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Il Pensiero Boteriano

Il suo mondo e' un mondo "extra large" «figurativo e personale, come deve essere». Distensione quiete e pacatezza sembrano essere le parole d'ordine di Fernando Botero: un mondo senza scossoni, senza contrasti, senza conflitti, senza movimento.


Il pensiero di Boteriano

Il suo mondo e’ un mondo “extra large” «figurativo e personale, come deve essere». Distensione quiete e pacatezza sembrano essere le parole d’ordine di Fernando Botero: un mondo senza scossoni, senza contrasti, senza conflitti, senza movimento.
Dipingere diventa una necessità interiore, ma anche un’esplorazione continua verso la tela ideale che non si raggiunge mai.
Il colore discreto, non esaltato, mai delirante, va realizzandosi in un ciclo di improvvisazioni e di reazioni dove non esistono ombre perché, a suo avviso, imbratterebbero l’idea del colore che egli vuole trasfondere.
Colma i grandi campi di colore, dilatando la forma, e uomini e paesaggi acquistano dimensioni insolite, a prima vista appaiono rreali, ed il particolare ne diventa simbolo cosicche’ grandi volumi rimangono inosservati.
La distanza dell’artista, a cui non interessa il presupposto umano, rende i suoi eroi dei prototipi senza alcun valore morale o psicologico, senza energia e calore.
Non avvertono felicità ne tantomeno sofferenza, il loro sguardo è perso nel vuoto o strabico, non battono le ciglia e scrutano senza scrutare.
Grazie all’impassibilità emotiva, la sua arte acquista la dignità e la tranquillità del grande classicismo.
Botero crede che il successo dipenda dal fatto che: “Bisogna descrivere qualcosa di molto locale, di molto circoscritto, qualcosa che si conosce benissimo, per poter essere capiti da tutti. Io mi sono convinto che devo essere parrocchiale, nel senso di profondamente, religiosamente legato alla mia realtà, per poter essere universale.” «La prima riflessione di un profano di fronte ai quadri di Botero è di una festosa complicità. Si entra volentieri nelle sue case, si fa volentieri amicizia con i suoi personaggi paffuti; ci si siede, si guarda, si è presi dalla voglia di sorridere». Queste parole di Dacia Maraini sembrano perfettamente adeguate per introdurre a circa mezzo secolo d’arte di Fernando Botero: ormai noti al grande pubblico, i protagonisti delle sue tele sono donne ed uomini “over size”, fuori misura, nati da una rivisitazione della pittura popolare e naif e dipinti (o scolpiti) con surreale ironia.

Piccola Galleria fotografica






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