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La guerra d'Indipendenza - seconda parte

Le vicende belliche della guerra d'indipendenza: dalle prime sconfitte alla vittoria di Yorktown e alla pace di Versailles, ottenute grazie anche all'aiuto francese, spagnolo e olandese.

L’esercito coloniale, affidato a George Washington, contava circa 8-9 mila uomini, senza uniformi, mal pagati, poco armati, poco nutriti, prevalentemente volontari (cioè disoccupati e sbandati, senza famiglia e senza casa). La più grande difficoltà era inoltre quella di far prevalere l’interesse globale del Congresso rispetto ai singoli interessi delle Colonie e dei singoli gruppi di volontari combattenti.

Davanti a questa situazione, non sorprende la convinzione degli inglesi di poter facilmente e rapidamente sbaragliare l’esercito americano, infliggendo una “sonora lezione” a questi “coloni ribelli e arroganti”.

L’esercito inglese riportò nel corso del 1776 una serie di preannunciate vittorie, le più clamorose furono l’occupazione inglese di New York e di Filadelfia. Tuttavia, Washington cambiò presto tattica e con un’accorta ed oculata tecnica fatta di imboscate e piccoli attacchi a sorpresa, riuscì a disorientare l’esercito avversario e, il 13 ottobre 1777, circondando 5000 inglesi a Saratoga, riuscì a sconfiggerli e a costringerli alla resa.

Questa prima inaspettata vittoria servì a sbloccare la situazione, a ridare coraggio alle truppe americane e, soprattutto, a convincere alcune potenze europee dell’importanza di questo conflitto dall’esito tutt’altro che scontato.

Dopo pochi mesi, infatti, la Francia entrò in guerra contro gli inglesi, sostenendo le posizioni degli americani. Le ragioni di questa mossa francese vanno ricercate da un lato nel desiderio di rivendicare la sconfitta della guerra dei Sette Anni, dall’altro dalla pressione degli intellettuali illuministi francesi che vedevano per la prima volta le loro idee di libertà e uguaglianza concretamente in via di realizzazione. La flotta francese riuscì a tenere “occupata” la flotta inglese, impedendo di fatto a quest’ultima di applicare il minacciato e temutissimo “embargo“, cioè il blocco dei porti e di ogni sorta di commercio nelle Colonie. Se la Francia non fosse entrata in guerra, molto probabilmente le Colonie non avrebbero potuto resistere molto a lungo isolate e private di ogni possibilità di commercio con il resto del mondo.

L’anno seguente (1779) dichiarò guerra agli inglesi anche la Spagna e, nel 1780, l’Olanda. Questa “coalizione europea” a favore degli americani decretò senza ombra di dubbio l’esito finale della guerra. L’esercito di Washington ebbe infatti in questo modo la possibilità ed il tempo per organizzarsi meglio e migliorarsi. La storica battaglia finale di Yorktown (16-19 ottobre 1781) vide la vittoria definitiva dell’esercito americano di Washington, sostenuto dalle truppe francesi comandate dal generale La Fayette. Gli inglesi si arresero e si ritirarono.

Due anni dopo, il 3 settembre 1783, venne firmata la pace, nota come “Pace di Versailles” o “Treaty of Paris, in cui l’Inghilterra riconosceva l’indipendenza delle Colonie dalla costa atlantica fino al confine del Mississippi. Alla Francia andarono i possedimenti nelle Antille e il controllo della costa del Senegal, mentre la Spagna ottenne la Florida e Minorca.

La guerra era vinta, l’indipendenza ottenuta, ma ora si presentava un problema ancora più difficile: come organizzare e come gestire la tanto desiderata libertà?

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