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Al mio papa'

E' da tempo che volevo dedicare una pagina a quest'uomo meraviglioso che e' stato il mio papa'. Se sono caratterialmente, cosi' allegra ed espansiva, ironica ed il più delle volte tendo a sdrammatizzare, lo devo anche a lui.

un piccolo grande uomo

Papa‘ e mio zio Nini’, erano gemelli omonozigoti, in paese c’e’ spesso l’usanza di dare dei soprannomi, ed in fatti loro erano ‘e gemelli, difatti spesso per spiegare chi sono, e qual’e’ la mia famiglia sono costretta a precisare che sono la figlia di “Mario o’ gemello”:-) Il primo a veder la luce del sole fu Mario, cioe’ il mio papa’, l’altro zio Nini‘, non si erano nemmeno accorti che ci fosse, e lo stavano buttando insieme a tutta la placenta, era in tempo di guerra, e si partoriva in casa con l’aiuto della levatrice, questo almeno e’ quanto si evince dai ricordi delle mie ziette sorrentine, che in tempo di guerra han fatto da madre e padre al resto dei fratelli e sorelle

Mio padre era un bell’uomo, non molto alto, carnagione olivastra un po’ come la mia, capelli biondi scuro ed i miei stessi occhi cerulei.

Da giovane, aveva anche lui un congruo numero di estimatrici, Si innammoro’ della mia mamma che all’epoca, con la sua famiglia venne ad abitare nella casa dove attualmente viviamo, e che era stata presa in fitto da mio Nonno Corrado..

Fu subito amore a prima vista , mia madre, fisicamente era piu’ alta di lui, quella che si puo’ definire, un “bel pezzo di femmina” al suo confronto era giunonica e piu’ alta

Papa’ da giovane aveva una moto, i due colombi spesso facevano delle passeggiate, e quando succedeva che all’improvviso ed inaspettatamente la moto si fermava per strada, la mia mamma, invece di aiutarlo, cominciava ad imprecare.

Mio Padre come daltronde quasi tutti, i miei familiari e parenti, intraprese da giovanissimo la vita di mare, una vita che non gli e’ mai piaciuta, anzi lui sosteneva filosoficamente che il mare e’ fatto per i pesci :-)

Papà e Mamma si sposarono il 20 settembre del 1962, nel 1964 nacqui io, papa’ era imbarcato, e io lo conobbi ad appena un anno e vedendolo uguale al fratello gemello, mio zio Nini’, che non aveva scelto il suo stesso lavoro, e quindi era più presente in casa, quando lo vidi per la prima volta la prima cosa che dissi fu: due zio Nini’ :-) Erano identici.

E su questo ci hanno giocato molto, Zio Nini’ lavorava all’epoca con la circumvesuviana, negli autobus di linea locale, come bigliettaio, coprendo la tratta di tutti i paesini siti sulle montagne circostanti la penisola.

Era un tipo molto socievole, chiacchierava con tutti e, conosceva una miriade di persone, e spesso i due fratelli venivano scambiati l’uno per l’altro, e capitava che a mio padre offrissero qualcosa al bar scambiandolo per il fratello.

A 13 mesi di distanza, nacque la mia sorellona Laura, e neanche stavolta papa’ era presente. Mia sorella appena nata era una bella bimbotta in carne, il commento di mio zio fu: - Che bella creatura, peccato che nun e’ nu mascolo :-)

Qui a sud, il figlio maschio e’ importante che arrivi, assicura la continuita’ della generazione:-)

I figli maschi si sa qui contano più di noi donne, e dopo 3 anni all’incirca, Papa’ ritornando da un imbarco, diede una botta in capa alla mia mamma ed è cosi’ fu concepito il mio fratellone, che attualmente vive e lavora negli States, che, non solo somiglia tantissimo a mio padre, ma porta anche il nome di mio nonno: Mariano.

Il quadro del nonno, un quadro antico, in bianco e nero, dove e’ raffigurato lui con un paio di baffoni, per anni mi ha fatto compagnia nelle mie sortite qui da mamma, venendo quando ritornavo da sposata per il fine settimana,. Sistemato nella stanza da letto dove dormivo, era un quadro antico, con una foto in bianco e nero di Nonno Mariano, posizionato tra due lumi antichi, su di un alto como’, e con tutta una serie di figurine, di parenti defunti. La mia mamma in genere posizionava innanzi al quadro uno di quei lumini alti.

Nella notte la situazione diventava un po lugubre, ed il lumino schiariva il volto del nonno, e quante volte la notte scendendo dal letto me lo so trovato davanti che,. con lo sguardo accigliato ed inquietante pareva guardarmi :-)

Per uno scompenso cardiaco, il mio papa’ ando’ presto in pensione, io ero alle scuole medie, mia madre si rimbocco’ le maniche e comincio’ a lavorare in una scuola elementare come Bidella.

Papa’ si occupava lui delle mansioni di casa, ed era un ottimo cuoco. Mitica la sua Pasta e Fagioli :-D

Con il tempo ognuno di noi, prese la sua strada, e la mattina. quasi tutti andavamo a lavoro, ritornando ad ora di pranzo quando lui ci faceva trovare tutto pronto.

Era un buon gustaio, e amava preparare cose tradizionali, che fatte poi da lui avevano un sapore tutto particolare.

Il pomeriggio, casa mia era un porto di mare, tra zii parenti e cugini che venivano a trovarci, il caffe’ veniva fatto in continuazione, una delle cose che detestavo, era prepararlo, sara’ per questo che non lo so fare bene, ogni tanto sentivo Papà dall’altra stanza che diceva: - Angela….e fa nu poco e’cafe’ :-DD

Passava il suo tempo libero, con Ali’ il nostro cagnolino, che non si staccava mai da lui, preparava incredibili sistemi per la schedina, e puntualmente mancava sempre il classico punto per sfiorare il dodici o l’undici quando le partite venivano rinviate, e mia madre diceva sempre perche’ ostinatamente continuava a mettere la vittoria al Napoli, la sua suadra preferita.

Faccio notare, che a parte me e papà nessuno in famiglia tifava per il Napoli, tutti i fratelli di mia madre, i cugini, lo stesso fratellone sono tifosi juventini, e da ultimi stanno inculcando il bianconero pensiero anche al piccolo di casa, mio nipote Mario, che porta il nome del nonno, e spesso in alcuni gesti e movenze lo ricorda pure.

Quando la Juventus vinceva, questo accadeva spesso la domenica pomeriggio, una folla di tifosi scamanati juventini si riversava in casa nostra, per vedere novantesimo minuto e lo scopo principale era quello di sfrocoliare a zio Mario.

Quando la Juventus invece perdeva, le domeniche le passavamo in solitudine e papa’ diceva sempre: - oggi nessuno si vede:-)

Papà se ne e’ andato troppo presto, fu ricoverato in Ospedale, la’ passo tre mesi, aveva un polmone parzialmente atrofizzato. Era il primo dicembre del 93, son passati dieci anni da allora, ma il ricordo di quella persona cosi’ allegra e solare, accompagna le mie giornate e la sua voglia estenuante di vivere fa parte oramai della mia vita.

Ti voglio bene papà

angela