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Effetti fisici nelle apparizioni mariane

"Era una figura di luce azzurra. 'Una bella signora giovane, con una veste bianca e i piedi coperti da piccole nubi. Disse di essere la Signora del Biancospino, ma era la Madonna'.

“Era una figura di luce azzurra. ‘Una bella signora giovane, con una veste bianca e i piedi coperti da piccole nubi. Disse di essere la Signora del Biancospino, ma era la Madonna’. Cosi’ descrivevano ai propri genitori l’apparizione di Maria cinque scolari di Beauraing, che il 29 novembre del 1932 stupivano il mondo dicendo di avere incontrato la Madre di Gesu’.
Beauraing era una sconosciuta cittadina del Belgio meridionale, a pochi chilometri dal confine francese; poco piu’ di un grosso villaggio che molto probabilmente non sarebbe mai salito agli onori della cronaca se non fosse stato per il fatto che, fra il 1932 ed il 1933, la Madonna apparve ripetutamente a cinque scolaretti. In quest’episodio la Vergine Maria, qualificatasi come la ‘Signora del biancospino’, si presento’ in maniera assai inconsueta, rispetto alle apparizioni tradizionali. Secondo quanto racconto’ difatti una dei cinque veggenti, la piccola Fernande Voisin, la Signora era preceduta cioe’ “da un forte rumore e dalla comparsa di una palla di fuoco tra i rami di un biancospino”.

Questo dettaglio, che abbiamo recentemente riscontrato anche in altri casi di apparizioni ma non in tutte e solo in minima parte, e’ oltremodo interessante, in quanto dimostra che molte manifestazioni mariane hanno connotazioni fisiche decisamente oggettive. Cosa significa questo? Che l’entita’ che si mostra ai veggenti e’ ben reale, rispetta le leggi della fisica, e’ materiale e non e’ eterea o, come hanno ipotizzato in passato alcuni studiosi, una proiezione olografica. Non stiamo parlando ne’ di fantasmi ne’ di allucinazioni. Il boato che diversi veggenti hanno percepito prima dell’apparizione della Madonna e’ un effetto spiegabile dalla fisica: e’ la materializzazione di un corpo solido in uno spazio fisico, che causa l’improvviso spostamento, violento e rumoroso, delle molecole d’aria. Un fenomeno del genere e’ stato riscontrato anche in un altro episodio - poco noto - di apparizione mariana. Era l’8 maggio del 1980 a Cuapa, in Nicaragua, ed il sagrestano Bernardo Martinez stava tranquillamente pescando in riva a un fiume quando, improvvisamente, udiva “uno scoppio di tuono” e, subito dopo vedeva apparire “una donna bellissima”. Lo stesso accadeva anche a Lourdes: la Madonna si presento’ preceduta da un boato. Era l’11 febbraio del 1858 e Bernadette Soubirous, sua sorella Marie e un’amica erano andate al fiume di Massabielle per raccogliere della legna. Quando giunsero ad un guado, in un canale poco profondo del corso d’acqua, Marie e l’amica si tolsero le calze e le scarpe e lo attraversarono. Bernadette, avvertita dalla madre che l’acqua fredda avrebbe potuto causarle uno dei suoi attacchi d’asma, rimase sola, all’asciutto. “Fu in quel momento”, racconto’ in seguito la ragazza, “che udii un forte rumore, come di temporale; mi voltai verso la grotta di Massabielle, situata sull’altra sponda del fiume. Li’, all’ingresso, vidi un roseto muoversi, come se ci fosse un vento. Dopodiche’, dalla grotta usci’ una nube dorata e, poco dopo, giunse una signora, giovane e bella”.
Questo dettaglio nelle apparizioni di Lourdes, anch’esso poco noto, e’ invece illuminante, alla luce delle nostre conoscenze di fisica. Anche in questo caso si ode un boato, talmente forte questa volta da creare uno spostamento d’aria capace di muovere un roseto. Le entita’ che stanno dietro a queste apparizioni sanno all’occorrenza essere assai materiali. Rumori piu’ o meno forti ma comunque associati all’improvvisa ‘materializzazione’ della Madonna sono stati riferiti anche nelle apparizioni messicane di Guadalupe nel 1531 (ed interpretati come ’suoni celestiali’), di Parigi del 1830 (testimone la veggente Catherine Laboure’), di Loyola nel 1521 (in quell’occasione un santo, Ignazio, parlo’ addirittura di boati simili ad un terremoto).

