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Elvis Presley

"Il Re del Rock and Roll"

Elvis Presley Elvis Presley venne al mondo l’8 gennaio 1935 a Tupelo nel Mississippi, mentre il fratello gemello morì appena nato.

Il padre non aveva un lavoro fisso e la madre cercava come poteva di far quadrare i conti domestici, facendo piccoli lavori.

La loro abitazione era modestissima e si trovava vicino al quartiere della gente di colore, avevano un’unica grande stanza senza il bagno.

Erano costanti frequentatori della Chiesa Evangelica delle Assembly of God e fu proprio lì che Elvis ebbe il primo incontro con la musica.

Per il suo ottavo compleanno, Elvis scelse in regalo una chitarra e imparò i primi accordi osservando uno zio di sua madre che suonava durante le riunioni familiari.

Non riuscendo a trovare un lavoro a Tupelo, i Presley decisero di stabilirsi a Memphis nel Tennessee.

Elvis era un’adolescente, ma nella nuova città non fece molte amicizie in quanto era di carattere riservato e timido e molto attaccato ai genitori.

Il suo abbigliamento, oltretutto, non lo rendeva affatto popolare, mentre gli altri ragazzi si pettinavano in stile militare e indossavano t-shirt, Elvis portava i capelli con un ciuffo lungo e con le basette e vestiva con colori sgargianti in quanto acquistava i suoi abiti dove la gente di colore aveva il suo centro e dove, proprio per questo, poteva trovare ciò che cercava spendendo molto poco.

Per aiutare economicamente la famiglia, Elvis decise di fare il camionista per la Crown Electric di Memphis. Un giorno passando sulla Union Street, vide che alla Sun Records di Sam Phillips, pagando un dollaro, chiunque poteva registrare un disco da portarsi a casa.

Elvis decise di fare un regalo alla madre per il compleanno e registrò un disco, una vecchia ballata che aveva sentito per radio fin dai tempi in cui abitava a Tupelo: “My Happiness”.

Samuel Cornelius Phillips (Florence, 5 gennaio 1923 – Memphis, 30 luglio 2003) produttore discografico statunitense noto per aver creato la casa discografica Sun Records, ascoltato il ragazzo, convocò immediatamente il contrabbassista Bill Black e il chitarrista Scotty Moore.

In una notte di luglio del 1954, dopo aver provato per ore senza aver trovato niente di originale, Elvis vincendo la sua timidezza disse agli altri due: “La conoscete questa?”, ed iniziò a suonare un vecchio pezzo country; Sam Phillips uscì dalla sala di regia dicendo ad Elvis: “Io di questo ne faccio un disco!”.

I primi dischi che Elvis produsse per la Sun si inserirono nella storia del rock: That’s All Right (Mama), Blue Moon Of Kentucky, Good Rockin’ Tonight, Baby Let’s Play House, ed il giovane entrò immediatamente tra le stelle della musica del sud degli Stati Uniti.

Nel 1955 il contratto di Elvis venne venduto da Sam Phillips, alla RCA: il manager di Elvis era il colonnello Tom Parker e lo rimase fino alla morte del cantante.

Parker, fece esibire Elvis alla televisione nazionale: le canzoni Heartbreak Hotel, Jailhouse Rock, Hound Dog, Love Me Tender divennero successi discografici che gli valsero l’appellativo di “Re del Rock and Roll“.

Negli anni tra il 1956 e il 1958, Presley interpretò anche 4 film diretto da registi del calibro di Robert Wise e Michael Curtiz.

Nel 1958 fu chiamato per il servizio militare e dovette partire alla volta della Germania allontanandosi così dalle scene per ben due anni.

Il colonnello seppe però mantenere vivo l’interesse del pubblico e la popolarità di Elvis rimase intatta.

Durante la sua permanenza in Germania, conobbe quella che sarebbe diventata sua moglie: Priscilla Beaulieu; ma gli inizi del nuovo decennio furono piuttosto duri: la madre Gladys morì il 14 agosto del 1958 all’età di 46 anni e la cosa ebbe su Elvis effetti devastanti e dai quali, forse, non si riprese più.

Nei primi anni sessanta, i ragazzi avevano ormai nuovi idoli musicali come i Beatles, i Beach Boys o i Rolling Stones e, nonostante Presley continuasse a incidere dischi interessanti, non vendeva più come un tempo e il colonnello decise di sfruttare il filone cinematografico.

