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Fernando Botero 3

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In seguito realizza due virtuose parafrasi dedicate a Rigaud e Caravaggio, Ritratto di Luigi XIV e Alof di Vignancourt
La sua prima esposizione francese, si inagura a Parigi in Settembre alla Gallerie Claude Bernard. Nel 1970 nasce a New York il suo terzo figlio maschio, Pedro. Nel mese di marzo, in Germania viene inagurata, una grande mostra itinerante in cinque musei comprendente oltre ottanta opere. 

Dal 1971 al 1975 affitta un appartamento nel boulevard du Palais, nell’Ile de la Cité, dove vive tra Parigi, Bogotá ed il  nuovo studio di New York, sulla 5a Strada. Nel febbraio del 1972 ha luogo la sua prima esposizione alla Marlborough Gallery di New York. A Cajica, a nord di Bogotá, prende casa dove d’ora in poi trascorrerà un mese all’anno. Nel 1973, dopo tredici anni, lascia New York per  ritornare a Parigi, e qui che realizza le sue prime sculture.

A Bogotà nel 1973 allestisce la sua prima mostra antologica che raccoglie le opere realizzate nel  periodo compreso tra il 1948 e il 1972.
 

Ad appena quattro anni, suo figlio Pedro,  muore in un grave incidente stradale in Spagna  dove  stesso Botero rimane ferito. Dopo questa tragedia che lo tocchera’ molto, o  realizza molte opere dedicate alla memoria e all’immagine del figlio. Nel 1975 si separa da Cecilia Zambrano.

Nel 1976 dopo la grande retrospettiva allestita al Museo de Arte Contemporáneo di Caracas, il presidente del Venezuela lo decora con l’ordine “Andrés Bello”.  Le sue opere vengono ancora esposte alla Galerie Bernard di Parigi, ma sono anni in cui l’artista colombiano si dedica quasi esclusivamente alla scultura. Nascono venticinque lavori,  dai più svariati temi: grandi torsi, animali e oggetti giganteschi. Nel 1977 riceve la Croce di Boyacá dal governo di Antioquia per i servigi alla Colombia. E nello stesso anno viene inagurata  una sala dedicata al figlio Pedro al Museo di Antioquia,  vengono esposte  sedici opere donate dall’artista all’istituto. In ottobre le sue sculture vengono presentate per la prima volta a Parigi . L’anno successivo ritorna alla pittura e trasferisce lo studio di Parigi nella rue du Dragon, vicino all’antica Académie Julian. Con la moglie Sophia Vari , durante il periodo estivo l’artista si stabilisce a Pietrasanta, in Toscana, dove lavora le sue sculture nelle fonderie del luogo
Importanti retrospettive itineranti vengono realizzate tra  1979 ed il 1983 in  vari musei del Belgio, della Norvegia e della Svezia; negli Stati Uniti viene presentata la sua prima antologica americana all’Hirshhorn Museum di Washington. Nel 1981 espone anche in musei del Giappone, a Tokyo e Osaka. Nel 1983 il Metropolitan Museum acquista “Danza in Colombia” e Botero illustra “Crónica de una muerte anunciada” di García Márquez per il primo numero di “Vanity fair”. Lo stesso anno si trasferisce in Toscana, a Pietrasanta, famosa per le sue cave di marmo, dove lavora alle sue sculture per alcuni mesi all’anno.

Dona alcune sculture al Museo di Antioquia a Medellín nel 1984, che gli dedica una speciale sala, e diciotto dipinti al Museo Nacional di Bogotá. In questo periodonascono le opere dedicate quasi esclusivamente al tema della corrida. Nell’aprile del 1985 venticinque dipinti che illustrano le diverse fasi della corrida vengono presentati per la prima volta alla Marlborough Gallery di New York. Nel gennaio 1986 espone a Caracas, Brema e Francoforte.
Una grande retrospettiva, nel 1987 viene  organizzata al centro de Arte Reina Sofía di Madrid cui seguirà una mostra tematica itinerante intitolata Corrida, presentata prima al Castello Sforzesco di Milano e in seguito a Napoli, a Palermo, a Coro (Venezuela) e a Caracas.

Nel 1990 viene organizzata un’ampia antologica alla Fondation Gianadda a Martigny mentre alla Marlborough Gallery di New York vengono presentate le sculture più recenti.

Nel 1991 espone alla Brusberg Galerie di Berlino, al Forte di Belvedere a Firenze, alla Marlborough Gallery di Tokyo e al Kunsthaus di Vienna. Il Palazzo delle Esposizioni di Roma gli dedica una grande retrospettiva comprendente opere dal 1949 fino alle più recenti.

Nel 1992 espone le sue enormi sculture agli Champs- Elysées e la serie della Corrida al Grand Palais. L’anno successivo una mostra itinerante è presente ad Avignone e poi al museo Pushkin di Mosca e all’Ermitage di San Pietroburgo.

Nel 1994 una grande esposizione di sculture monumentali ha luogo negli spazi pubblici delle principali città europee. Nello stesso anno vengono organizzate mostre di sculture monumentali a Chicago e Madrid e un’antologica a Buenos Aires.

Nel 1995 espone un ciclo di pastelli alla Galleria Didier Imbert di Parigi e nel 1996 una mostra organizzata alla Marlborourgh Gallery di New York presenta i suoi più recenti dipinti a olio.

Tra il 1997 e il 1998 tiene importanti mostre al Museo Nazionale di Belle Arti a Santiago del Cile e al Museo d’arte moderna a Lugano oltre a esposizioni alla Galleria Il Gabbiano a Roma, alla Galleria Thomas a Monaco e alla Galleria Mario Sequeira a Lisbona e antologiche ai musei de San Paolo, Rio de Janeiro, Montevideo e Monterrey.

Nel 1999 a Firenze espone le sue sculture monumentali in Piazza della Signoria e nel Piazzale degli Uffizi e i dipinti e le piccole sculture nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio.


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