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Emily Dickinson

"La poetessa che solo dopo la morte ottene il meritato riconoscimento"

"Poesia" Emily Dickinson nacque ad Amherst una città dell’ Hampshire County, Massachusetts, situata nella valle del fiume Connecticut il 10 dicembre del 1830; vide la luce in una famiglia benestante, suo padre era legale e tesoriere dell’Amherst College, ed aveva incarichi presso il Tribunale Generale del Massachusetts.

Emily visse quasi sempre presso la casa dove era nata, amava la natura ma era tormentata dal pensiero della morte, vestiva solo di bianco, colore della purezza.

I suoi versi raccolgono i momenti della vita di ogni giorno, i temi che coinvolgono la società e le battaglie, scrisse poesie durante la Guerra di secessione americana.

All’età di 25 anni si chiuse in se stessa, non uscì più di casa ne dalla sua camera, neanche il giorno che morirono i suoi genitori: quella camera era per lei l’unico luogo in cui trovava serenità e pensava che con la fantasia si potesse ottenere tutto.

In casa ero la più piccina. / Mi ero scelta la stanza più piccola, di notte, la lampada, il libro, un geranio. / In questa posizione potevo afferrare la menta che non smetteva mai di cadere. / E poi il cestino. / Fammi pensare… / Sono sicura, questo era tutto. / Non parlavo mai se non quando mi si rivolgeva la parola. / E in questi casi, poche parole a bassa voce. / Non sopportavo di vivere ad alta voce. / Mi vergognavo talmente del chiasso. / E se non fosse stato che era così lontano e che tutti quelli che conoscevo ci andavano, avevo spesso pensato con quanta discrezione sarei potuta morire.” (poesia del 1862 di Emily Dickinson tratta dalla raccolta “Silenzi”).

Il 15 maggio del 1886 muore di nefrite e la sorella scopre in quella camera dove si era rinchiusa 1775 poesie.

Nell’epoca in cui viveva le sue opere erano considerate diverse e strane, per l’uso di maiuscole, di lineette e tanti altri segni non convenzionali del periodo e soprattutto per lo stile semplice e luminoso, non ottenne alcun riconoscimento perché si preferivano linguaggi forti e fioriti; oggi è considerata la poetessa più ricca di sensibilità e una delle più rappresentative del XIX secolo.

Solo nel 1890 la sorella di Emily, Lavinia, riesce a far pubblicare un volume di poesie che sarà il primo di una lunga serie.

Dal 1924 al 1935 altre 300 poesie ottengono la pubblicazione e nel 1955 Thomas H. Johnson cura l’edizione critica di tutte le poesie di Emily Dickinson, seguita nel 1998 da un’altra a cura di Ralph W. Franklin.

Dopo la morte Emily ha ottenuto il riconoscimento che la vita non le aveva donato.

“……Addio alla Vita che ho vissuto / E al Mondo che ho conosciuto / E bacia le Colline, per me, basta una volta / Ora – sono pronta ad andare.” versi tratti da Tie the Strings to my Life, My Lord (Annoda i lacci alla mia vita, Signore) di Emily Dickinson.

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