Elvis aveva una certa propensione alla recitazione anche se gli furono sempre affidati ruoli poco adatti a mostrare le sue doti; in otto anni fu interprete di ben 29 film, ma solo tre o quattro furono artisticamente validi.

Nel 1960 fu ospite nello spettacolo televisivo di Frank Sinatra, che gli volle dare la possibilità di riprendere la fama di un paio di anni prima.

Nel 1968 Elvis, a 33 anni, sposato e padre di una bambina, Lisa Marie Presley, stanco di fare film di poco valore, volle ritornare a fare ciò che sapeva fare meglio e che amava di più: la musica.

Il colonnello organizzò uno special televisivo natalizio per la NBC, quello che fu poi chiamato “68 Comeback Special”, ma non prese però le sembianze di una celebrazione del Natale, ma bensì la celebrazione del ritorno di Elvis Presley che si presentò nella migliore forma di sempre, vestito di pelle nera e con la grinta di sempre, che aveva dovuto frenare negli anni dei film, regalando al pubblico americano uno spettacolo entrato nella storia della televisione.

L’incredibile successo dello show, fece tornare ad Elvis il desiderio di fare musica di qualità; decise così di ritornare a Memphis dove incise due album acclamatissimi da critica e pubblico: Back In Memphis e From Elvis In Memphis, con canzoni In The Ghetto e Suspicious Minds.

Tornò la voglia di esibirsi dal vivo e, mentre Elvis sceglieva i membri di quella che sarebbe diventata la TCB Band, che lo avrebbe accompagnato nei suoi tour, il colonnello firmava un contratto in esclusiva con l’International Hotel di Las Vegas per una serie di concerti che avrebbero avuto un grandissimo successo di pubblico e critica.

In sette anni, fra il 1970 ed il 1976, si esibì in quasi un migliaio di concerti, ma mai al di fuori dei confini degli Stati Uniti; furono i suoi ammiratori che si recarono da tutto il mondo negli USA per poter assistere ad una sua esibizione.

Fin dal ritorno dal servizio militare, nel 1960, Presley fu attorniato da una impenetrabile barriera di parenti, amici e guardie del corpo, denominata “Memphis Mafia”, che lo proteggeva, ma gli impediva, tuttavia, di avere contatti con l’esterno.

Verso la fine degli anni sessanta era già quasi un recluso e ,forse, proprio questo fu il motivo dell’entusiasmo che negli anni settanta lo portò a cercare, il contatto molto frequente con il pubblico.

I lunghi periodi di lontananza e i difficili rapporti con la Memphis Mafia spinsero poi la moglie Priscilla a dividersi da lui e il 9 ottobre del 1973 venne deciso il divorzio a Santa Monica, provocando in Elvis Presley una forte depressione anche se la ex moglie gli rimase amica per tutta la durata della sua vita.

Presley aumentò il consumo di barbiturici, tranquillanti e anfetamine che gli provocarono frequenti ricoveri in ospedale.

L’ultima esibizione di Presley fu a Indianapolis al “Market Square Arena” il 26 giugno del 1977.

Un’altra era prevista per il 17 agosto ma il giorno prima, il 16 agosto del 1977 Elvis fu trovato morto nella stanza da bagno dalla compagna Ginger Alden nella sua dimora a Graceland, a Memphis.

Trasportato al Baptist Memorial Hospital, ne fu dichiarata la morte alle 3:30 del pomeriggio per una forte aritmia cardiaca.

Subito dopo l’annuncio della morte di Elvis, un migliaio di persone erano già davanti al cancello di Graceland; un’ora più tardi erano 3.000; nel pomeriggio diventarono 20.000 ed in tarda serata erano 80.000; da tutto il mondo giunsero ordini ai fioristi di Memphis perché confezionassero dei cuscinetti floreali a forma di chitarre, cani, orsacchiotti, cuori spezzati e corone.

Furono organizzati due voli speciali che trasportarono circa cinque tonnellate di fiori dalla California e dal Colorado.

Graceland, la maestosa tenuta di Elvis Presley, che si trova al numero at 3734 del Boulevard Elvis Presley a Memphis nel Tennessee, è oggi diventata un museo ed è aperta al pubblico dal 1982, è una sorta di santuario del rock, meta di continue visite da parte dei suoi ammiratori.

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