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I primi partiti: Hamilton e i federalisti

Fin dall'inizio della storia degli Stati Uniti due partiti emersero sopra tutti gli altri e si fronteggiarono: i federalisti e i repubblicani. Ecco la storia dei federalisti e del loro leader Alexander Hamilton.

Terminata la guerra per l’indipendenza, New York City divenne la prima capitale della confederazione degli Stati Uniti nel 1789. I problemi che esistevano già prima dell’indipendenza si accentuarono e si manifestarono in più occasioni come urgenti e profondi. I primi segnali di difficoltà molto forti si ebbero in occasione della stesura e dell’approvazione della Carta Costituzionale, che, non senza fatica, fu approvata il 17 settembre 1787.

Già in questo periodo, tuttavia, si assiste alla nascita dei due gruppi politici che caratterizzeranno gran parte della storia degli Stati Uniti. Si tratta di due partiti che raccoglievano due correnti di pensiero differenti circa lo sviluppo e la crescita della nuova confederazione: il partito federale (Federalist Party) guidato da Alexander Hamilton ed il partito repubblicano (Democratic-Republican Party) guidato da Thomas Jefferson.

Da un lato si trova il partito federale (Federalist Party), guidato dall’avvocato Alexander Hamilton. Questi aveva partecipato attivamente alla guerra per l’indipendenza ed era successivamente diventato segretario di George Washington. Durante la Presidenza di quest’ultimo fu Segretario del Tesoro. Hamilton rappresentava sostanzialmente gli interessi degli industriali, degli imprenditori e dei commercianti del nord-est degli Stati Uniti, che cercavano di crescere di dimensioni e di potere, chiedendo al nuovo governo federale protezione e tutela dei propri interessi. Hamilton sosteneva quindi la necessità di un ruolo attivo e protezionistico dello Stato, con l’introduzione di dazi e tariffe protezionistiche a favore e sostegno della nascente industria americana. Il programma suo e del suo partito si articolava principalmente su tre punti: la difesa dei monopoli, l’aumento delle tasse per uno Stato centrale solido e attivo e il rafforzamento dell’esercito americano. Proprio su questi tre punti, tuttavia, sorsero profonde divergenze e spaccature all’interno del partito federale. Hamilton fu quindi costretto a dimettersi dal Congresso nel 1795.

Intanto, però, le sue idee gli avevano procurato moltissimi nemici, anche all’interno del suo stesso partito. In seguito ad alcune forti espressioni usate da Hamilton nei confronti del vice-presidente, questi lo sfidò a duello (con revolver). L’11 luglio 1804 Hamilton si presentò nel luogo convenuto sulle rive del fiume Hudson, di fronte a New York, ma durante la tenzone non estrasse volontariamente l’arma e si rifiutò di sparare. Lo sfidante fece però ugualmente fuoco e lo ferì gravemente. Hamilton morì a New York il giorno dopo a causa della ferita riportata nel duello.

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