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L'uomo nero afghano :-)

Chi era Abu Tabela? Ancora oggi le mamme afghane per far star buoni i bambini dicono “guarda che viene Abu Tabela!” come le nostre invocano l’uomo nero.







Il terribile Abu Tabela

Un giorno, il geniale Ranjit Singh, il fondatore dell’impero sikh, pensò bene di nominare governatore della turbolenta città Abu Tabela, e per gli abitanti di Peshawar fu come essere governati di colpo da un Tamerlano, un Barbablù e un impalatore turco messi insieme.
I ladri sparirono, i rapinatori furono squartati, gettati dai minareti o impiccati agli alberi fuori le mura e i cittadini benestanti torturati perché mollassero il gruzzolo grande o piccolo che fosse.
Centocinquant’anni dopo, per frenare i loro figli troppo vivaci, le madri di Peshawar e di altre città pakistane minacciano ancora di chiamare Abu Tabela, un po’ come le nostre mamme per farci stare quieti invocavano la presenza del leggendario uomo nero.

L’aspetto più incredibile di questa vicenda, che pure presenta più di un lato stupefacente, è che Abu Tabela non è il nome di un crudele capo uzbeko o di un capobanda patano, ma la traslitterazione, più o meno fedele, di Paolo Avitabile, napoletano, precisamente originario di Agerola, ex cannoniere borbonico, passato a Murat, ripassato ai Borbone, quel generale Avitabile che nel 1844 riusci’ ad ottenere la scissione di Agerola dalla provincia di Salerno per aggregarla a quella di Napoli: la città venne, così separata dal territorio di Amalfi, con il quale aveva condiviso secoli di storia, rimanendovi legata unicamente per la giurisdizione religiosa comune. Un ritratto del generale Paolo Avitabile e’ custodito nel Museo di San Martino a Napoli

Assoldato dallo shah di Persia per far pagare le tasse ai kurdi e poi inseguito finito a Lahore, alla corte di Ranjit Singh. Un napoletano che divenne una figura leggendaria anche per gli inglesi, i quali sostenevano che gli afghani guardavano Avitabile con la paura e la reverenza con cui gli sciacalli guardano la tigre.

Nel 1845, il generale Avitabile, tornò al Agerola dall’Inghilterra, aveva con se molti regali, ricevuti per le sue imprese militari, tra questi un torello, due vacche gravide e una vitella di razza Jersey. Dal lavoro di selezione svolto dall’ Avitabile, nasce cosi’ la razza Agerolese, molto rustica, con un latte di qualità eccezionale, impiegato sia per la produzione del “provolone del Monaco” la cui paternita’ e’ rivendicata anche da Arola di Vico Equense, paesino alle falde del Faito, dove vi sono ancora tanti Caseifici specializzati in questo tipo di lavorazione. che per il “fior di latte”.

Ed è dalla penna di un narratore straordinario come Stefano Malatesta, già scrittore di racconti di viaggio e di articoli d’arte e letteratura per La Repubblica, da anni sulle tracce di Avitabile, la ricostruzione della sua stupefacente vita dell’avventuriero napoletano.














STEFANO MALATESTA
Il napoletano che domò gli afghani
Euro 14,50
176 Pagine

I NARRATORI DELLE TAVOLE
ISBN 88-7305-58752

Commenti dei lettori

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  • Albi

    18 May 2009 - 14:23 - #1
    0 punti
    Up Down

    io l’ho letto il libro di Malatesta e l’ho trovato scritto molto male

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