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Enzo Baldoni aka Zonker

La notizia dela sua morte ha sconvolto tutta la nazione, il nome risultava essermi sempre più familiare...e cosi' mi sono ricordata di lui, Enzo Baldoni aka zonker quando quasi 10 anni fa ci conoscemmo sulla mailing list della Zonkerzone

La notizia di ieri sera ha sconvolto un po’ tutti quanti Stamattina leggevo…rileggevo… articoli, e-mail arrivate da ogni lista a cui sono iscritta ed il nome di Baldoni…mi risultava sempre più familiare…
ed allora….mi si e’ aperta la mente
Baldoni la Zonkerzone una delle prime mailing list mi sono iscritta ed ho partecipato!

Faccio una piccola ricerca in rete e…scopro essi’ è proprio lui il mitico Zonker che cazzeggiava con noi nella mailing list

In quella lista ci scrivevano personaggi di tutti i tipi e lui, ogni mese le migliori battute le pubblicava, sulla rivista.
Poi si sa, le mailing list non durano in eterno, e questa gli scoppiò letteralmente in mano:
alle lettere dedicate allo humour si mescolarono lettere personali, (io ero tra quelle che raccontava della sua bulimia) nacquero amicizie, scoppiarono amori, esplosero litigate furibonde.
La list diventò pian piano un organismo vivo e vitale.

La lettera pubblicata, non e’ altri che un e-mail scritta da una amica, che come me ha avuto modo di conoscere Baldoni.

Ciao, sono tornata dalle vacanze martedì ma non ho avuto voglia di scriverlo o dirlo a nessuno.
Gli ultimi giorni sono passati in attesa di una buona risoluzione del rapimento di Enzo, una persona stupenda e speciale che avevo avuto modo di
conoscere alcuni anni fa.

Ero preoccupata per la sua sorte, ma era sempre stato capace di cavarsela in situazioni gravi (quasi disperate), questo mi faceva sperare.
Mi affidavo alla sue capacità comunicative mi era piaciuto l’articolo
alle sua fantastiche doti umane, che gli permettevano di stabilire dialogo anche con le pietre.
Me lo immaginavo diventare amico dei rapitori. Complice perfino della buona riuscita delle riprese; complice di una buon esisto per tutti della vicenda.

L’immagine di Enzo, della sua ironia, del suo altruismo, del suo “gran culo”, della la sua capacità di trasformare tutto in una passeggaiata, non
mi permetteva di considerare fino in fondo la possibilità della sua uccisione.
Mi dicevo che era impossibile che un uomo giusto e di pace finisse male, mi dicevo che era impossibile che qualcuno lo potesse ferire o peggio uccidere.
Non se si fosse fatto ri-conoscere.

Ed invece ieri sera, mentre mi ero appisolata sul divano, dopo una giornata vissuta in attesa di un segnale dei rapitori (come tutti mi immaginavo una
proroga dell’ultimatum), mi sono svegliata nel mezzo di una edizione straordinaria del TG3 che comunicava la presunta uccisione. Un incubo.
Per una buona mezz’ora mi sono attaccata alla speranza che la notizia potesse essere smentita, ma mano a mano che il tempo passava, la notizia
diventava sempre più vera e tragica. Alla darammaticità della morte si aggiungevano il pensiero, scatenato da alcune parole che sinteticamente
descrivevano il video, di un’esecuzione ancora più cruenta di quelle alle quali ci stavamo “abituando”; “immagine cruente ed agghiaccianti”, veniva
detto nei comunicati della agenzie.

Dalle sue due liste alle quali Enzo senza chiedermi permesso mi aveva iscritto dopo il nostro incontro del 2002 nessuna notizia.
Così come sul sito , ancora in “rispettosa e silenziosa attesa”.

Me ne sono andata a dormire sperando di essermi sognata tutto.
Non riuscivo ad addormentarmi sapendo che era tutto vero.

Ho fatto sogni carichi di angoscia, ma in sogno ho anche rivisto Enzo che mi portava “a zonzo”; era a dorso nudo ed era felice.
Gli chiedevo come mai non fosse riuscito ad uscirne vivo e lui diceva che non aveva potuto “diventar loro amico” perché lo avevano chiuso in una
stanzetta e mezzo impasticcato. Il video era stato girato il primo giorno, quando era ancora lucido e pulito.
Io gli chiedevo se lo avevano decapitato, ma lui diceva che gli avevano fatto dei buchi sulla schiena dove erano state attaccate delle ali ed un
cartello con scritto: “le ali della libertà”.
Poi se ne andava con un sorriso mite; un arrivederci non un addio, ma io, sempre nel sonno, piangevo forte, a singhiozzi.

Questa mattina mi sono alzata presto.
Non sono riuscita a guardare i TG ma mi sono limitata ad ascoltarli
dall’altra stanza, trattenendo le lacrime e cercando di convincermi che Enzo Baldoni sarà da qualche parte a ficcare il naso e a ridersela per questo
gran casino che ha scatenato.

Mi spiace che superficialmente potrà sembrare un megalomane; lo era anche (ma in modo bonario) ma per lo più era una persona sensibile e con una
umanità unica.
Per me rimarrà un maestro sia dal punto di vista professionale (è uno dei più grandi pubblicitari e cominicatori italiani e uno che non se la tirava
per questo per nulla a differenza di tanti mediocri che operano in quel campo) sia umano.

La sua famiglia sarà distrutta dal dolore, ma Enzo è stato un ottimo padre ed i suoi figli e sua moglie - lo hanno dimostrato anche nei gg scorsi -
sono “venuti su” bene, forti e fieri… e preparati anche ad accettare l’eventualità che il papà morisse.
Preparati come lui, che ha lasciato questo messaggio alle persone che aveva incaricato di gestire il suo blog:

From: Enzo Baldoni
Date: Fri Aug 13, 2004 2:23 pm
Subject: Le ultime parole famose..
.

Mi piacerebbe che, in caso di morte, diffondeste questo messaggio:

“Mettiamola così: nelle prossime 24 ore ho la possibilità abbastanza
concreta di crepare. Ovviamente non succederà - ma, se dovesse
succedere, sappiate che sono morto felice facendo quello che più mi
piace al mondo: viaggiare in paesi che non hanno mai visto un turista
prima di me.”

e.

Prima di partire per la sua ultima missione, Enzo scriveva questo post:
http://bloghdad.splinder.com/post/2618465#2618465

Qui vi saluto pregandovi di non fermarvi alle parole con i quali molti giornali lo stanno scrivendo in questi gg.
Non era un superficiale e nemmeno uno sprovveduto. Ma una persona “viva”, vulcanica, altruista.
Se vi va leggete i suoi scritti.
http://bloghdad.splinder.com/
http://www.balene.it/enzo/

Simo