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Gary Cooper

“Fascino e successo di un uomo vero anche se con molte debolezze”

Gary Cooper Gary Cooper (vero nome Franck James Cooper), nacque ad Helena nello stato del Montana, il 17 maggio del 1901. Figlio di un magistrato di origine inglese, visse in Inghilterra con sua madre Alice Brazier fino al 1914. All’età di tredici anni venne ferito in un incidente automobilistico e fu così che si trasferì nel ranch del padre, in Montana, dove crebbe imparando ad amare la vita all’aria aperta, i cavalli e ad avere uno spirito avventuroso.

Frequentò senza regolarità la scuola, dimostrando di avere una spiccata inclinazione per il disegno, ma non trovò il posto da illustratore di fumetti che cercava.

Arrivò per caso al cinema, mettendo a frutto la propria capacità di cavalcare. Fece la comparsa nel cinema muto in numerosi western, passando in seguito a ruoli più rilevanti.

Si era avvicinato al mondo del cinema, come rivelò più tardi egli stesso, spinto non da una vera passione artistica, ma dalla possibilità di guadagnare molto facendo quello che aveva sempre fatto.

Il successo gli arrivò a ventisette anni con tre film che lo lanciarono nel mondo della celluloide: “Alì” e “La squadriglia degli eroi”, di William Wellman e “Il virginiano” di Victor Fleming.

Il pubblico si accorse di lui anche perché interrompeva la tradizione dei divi belli e fatali, come Rudy Valentino, mostrandosi come uomo forte ma anche buono e generoso.

Ai primi film fecero seguito grandi capolavori che divennero dei classici nella storia del cinema: “Marocco”, “Addio alle armi”, “I lancieri del Bengala”; a questi seguì l’era rooseveltiana nei cui film Cooper rifletteva l’immagine dell’americano ottimista e fiducioso che sapeva continuare a vivere nonostante i colpi del destino: “E’ arrivata la felicità”, “Il sergente York”, “Arriva John Doe”.

Ed infine ci furono le opere cinematografiche che segnarono la sua maturità: “Mezzogiorno di fuoco”, “Vera Cruz”, “La legge del Signore”, “L’albero degli impiccati”, ed “Arianna” in cui interpretò, con accanto Audrey Hepburn, il ruolo di un seduttore anziano, molto ricco e cinico, che fa innamorare di lui una ragazzina.

Gary Cooper aveva l’abilità di trasformare qualunque personaggio in un eroe, soprattutto grazie al suo personale carisma.

Ebbe grandi storie d’amore con famose attrici quali Clara Blow, Lupe Velez, Patricia Neal, ma non divorziò mai da Veronica Balfe con la quale si era sposato nel 1933 e da cui ebbe una figlia, Maria, nata nel 1937.

Forse Gary iniziò a bere per dimenticare gli amori finiti male, come se questa fosse l’unica ancora di salvezza a cui appigliarsi nel mondo falso del cinema.

Nella sua carriera vinse tre Oscar nel 1942 per “Il sergente York”, nel 1953 per “Mezzogiorno di fuoco” ed infine uno speciale Oscar per la sua devozione al cinema.

Pochi giorni prima di compiere sessant’anni, si spense a Beverly Hills: era il 13 maggio del 1961; è sepolto nel cimitero Sacred Heart Cemetery a Southampton nello stato di New York.

Il dubbio” fu il suo ultimo film: un giallo che venne girato in Inghilterra.

E’ stato riconosciuto come uno dei migliori CowBoy nel 1966 e la sua memoria rimane al National Cowboy & Western Heritage Museum (Museo dei ricordi dei Cowboy e del West) a Oklahoma City nello stato dell’Oklahoma.

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