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San Martino Vescovo di Tours

Chi di noi, non conosce San Martino? Sin da piccoli a scuola ci hanno raccontato del suo mantello diviso in due e donato ad un povero, Giovanni Pascoli a dedicato una poesia a San Martino...giorno in cui ogni mosto diventa vino, per finire a Fiorello che l'ha musicata, fino a parlare dei proverbi e delle tradizioni sia sul santo che sull'11 di novembre

San Martino, ogni mosto diventa vino, questo e’ tra modi di dire più conosciuto, tradizioni, poesie, modi di dire e persino canzoni ci riportano a questo santo che nasce in Pannonia, l’attuale Ungheria , figlio di un ufficiale romano.

Martino si convertì al cristianesimo quando il padre si trasferi’ a Pavia

Furono i suoi genitori, che desideravano per lui una carriera militare, (Martinus = piccolo Marte), a costringerlo ad entrare nell’esercito.

Arruolato nella cavalleria imperiale, prestò servizio in Gallia, dove avvenne l’episodio per cui ancora adesso è ricordato. Incontrato un povero viandante che tremava per il freddo, tagliò con la sua spada il mantello e gliene diede metà (più probabilmente divise la stoffa dalla pelliccia che foderava all’interno il mantello dei soldati romani). La notte seguente sognò Gesù, che gli rivelò di essere lui stesso il viandante.

Il clima miracolosamente si riscaldò (da qui “l’estate di san Martino“)

Martino, che aveva già conosciuto il cristianesimo, si fece battezzare, e abbandonato l’esercito, si recò poi a Poitiers dal vescovo Ilario.

Intanto imperversava la lotta contro l’eresia ariana, che a quell’epoca aveva il sostegno della corte imperiale, e Ilario fu costretto all’esilio.

Martino viaggiò ancora in Pannonia, dove convertì la madre, a Milano, in Liguria; infine fece ritorno in Gallia, dove Ilario, reintegrato nel suo vescovato, lo ordinò sacerdote.

Nel 361 fondò a Ligugé il primo monastero dell’Europa occidentale.

Nel 371 venne eletto vescovo di Tours, e fondò a Marmoutier una comunità per la formazione del clero. Per vent’anni operò per l’evangelizzazione delle campagne, abbattendo idoli pagani e sostenendo i poveri contro l’esasperato fiscalismo dell’Impero.

Morì nel 397 nella cittadina di Candés, che da allora si chiamò Candes-Saint-Martin, e fu sepolto a Tours.

Divenne subito un santo popolarissimo in Francia e nel resto d’Europa, dove il suo culto fu diffuso in età carolingia.

Non solo è patrono dei soldati e dei cavalieri, ma nella società cortese divenne, con San Giorgio, il modello del perfetto cavaliere cristiano.

Per il suo atto di carità è patrono dei medicanti, per il mantello dei sarti; per la cinghia alla quale era appesa la sua spada, dei conciatori di pelli dei lavoratori del cuoio. Poiché una volta trasformò l’acqua in vino, è patrono degli osti, dei fabbricanti di brocche, dei bevitori e degli ubriachi. È patrono dei viticultori e dei vendemmiatori e dei sommelier, perché in occasione della sua festa si beve il vino nuovo, ma anche dei mariti traditi, e anche su quest’ultima cosa sono nati tanti modi di dire :-)

La raffigurazione più frequente rievoca l’episodio del mantello. È a volte rappresentato con un’oca, perché quando i fedeli lo acclamarono vescovo, lui fuggì in campagna, ma delle oche con il loro starnazzare lo fecero scoprire.

Il termine architettonico “cappella” deriva da un piccolo edificio dove i re merovingi tenevano una reliquia del Santo, probabilmente un frammento della sua cappa, parola del latino tardo che indica un pesante mantello protettivo

Una volta si diceva anche fare San Martino. Significava traslocare, lasciare un alloggio, perchè i contratti scadevano di regola il giorno di San Martino. In questo cominciava l’anno giudiziario, dei parlamenti e delle scuole, si svolgevano le elezioni comunali, si rinnovavano i contratti e si pagavano le locazioni.