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Washington: Monte St. Helens

"18 maggio 1980 ore 8,32: la catastrofe"

"Vulcano St. Helens" Sulla costa pacifica nello stato di Washington si trova il vulcano St. Helens; la sua attività eruttiva era sempre stata molto scarsa con periodi di inattività che andavano da 5000 anni fino al livello minimo di 200 anni.

Improvvisamente il vulcano riprende la sua attività: il giorno 18 maggio del 1980 una violenta eruzione avviene sul lato settentrionale dove gli scienziati avevano precedentemente già dal 20 marzo notato dei rigonfiamenti provocati dalla pressione del magma sottostante e i sismografi iniziavano a registrare dei terremoti intorno a 4.1. di magnitudo.

Alle 8.32 di quel fatidico giorno del 18 maggio un terremoto di magnitudo 5.2 fa staccare la fiancata nord del vulcano ed una successiva esplosione provoca una nube di cenere incandescente che ha la velocità di spostarsi a più di 100 km l’ora.

E’ il disastro: tutto diventa buio una nuvola nera provoca esplosioni e fulmini e per oltre 200 kilometri è scesa una notte profonda; a tratti l’attività sismica si interrompe per poi riprendere e durerà fino alle 18.30.

Quando torna la quiete il vulcano è distrutto la sua crosta si è abbassata di circa 450 metri.

Il magma ha selvaggiamente distrutto immensi chilometri di foresta secolare e circa 70 persone non ci sono più uccise dalla follia improvvisa del vulcano; tra loro anche il vulcanologo David A. Johnston, che si trovava sul versante ovest della montagna al momento dell’eruzione, morto mentre era in un posto di osservazione a circa 10 km dal vulcano, prima di morire riuscì a riferire per primo la terribile tragedia che si stava compiendo, trasmettendo il famoso messaggio “Vancouver! Vancouver! This is it!

Nuove eruzioni meno devastanti proseguono intervallate fino al 16 ottobre.

Alcuni film sono stati girati successivamente al disastro: “St. Helens” (in Italia “Uragano di fuoco”), dà una visione alquanto veritiera di quel terribile giorno.

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