Spesso oltre ai rumori, le apparizioni sono associate alla comparsa di globi di luce nel cielo. Queste manifestazioni hanno la caratteristica di essere visibili a tutti (mentre la Madonna solitamente viene percepita solo dal veggente di turno): un globo di luce che danzava nel cielo e che venne preso per il sole fu notato nel 1917 a Fatima da diecimila persone; un “globo di luce intensa” fu scorto il 19 settembre 1846 dalle due veggenti di La Salette in Francia; di “un grande globo di luce dorata” si parlo’ all’epoca delle apparizioni di Knock, Irlanda, nell’agosto 1879. Altri globi di luce vennero filmati o fotografati: esagoni volanti appaiono in alcune polaroid (foto difficilissime da falsificare) scattate da un gruppo di preghiera a Caravaggio il 28 aprile 1984; in quel caso i rombi (la sagoma della Madonna, secondo alcuni) venivano proiettati per mezzo di fasci di luce da un globo giallastro; immagini pressoche’ identiche, rombi e fasci di luci, compaiono anche in tre polaroid scattate ad Ostina (FI) fra il 1995 ed il 1997 ed autenticate dal tecnico cinematografico Paolo Fabiani; ancora globi di luce vennero visti da diverse persone, uno di essi venne addirittura filmato e fotografato sopra il campanile della chiesa di Ostina, la sera del 29 dicembre 1996; una sfera di luce che scende a terra appare in una foto scattata durante le estasi del veggente torinese Pino Casagrande, mentre una ’stella danzante’, che molti dissero essere un UFO, venne filmata a Mirto Crosia in Calabria nel 1987. Gli UFO vennero tirati in ballo anche da una veggente americana, Veronika Lueken, che in diverse occasioni nel corso delle sue visioni, prodottesi nel Queens a partire dal 1970. E a proposito dei dischi volanti (che in diverse occasioni si manifestano con analoghi boati), c’e’ un fatto curioso. Quando i veggenti di Medjugorje videro la Madonna per la prima volta, e la descrissero alle amiche come una figura di luce, una di queste disse che probabilmente avevano visto un UFO. Cio’ conferma che la percezione nel caso di queste apparizioni puo’ differire a seconda dei soggetti, soprattutto fra veggente e normali testimoni; questi ultimi solitamente non vedono figure ma solo luci. In un caso a Pontmain, in Francia, nel gennaio del 1871, i veggenti dissero di scorgere la Madonna nel cielo, mentre la gente presente vedeva solo le tre strane “stelle”.

Luci, rumori e nubi ricorrono in molte apparizioni. Le nubi, in particolare, sono oltremodo interessanti ai fini di questo studio. Spesso da esse cade una strana rugiada molto densa, simile a neve o a bambagia (che gli ufologi chiamano bambagia silicea): e’ accaduto a Roma nel 352 e a Walsingham in Inghilterra nel 1061. Le nubi “mariane”, che volano nel cielo in maniera anomala, sono state descritte dalla principessa Ermesinda, veggente di Clairefontaine in Lussemburgo nel 1214, da S.Brigida di Svezia nel 1303, dalla veggente Petruccia De Geneo di Genazzano di Roma il 25 aprile 1467 e ancora all’epoca delle apparizioni mariane di Banneux, in Belgio, nel 1933.
La funzione di queste nubi volanti e’ descritta assai minuziosamente in un vangelo apocrifo vecchio di duemila anni, che dimostra l’antichita’ del fenomeno, noto come “Transito della Beata Vergine Maria”. Si tratta di uno scritto attribuito, a torto o a ragione, ad un testimone oculare dell’epoca di Cristo, Giuseppe d’Arimatea, il pio ebreo che fu una delle persone maggiormente vicine alla famiglia di Gesu’ nelle ore della crocifissione; fu lui che dono’ il telo detto Sindone per avvolgere le soglie di Cristo e fu sempre lui che ebbe in custodia il calice dell’ultima cena. Nel vangelo a lui attribuito e’ descritta puntigliosamente la morte della Madre di Gesu’. Vi si racconta che tre giorni prima del suo trapasso, la Madonna ricevette la visita di un angelo con una palma, che le preannunziava la sua prossima “assunzione al cielo”, senza precisare se in vita o da morta. E quando quel giorno arrivo’, “alla terza ora, tutti gli apostoli eccetto S. Tommaso si trovarono improvvisamente trasportati a Gerusalemme, dinanzi alla casa di Maria, a bordo di una nube”.

