L’Area51, situata fuori Las Vegas (Nevada), è una basa militare americana situata, non a caso, in una zona isolata (ma sempre vicino alla civiltà): il lago asciutto era l’ideale per piste di decollo. La base fu creata nel 1954 per testare l’aereo spia U-2; in seguito furono sviluppati il B2 e, in aller Stille, lo Stealth F-117/A. La suddetta zona presenta in effetti un grado di sicurezza elevato, con guardie armate, sensori, avvisi, elicotteri neri, land rovers di pattuglia e quant’altro di intimidatorio.
Intorno a questa zona militare, appassionati, cacciatori di segreti, ex impiegati hanno saputo sviluppare ed alimentare le più incredibili fantasie su relitti di astronavi, Grigi ospiti e retroingegneria. Questo, in aggiunta alla segretezza mantenuta dallo staff presidenziale ed alle luci anomale, se così posso chiamarle, ne hanno fatto il simbolo del cover up sugli UFO mantenuto dagli USA. Orde di turisti, curiosi, ficcanaso, hanno reso l’Area51 molto popolare, forse troppo per qualcuno. Vediamo alcuni elementi folkloristici che ruotano attorno al “fenomeno Area51″.
Nell’interesse per il segreto, i proprietari del pub Little A’Le’Inn a Rachel, hanno saputo creare una sorta di “visitors’ centre”. Tutti gli appassionati ed i turisti devono fermarvisi. Sul loro website, per la cronaca, le foto sono protette (non si possono scaricare). Nel pub ci sono un negozio di souvenirs, cartine, foto… un bel modo per reinventarsi!
All’interno, in zona Papoose Lake, sorgerebbe la leggendaria S-4, zona nella quale secondo Bob Lazar venivano studiati i relitti di astronavi recuperate. Notiamo tuttavia come la storia di Bob Lazar non sia pienamente convincente, a partire dalle descrizioni sulla propulsione aliena non sufficientemente precise, fino al suo stesso curriculum.
La “black mailbox”, una banalissima buca delle lettere nel deserto; sembra la casella postale dei dirigenti di Groom Lake. Beh, appartiene ad un contadino. Addio privacy.
Infine, la “Extraterrestrial Highway”, autostrata extraterrestre. Così denominata per la fama del posto.
Tanto per essere chiari, non dubito che l’Area51 esista e che le attività al suo interno siano segrete. Dubito però che vi siano condotti studi di retroingegneria su dischi volanti: ritengo che i progetti aeronautici avanzati bastino a giustificare il segreto, in nome della sicurezza nazionale. Foto di curiosi ed indiscrezioni non mi bastano come prove. Al Governo USA avrà dato fastidio il turismo, ma non la credenza diffusa delle astronavi: quella è disinformazione.

Michele Bugliaro Goggia








