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Henry Charles Bukowski

Nei suoi libri ha descritto la sua vita dedita all'alcol e al sesso

Lapide Henry Charles Bukowski

Tra gli scrittori e poeti degli Stati Uniti ricordiamo Henry Charles Bukowski (Heinrich Karl Bukowski; Andernach, 16 agosto 1920-San Pedro, 9 marzo 1994).

Nei suoi libri ha messo in primo piano la sua vita dedita all’alcol, al sesso, ai contrasti con le persone e soprattutto una vita vissuta all’insegna di scommesse ippiche, oziosa che lo distruggeva.

Visse l’infanzia negli anni della Grande depressione e suo padre era quasi sempre senza lavoro e, secondo i suoi ricordi, sembra anche che fosse violento; il suo carattere era improntato alla timidezza ed alla solitudine.

Iniziò ad amare l’alcool verso i quattordici anni e l’uso e l’abuso non lo abbandonarono mai.

Si diplomò presso la Los Angeles High School, seguì dei corsi di giornalismo e letteratura dove si unì ad un gruppo di nazisti.

Durante la seconda guerra mondiale venne arrestato dall’ FBI in Pennsylvania in quanto risultava renitente alla leva, ma non superando un esame psico-fisico venne dichiarato non adeguato a svolgere il servizio militare.

Nel 1944 venne pubblicato sulla rivista Story un suo racconto Aftermath of a Lenghthy Rejection Ship, al quale ne seguirono altri fino ad una raccolta completa Portfolio III, ma non riuscì ad entrare nel mondo letterario e smise di scrivere per circa dieci anni.

Questi anni perduti furono in seguito le trame di ciò che avrebbe scritto successivamente, anche se non si conosce fino in fondo se la sua realtà sia anche unita alla fantasia (lui stesso non ha mai affermato se tutto ciò che scriveva fosse frutto effettivo della sua realtà vissuta).

Un’ulcera perforante nel 1955, lo costrinse in ospedale e quando uscì iniziò a scrivere poesie.
Sposò nel 1957 una poetessa Barbara Frye, senza averla mai vista, ma divorziarono nel 1959 e Bukowski ricominciò a bere.

Negli anni 1960 venne assunto presso l’ufficio postale di Los Angeles, come archivista e vi rimase per più di dieci anni.

In seguito alla morte di Jane Cooney Baker nel 1962, che lui aveva sempre detto essere il primo vero amore della sua vita, Bukowski sfogò il suo lutto e la sua desolazione in una sequenza di poesie e racconti commoventi che ne piangevano la scomparsa.

Ebbe un’unica figlia Marina Louise, nata nel 1964 dalla sua unione con la convivente Frances Smith, che lui trattava con frasi spregevoli tra cui: hippy dai capelli bianchi (white-haired hippy) e vecchia sdentata (old snaggle-tooth).

Iniziò a comporre nel 1967 Notes of A Dirty Old Man (Taccuino di un vecchio porco), pubblicandolo sull’Open City di Los Angeles, in seguito sul Los Angeles Free Press, e sul NOLA Express di New Orleans, Louisiana.

Lasciò il lavoro di archivista alle Poste quando, nel 1969, l’editore John Martin della Black Sparrow gli offrì di scrivere per lui dandogli 100 $ a settimana.

In una lettera di Bukowski si legge “Restare all’ufficio postale e impazzire… o andarmene e giocare a fare lo scrittore e morire di fame. Decisi di morire di fame.”

Charles Bukowski - Post Office Il suo primo romanzo autobiografico “Post Office” gli diede la celebrità e i suoi successivi romanzi furono sempre pubblicati dalla Black Sparrow.

Proprio per la sua acquisita celebrità iniziò ad avere storie con più donne anche per una sola notte.

Si sposò ne 1985 con Linda Lee Beighle, proprietaria di un ristorante leader di una setta indiana; il loro rapporto prima che si concludesse con il matrimonio, era stato burrascoso perché lui spesso stanco del rapporto la metteva alla porta.

Linda è descritta come Sara nei romanzi Donne e Hollywood! Hollywood!; Bukowski, scrivendo di lei, disse che lo obbligava a bere di meno e solo vino, gli vietava altri alcolici dandogli così la possibilità di avere altri anni di vita.

La tubercolosi lo colpì nel 1988 ma non smise di scrivere e pubblicare libri fino alla sua morte avvenuta il 9 marzo del 1994, quando venne stroncato da una leucemia fulminante, a San Pedro: aveva appena concluso il suo ultimo romanzo: Pulp.

Sulla sua lapide è scritto: “Don’t Try” (Non provare), ci cui Bukowski ne dà spiegazione in una lettera del 1963: “Qualcuno in uno di questi posti… mi chiese: “Cosa fai? Come scrivi, come crei?” Non lo fai, gli dissi. Non provi. È molto importante: non provare, né per le Cadillac, né per la creazione o per l’immortalità. Aspetti, e se non succede niente, aspetti ancora un po’. È come un insetto in cima al muro. Aspetti che venga verso di te. Quando si avvicina abbastanza, lo raggiungi, lo schiacci e lo uccidi. O se ti piace il suo aspetto ne fai un animale domestico.”

Alcune delle suo opere sono state pubblicate postume proprio per volontà delle stesso Bukowski quasi volesse divertirsi con la morte.

Anche il mondo della celluloide ha preso spunto dai suoi romanzi, gli ultimi sono del 2004 Bukowski: Born Into This (2004), documentario biografico che ha ottenuto ottime critiche; Factotum (2004), il film fu premiato al Kosmorama film festival di Trondheim in Norvegia.

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