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Il Rodeo: un rito spettacolare

E' un rito di tradizione antica, regolato da un cerimoniale preciso. Qui troverete alcune informazioni per apprezzarlo e per capirlo meglio.

Gli allevatori di cavalli dell

Gli allevatori
di cavalli dell’antico Far West erano soliti dire che “non esiste
cavallo che non possa essere cavalcato, così come non esiste cavaliere che non
possa essere disarcionato
“. Ed infatti, proprio facendo a gara per
dimostrare che nessun cavaliere è invincibile, nella seconda metà del secolo
scorso, nacquero tutta una serie di competizioni, che assunsero il nome di rodei
(la parola rodeo deriva dallo spagnolo e significa “recinto“).

Il primo
rodeo, attestato da fondi sicure, con delle regole ben definite e con un premio
in denaro, risale al 1883 e nel giro di pochi anni ci si trovò ad avere un
pubblico così numeroso che ben presto si crearono posti a pagamento e tribune
per assistere allo spettacolo.

Il rodeo ha un
cerimoniale ed un meccanismo di funzionamento definiti e precisi, ma chi non li
conosce bene potrebbe avere l’impressione, vedendone uno, di una gran
confusione. In realtà il rodeo inizia sempre con una parata in puro
stile americano, poi procede con una serie di gare (il cui ordine può variare),
che corrispondono più o meno a diverse “discipline”: si va dal
cavalcare un cavallo indomato e non sellato per otto secondi (i famosi “otto
secondo di gloria
“) alla lotta con un manzo, dallo slalom tra le
botti al cavalcare un toro. Nell’arena di solito si trovano tre personaggi: il cowboy,
che sarà l’attore principale dello spettacolo; uno o più clown il cui
ruolo, apparentemente di intrattenimento del pubblico, è in realtà di soccorso
al cowboy in caso di bisogno (es: distrarre il toro quando il cavaliere viene
disarcionato); uno o più giudici di gara.

La parte più
famosa e conosciuta è sicuramente quella del Bareback Bronc Riding,
cioè il cavalcare un cavallo indomito senza sella per almeno otto secondi. Il
cowboy può tenersi al cavallo solo con una mano, che può afferrare una corda
legata all’animale subito dietro le zampe anteriori. L’altra mano del cowboy
deve restare in aria e non può toccare assolutamente nulla (pena la
squalifica). I giudici assegnano poi un punteggio, tenendo anche conto
dell’eleganza e della maestria con cui il cavaliere riesce a restare in sella
per i suoi “otto secondi di gloria”. Proprio sulla passione per il
rodeo e sulla vita dei cavalieri, esiste un bel fim intitolato, appunto
“Otto secondi di gloria”.

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