di pubblicarla. E’ il racconto di un ragazzo italiano che vive a Mosca da anni, e che sabato 11 dicembre scorso ha visto da vicino - e ha anche rischiato grosso - ciò che è successo nel centro di Mosca, di cui avevo già parlato in un altro post.

“Sabato pomeriggio scorso mi è venuta la bella idea, dopo il lavoro, data la temperatura non eccessivamente rigida (-8, -10) di andare a fare un giro in centro a vedere la Piazza Rossa innevata (è sempre uno spettacolo).
Prendo la metro e faccio le solite 6 fermate di linea verde fino a Teatralnaya (una delle tre stazioni della piazza rossa). Sul treno, a pochi metri dall’arrivo e dall’apertura delle porte, si incominciano a sentire grida disumane ed un grande trambusto; un secondo più tardi un palo di ferro sfonda uno dei vetri del vagone a non più di 50 cm dal sottoscritto. Per miracolo non ferisce nessuno.
Un attimo dopo si aprono le porte ed un commando di incappucciati si getta nel vagone alla ricerca di qualcuno. La gente tenta di sfollare ed anch’io tra loro ma la calca è immane.
L’obiettivo degli incappucciati è un giovane tagiko che viene trascinato fuori dal vagone, preso a sprangate e lasciato esanime a terra. Repentinamente l’attenzione di due di questi si sposta verso un armeno (o georgiano) a cui riservano lo stesso trattamento, mentre gli altri cercano altre vittime caucasiche.
Visto che in passato sono stato scambiato più volte per un armeno a causa del mio aspetto chiaramente non slavo, dapprima mi nascondo e successivamente fuggo dopo un paio di minuti di reale tensione cavandomela con una bastonata sulla schiena (meno male che è inverno ed i vestiti pesanti hanno attutito il colpo) ed un cazzottone in testa.
All’uscita della metro, il caos generale; gente che corre all’impazzata senza meta, ed un grido inquietante proveniente dalla zona limitrofa al monumento del generale Zukov: “Russia dlia russki, Moskva dlia Mosckvici” (Russia ai russi, Mosca ai moscoviti).
Si trattava di una manifestazione degli ultras dello Spartak: l’uccisione di un loro “camerata” tifoso mercoledì 8 in una rissa finita a colpi di pistola con un gruppo di caucasici. Per questo motivo, “‘sta brava gente”, sabato pomeriggio ha messo in atto una vera e propria caccia al caucasico all’uscita delle tre fermate della metropolitana che portano alla Piazza Rossa (Teatralnaya, Oktochny Ryad e Ploschad Revolutzki).
Il tutto, in parecchi casi, letteralmente sotto gli occhi divertiti della polizia che godeva tranquillamente dello spettacolo. Anche loro, comunque, le han prese di santa ragione quando, alla buon ora, han deciso di intervenire; sono stati addirittura costretti a chiedere d’urgenza l’intervento delle forze speciali”.

Grazie della tua testimonianza, veramente interessante, e veramente forte.

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