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La faglia di Sant'Andrea

La faglia di Sant'Andrea da un lato affascina geologi e studiosi, dall'altro è causa di violenti terremoti che periodicamente scuotono la California. Ma cos'è in pratica questa "faglia"?

La California è senza dubbio uno dei posti con rischio sismico più elevato di tutti gli Stati Uniti.

Tra i più gravi e devastanti terremoti si ricordano quelli del 1812, poi quelli di questo secolo.

Nel 1906 il terremoto che distrusse San Francisco, nel 1925 quello che rase al suolo la città di Santa Barbara, nel 1971 una forte scossa sismica distrusse ed incendiò numerosi quartieri di Los Angeles, nel 1989 un sisma scosse tutta la California, ed infine, nel 1994, un nuovo violento terremoto con epicentro ancora una volta in Los Angeles.

Queste catastrofi naturali sono state anche oggetto di numerosi film per la tv e agli Universal Studios di Los Angeles c’è un’apposita attrattiva in cui viene simulato un terremoto dei più violenti con conseguenti incendi, fughe di gas ed esplosioni.

Bisogna infatti proprio dire che quando in California si manifesta un terremoto, solitamente i suoi effetti sono decisamente devastanti: autostrade che si arricciano su se stesse come se fossero di cartapesta, ponti che oscillano di decine di metri e, a volte, cedono, edifici di decine e decine di piani che collassano in nuvole di polvere, la terra si spacca e inghiotte tutto ciò che trova attorno.

Si racconta di una mucca che fu inghiottita dalla terra durante il sisma del 1906 e per un certo tempo si continuò a vedere solo la sua coda che si muoveva.

La causa di queste scene apocalittiche è da ricercarsi nella posizione che la California occupa proprio sopra la faglia di Sant’Andrea.

La faglia di Sant’Andrea è un elemento molto interessante per i geologi e per gli studiosi della cosiddetta teoria della tettonica a placche.

Secondo questa teoria, la crosta della terra non è uniforme nè unita, ma è suddivisa in numerose placche (o zolle) contigue.

Queste placche sono mosse separatamente l’una dall’altra dalle correnti convettive del magma fuso del mantello terrestre su cui poggiano. Tra una placca e l’altra ci può essere fuoriuscita di magma (ciò avviene nelle dorsali oceaniche) e il materiale che emerge spinge le due placche ad
allontanarsi tra di loro.

Accade però che se una certa placca da un lato si allontana, dall’altro lato deve per forza avvicinarsi e urtare la placca contigua.

Tornando al nostro caso, il fatto è che il continente Americano si trova su una placca nord-Americana, mentre quasi tutta la California si trova su un’altra placca, detta placca pacifica.

La frattura tra queste due placche è proprio la faglia di sant’Andrea.

Un ulteriore problema è che queste due placche (nord-americana e pacifica, su cui si trova la California) si muovono in senso opposto: in particolare, la piattaforma pacifica scorre verso nord, mentre quella continentale si sposta verso sud-ovest con un ritmo di circa 4-5 cm all’anno.

Si è calcolato che, con questo ritmo, tra 15 milioni di anni, Los Angeles si troverà dove ora sorge San Francisco.

L’attrito, tuttavia, tende a frenare questo movimento.

Ma questo crea enormi tensioni che periodicamente esplodono nei violenti terremoti che tutti conoscono.

La faglia di Sant’Andrea può essere osservata in diversi punti: presso Los Angeles al Devil’s PunchBowl Country, oppure presso il Point reyes National Seashore, dove dei percorsi guidati spiegano ai visitatori cosa accade e interessanti e realistiche simulazioni mostrano a chi non è abituato ai terremoti cosa si prova in queste situazioni.

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