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La nascita della Costituzione dopo la guerra d'indipendenza

Ottenuta l'indipendenza, alle tredici colonie si presenta ora la necessità di costruire il nuovo stato federale. Ecco che inevitabilmente emergono divergenze di vedute, di necessità e di posizioni. Come si è conciliato tutto questo nella carta costituzionale? Ecco il racconto sommario di una calda estate del 1787 a Philadelphia...

Terminata la

guerra d’indipendenza
ed ottenuta la tanto desiderata e sospirata autonomia,
si affacciava ora un compito alquanto ambizioso, impegnativo e complesso:
costruire gli Stati Uniti. Infatti, le colonie non avevano un governo
unitario
, una divisione delle competenze e dei poteri, una costituzione, ma
non avevano nemmeno abitudini ed usi comuni. Lo statuto della confederazione,
che il congresso continentale aveva adottato, non disciplinava se non in modo
alquanto sommario e vago i poteri, ruoli e competenze del governo centrale.
Pertanto, ben presto, al difficile compito di costruire la nuova confederazione,
si aggiunsero anche discussioni, scontri e divergenze di opinioni derivanti da
abitudini e opinioni differenti tra le colonie e tra i diversi rappresentanti.

Inoltre, si aprirono alcune questioni importanti riguardanti il
commercio, duramente provato dalla guerra
d’indipendenza, la pratica della schiavitù,
accettata in certe colonie e rifiutata da altre, le
finanze
, anch’esse duramente provate dalla guerra ed in uno stato di
elevata incertezza riguardo alla competenza di tassazione (federale o locale?),e
la distribuzione delle terre conquistate. A
quest’ultimo problema provvidero due atti successivi: il
Decreto dei Territori
(Land Ordinance
del 1785) redatto da Thomas Jefferson, e il
Decreto del Nord-Ovest
(Northwest Ordinance del 1787).

Ma la tappa più importante fu la riunione degli stati a
Philadelphia nell’estate del 1787, dove parteciparono
cinquantacinque delegati provenienti da dodici delle tredici colonie.
George Washington fu eletto presidente della
Convention all’unanimità. I lavori della convention miravano a formalizzare e
strutturare il nuovo governo centrale, ed in particolare definire le competenze
e le modalità di esercizio dei tre poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario.

I problemi incontrati furono numerosi, in particolare relativamente al problema
della rappresentanza presso l’organo legislativo. Alcune colonie più grandi
infatti sostenevano una rappresentanza in base alla popolazione, mentre le
colonie più piccole proponevano che ogni stato godesse dello stesso numero di
rappresentanti. La soluzione adottata, nota come “Great
Compromise
” (Grande Compromesso, del 16 luglio 1787), fu
quella di istituire due camere, una camera
bassa con rappresentanti proporzionali alla popolazione di ciascun stato, a una
camera alta (Senato) composta da due membri per ogni stato.

La Costituzione fu infine firmata il 17 settembre 1787. Per leggere
il testo integrale della Costituzione,
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