Giuseppe narra che erano tutti sbalorditi per il loro repentino trasporto, non sapevano capacitarsi di cosa stesse succedendo; uno di essi, Simon Pietro, commento’ addirittura: “Nessuno sa perche’ siamo qui. Ero ad Antiochia e a gran velocita’ mi sono ritrovato qui”. Stupiti, senza alcun ricordo, tutti gli apostoli erano stati come teletrasportati a bordo delle ‘nubi’ (qui gli ufologi avrebbero di che sbizzarrirsi). L’antico vangelo prosegue poi narrando l’arrivo, la domenica sempre “alla terza ora”, di Gesu’. E’ quello il momento culminate di tutta la vicenda: la Madonna muore e la sua anima viene portata in cielo; sui presenti si verifica un effetto identico a quello toccato agli apostoli durante la trasfigurazione biblica di Gesu’ sul monte Tabor: tutti gli astanti caddero con il viso a terra, restando paralizzati ed incoscienti per un’ora e mezza, mentre l’anima di Maria veniva “portata via in una grande luce”; la nube che trasportava l’anima della Madre di Dio, viene detto, “si sollevo’ in cielo”, mentre un grande boato, “un terremoto”, scosse la terra. Anche in questa antichissima narrazione troviamo degli effetti fisici: rumori, luci, nubi e addirittura la paralisi totale di tutti i presenti e la cancellazione del loro ricordo (difatti l’unico dei presenti che descrivera’ in questo modo il ‘transito di Maria’ fu Giuseppe d’Arimatea e nessun altro). Ripresisi, i discepoli, confusi e “istigati da Satana”, pensarono di seppellire o cremare il corpo di Maria, dice l’evangelista. Decisisi per l’inumazione, i discepoli si stavano apprestando a deporre il corpo della Vergine in un sepolcro, quando all’improvviso si verificava un secondo evento straordinario: di colpo appariva una “misteriosa luce dal cielo” che li abbatteva tutti a terra; in quel momento il corpo di Maria veniva sollevato in cielo da una forza invisibile e, secondo questo vangelo, portato in Paradiso; immediatamente dopo tutti i discepoli venivano poi riportati, a bordo della solita spessa “nube”, ognuno e singolarmente al proprio luogo di provenienza. La luce e’ una costante in queste narrazioni. In un altro vangelo apocrifo, sulla nascita di Gesu’, si dice che i pastori presenti e la balia restarono come paralizzati, mentre il tempo si bloccava all’apparire di una grande luce nella grotta (esistono anche diversi mosaici bizantini che raffigurano questo curioso fenomeno). Quando la luce si allontano’, tutti videro che il bambino Gesu’ si era materializzato accanto alla Madre: non un parto ma una deposizione dall’alto.

Che la storia dell’assunzione in cielo del corpo di Maria - di cui esistono almeno altri due scritti meno dettagliati - non sia solo il frutto di una fantasia accesa e’ dimostrato dal fatto che esiste una tavola pittorica che riproduce lo stesso evento: in essa si vede la Madonna portata in alto, mentre gli apostoli, a due a due, volano in cielo a bordo di strane nubi a goccia. Ma mentre il vangelo di Giuseppe d’Arimatea e’ presumibilmente di origine ebraica e vecchio di duemila anni, questo dipinto e’ di origine slava; e’ un’opera del 1638 del pittore Kozma, e’ stato trovato a Piva in Jugoslavia ed ha soltanto trecento anni. Impossibile pensare che uno dei due autori, l’estensore del vangelo o il pittore della tavola, possa avere copiato; il dipinto di Kozma e’ noto da tre secoli, mentre il vangelo apocrifo, di cui in epoca medievale esistevano solo alcuni frammenti in latino, e’ stato ricostruito dal filologo tedesco Tischendorf e riportato alla luce dai biblisti solo in questo secolo.
I fatti che avete appena letto, dunque, sono reali, come reali e materiali sono le entita’ che si manifestano in questo modo, in perfetto accordo con le moderne leggi della fisica. Si tratta di entita’ di luce che, all’occorrenza, possono materializzarsi in carne ed ossa. E’ confermato anche in un altro testo apocrifo, il ‘Libro di Enoch’, che afferma chiaramente che il popolo del cielo sapeva, all’occorrenza, rivestire un corpo materiale. E proprio questa materialita’ ci fa supporre che esista un luogo, un mondo, un pianeta o una dimensione ove risiedano fisicamente queste anime e questi corpi, come le spoglie di Maria. Che poi tale dimensione sia abitata, come sostiene qualcuno, da figure sovraumane, extraumane o extraterrestri ha ben poca importanza. Conta il fatto che esse esistono. Alfredo Lissoni

Commenti dei lettori

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  • brunetti rossano

    14 Jul 2009 - 22:49 - #1
    0 punti
    Up Down

    Gradirei sapere se Pino Casagrande è ancora vivo e dove in tal caso è domiciliato. Anni fà vidi le sue foto e facendole analizzare risultarono non manipolate. Ancora oggi sono il massimo inerente l’arte acheropita.
    Distinti saluti.

  • propheta

    19 Jun 2010 - 17:41 - #2
    0 punti
    Up Down

    esaustivo

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