Stati Uniti e Messico sono in stato di allerta per frenare l’epidemia di influenza suina che si teme abbia già fatto 61 morti in Messico e contagiato otto persone negli Stati Uniti.
L’allarme è già stato diramato in tutti i Paesi latinoamericani: aumentati i controlli negli aeroporti e messi in funzione piani sanitari di emergenza per evitare il contagio.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, “c’è il rischio di una pandemia” e la comparsa di questo virus è “una situazione seria”, che è necessario seguire da vicino.
I primi casi di contagio sono stati individuati il 13 aprile, ma solo da giovedì si è capito l’allargamento e la gravità dell’epidemia.
Le autorità sanitarie fanno notare che al momento la media dei decessi non è aumentata e non si è verificato l’incremento dei contagi che si temeva.
Le analisi genetiche fanno vedere però che il ceppo incriminato è una combinazione mai registrata in passato tra virus aviario, suino e di essere umano.
Negli Usa, il direttore del Centro di controllo e prevenzione delle malattie di Atlanta, ha evidenziato che forse è troppo tardi per riuscire a frenare una nuova epidemia.
I casi accertati sono otto tra California e Texas, ma solo una delle persone si era recata in Messico.
Alcuni studenti di un liceo nel Queens che hanno accusato sintomi sospetti, sono sotto osservazione.
Il governatore della California, ha comunicato di avere un “rigoroso” piano di risposta all’epidemia.
La Casa Bianca segue da vicino l’estendersi del virus.
Nella capitale del Messico, l’esercito ha distribuito mascherine protettive. Il governo ha esortato gli abitanti a trattenersi da manifestazioni eccessive tipo baci e strette di mano e dal condividere cibo e bevande.
I sintomi sono: febbre superiore ai 39 gradi, che si presenta in maniera improvvisa, tosse, mal di testa intenso, dolore muscolare e alle articolazioni, irritazione agli occhi, congestione nasale.
Consigli del Ministero della Salute rivolti ai viaggiatori diretti nelle aree interessate da focolai di influenza suina: Messico e Usa tra cui California e Texas: “Evitare la visita di mercati o di fattorie in cui si può venire a contatto con suini che potrebbero essere infetti; consumare cibi a base di carne suina solo dopo accurata cottura; evitare di portare le mani a contatto con occhi naso e bocca; lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con detergenti a base di alcool”.
“La vaccinazione con i tradizionali vaccini antinfluenzali (vaccini stagionali), pur sollecitando le difese immunitarie, probabilmente non è efficace nei confronti di questa specifica infezione”
Avvertenze del Ministero della Salute per i viaggiatori provenienti dalle aree interessate dai focolai: “nel caso si ritenga di essere stati esposti a contatti con suini o con persone affette da influenza suina è necessario tenere sotto controllo lo stato di salute per almeno 7-10 giorni. Se durante questo periodo si dovesse accusare febbre e sintomatologia simil-influenzale (faringite, tosse secca, mal di testa, dolori muscolari ecc), si raccomanda di consultare telefonicamente un medico o contattare i numeri telefonici che verranno indicati segnalando il viaggio e l’eventuale contatto con suini o persone affette da influenza”.

Er Cicerò








