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Rapporti tra Inghilterra e Colonie dopo la Guerra dei 7 Anni

Dopo la Guerra dei Sette Anni, i rapporti tra la madrepatria inglese e le colonie iniziarono a incrinarsi a causa di tutta una serie di proclami e restrizioni, soprattutto di natura economica.

Alla fine della guerra dei Sette Anni

Alla
fine della
guerra
dei Sette Anni
, l’impero britannico si ritrovò vittorioso e sostanzialmente
unico padrone nell’America Settentrionale, ma i costi della guerra avevano
letteralmente dissanguato le casse dell’impero. La conseguenza immediata fu un
rapido e notevole aumento delle tasse e delle restrizioni imposte
dal governo inglese alle colonie. In sostanza, tutti i proclami e gli atti
emanati nei decenni immediatamente successivi alla
guerra
dei Sette Anni
furono un susseguirsi di nuove imposte e restrizioni
al commercio in modo tale da creare un rapporto di dipendenza sempre più stretto
delle colonie con la madrepatria.

Particolarmente controverse furono le restrizioni imposte ai cosiddetti “Navigation
Acts
” nel 1763 da parte del ministro Grenville. Si tratta di un aumento dei
dazi e dei contingenti sui commerci e sugli scambi delle colonie,
in modo da accentrare sempre di più il rapporto con l’impero britannico.

Il sistema di scambi che si era creato consisteva sostanzialmente in due flussi
di merci: dalle colonie verso la madrepatria viaggiavano prodotti agricoli,
alimentari e materie prime (in particolare, grano, pesce, tabacco, lino), mentre
dalla madrepatria giungevano nelle colonie manufatti e vestiario.

Una
serie di successivi proclami e ulteriori restrizioni, poi, uniti ai problemi
creati dalla precedente
guerra
dei Sette Anni
e al senso di unificazione che iniziava a diffondersi tra le
colonie, gettarono le basi per la guerra d’Indipendenza, ormai alle
porte.

In particolare, vanno citati il “Sugar Acts” (una tassa sulla melassa)
del 1764, lo “Stamp Act” (che imponeva l’uso dei bolli su tutti i
documenti, giornali, diplomi, ecc…) del 1765 e, nello stesso anno, il “Quartering
Act
“, una delle disposizioni più contestate in quanto imponeva ai coloni
civili a fornire ogni genere di mezzo di sussistenza (cibo, vestiario, alloggio,
legna, ecc…) alle truppe britanniche che si trovavano nelle colonie.

Proprio in reazione a questa serie di leggi iniziò ad affermarsi il principio di
no taxation without representation” (nessuna tassa senza
rappresentanza).

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