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Angeli in astronave

G. Dibitonto, Angeli in astronave, edizioni Mediterranee, Roma, 1983; ISBN: 8827200762; prezzo: 10.90 €.

“Angeli in astronave” è la storia di Giorgio e Tina, a loro dire contattati nel 1980 da un gruppo di extraterrestri nordici (aspetto umano, molto belli, angelici, pacifisti).

Non abbiamo a che fare con una setta. Il racconto si inserisce in pieno nella casistica del contattismo, mostrando il Leitmotiv tipico del contatto telepatico e diretto, dei messaggi pacifico-ecologici, dell’aspetto angelico dei presunti extraterrestri. Inserendosi nel filone di Adamski, Giorgio Dibitonto riprende gli stessi personaggi (Orthon, Firkon, Kalna, Ilmuth, Ramu), aggiungendo una componente cristiana: l’angelizzazione di Ramu divenuto l’Arcangelo Raffaele, la presenza della Vergine Maria (la “Signora dello spazio”) e di Cristo, il fenomeno del sole roteante. Chiunque legga questo libro una sola volta non resterà per nulla convinto. In effetti, una persona critica potrebbe affermare che mischiare cristianesimo e ufologia non sia una buona idea. Sinceramente, io rimango ancora perplesso, tuttavia dobbiamo riconoscere a Dibitonto il merito di aver scritto un tassello del contattismo proprio in casa nostra.

L’autore si serve talvolta di una sorta di vocabolario “aulico” (”salute a te”, “vi sarà dato a vedere”, ” brindammo con una sostanza soavissima”) che potrebbe sembrare bizzarro, ma, forse, vista la forte componente emotiva che permea l’intero racconto e la difficoltà di descrivere simili esperienze, è più che comprensibile. Lo stesso Adamski, pare, era sottomesso a forti emozioni, in presenza dei suoi “Fratelli”. Un dettaglio che però ritengo criticabile è l’insufficienza di riferimenti temporali nel racconto.

Liberi di credere o no alla storia (ammettiamo che oggi è un po’ datata), va detto in difesa di Dibitonto che il libro presenta, fra le righe, significati interessanti sui quali dovremmo tutti meditare. Per esempio “La mente, ve lo ripeto, può diventare nemica dell’Amore Universale e delle leggi del Padre Iddio” contiene in sé una grande verità. Quante persone agiscono senza cuore, maltrattando gli animali? Quante persone danno maggiore peso al profitto economico a scapito dell’ambiente? Un’altra citazione: “La nostra conoscenza è spirituale e sottintende la conoscenza cosmica” ci ricorda che senza etica e morale, la scienza diviene pericolosa e potrebbe portare conseguenze negative. Basti pensare all’industria militare: quanti scienziati lavorando ad armi di distruzione, hanno favorito guerre e morti?

Ho l’impressione che qui il messaggio sia più importante del presunto contatto, probabilmente la cosa è voluta. D’altronde, tutto il contattismo è permeato da messaggi simili. Forse si tratta di farneticazioni, forse esiste un filo conduttore da parte di questi “Fratelli”, i quali ben si guardano dal rivelare informazioni precise e comprovabili. I contattisti, anche quando in buona fede, si ritrovano nel difficile compito di inviati allo sbaraglio, a pubblicizzare storie ed esperienze che raramente sono supportate da prove cristalline, ma che conservano per loro un forte contenuto emotivo. Trovatosi gettato in una situazione difficile da gestire, il contattista potrebbe fare “corto circuito” e presentarsi come ambasciatore degli alieni. Certamente un ruolo non voluto. Ecco che i fatti contradditori inseriti a bella posta screditano da soli il contattista. Certo, non so se questo sia il nostro caso: durante l’intervista di Guido Ferrari (Televisione Svizzera) per una serie di documentari, il soggetto in questione non mi ha fatto una cattiva impressione. Dopotutto, di Rael si parla a tutt’oggi, ma non di Dibitonto. A voi il compito di farvi un’opinione in merito.

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