La Festa della Repubblica, nel suo 63° anniversario è stata celebrata anche a New York presso la sala ricevimenti Cipriani a Wall Street, protagonista la Fiat 500 in mostra nei canyon della Grande Mela.
L’attore Joe Piscopo ha presentato la cerimonia insieme all’ambasciatore d’Italia a Washington, Giovanni Castellaneta, al console generale Francesco Talò, ai direttori dell’Istituto italiano di Cultura Renato Miracco, dell’Enit Riccardo Strano, dell’Ice Aniello Musella e rappresentanti delle regioni Puglia e Veneto.
Presente anche un gruppo di hostess e piloti dell’Alitalia che ha estratto il biglietto vincente per un viaggio in Italia.
Gli allievi della Scuola d’Italia “G. Marconi” hanno cantato gli inni nazionali, mentre il tenore Christian Ricci si è esibito in alcuni brani d’opera.
Il Console Generale Francesco Talò, ha dato inizio alle celebrazioni arrivando nella sede di Cipriani a Wall Street su di una Fiat 500 bianca; nel suo discorso ha parlato della collaborazione tra i due Paesi: “Il nostro futuro è qui. Il nostro futuro siete voi. Il nostro futuro, sono le nostre società che stanno lavorando assieme a noi. Sono orgoglioso di avere guidato la 500, un’auto che rappresenta la nuova cooperazione industriale tra l’Italia e gli Stati Uniti. Un’auto che rappresenta il futuro del trasporto nelle grandi città, con meno inquinamento, più spazi per parcheggiare e meno traffico. Abbiamo grandi società nei settori del trasporto e dell’energia pulita e lavoriamo assieme per il Sistema Italia”.
L’ambasciatore Giovanni Castellaneta, ha consegnato al ministro Talò l’onorificenza di Commendatore assegnatagli dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed ha messo in risalto, ricevendo un lungo applauso, che “La Fiat 500 è il simbolo della cooperazione tra gli Stati Uniti e l’Italia, tra la Fiat e la Chrysler e altre società italiane hanno grandi interessi in Usa, grazie al team formato dalle istituzioni italiane”.
Poi, rivolgendosi agli italoamericani ha detto: “L’Italia è forte perché voi siete qui; siete voi che avete contribuito a rendere l’Italia quella che è oggi: forte”.

Er Cicerò








