Caro Luciano.
E' bello leggere la tua rubrica. Scopro ogni volta parole piene di delicatezza e serena lucidità… Merce rara di questi tempi!!
Provo a scriverti anch'io. Mi serve un consiglio distaccato su un comportamente che altrimenti mi è impossibile interpretare perché riguarda un uomo che mi interessa molto e di fronte al quale non riesco ad essere oggettiva.
Ho imparato a conoscerlo nel corso di frequentazioni lavorative. E' una persona molto "delicata", nei pensieri e nei modi. Ha fama di gran don giovanni perché si predispone sempre molto all'ammiccamento e al flirt (almeno a parole) ma nel corso della nostra amicizia quello che ho potuto riscontrare era in realtà un estremo atteggiamento di difesa nei confronti delle donne. Arrivava ad ignorare completamente ragazze ree di esserglisi proposte scherzosamente come fidanzate. Sembrava essere colto da terrore. Arrivava al punto di evitare di passare davanti ai loro uffici con giri rocamboleschi e tutto solo per scherzosi ammiccamenti che comunque aveva messo lui in moto!
Vengo al punto. Immagino che abbia fatto lo stesso anche con me anche se, dato il minimo rapporto di confidenza che si era creato, ha elaborato una sottile variante sul solito tema.
Dopo essersi accorto che la nostra amicizia avrebbe potuto lentamente deviare su qualcosa di diverso o dopo semplicemente aver intuito che potevo provare un interesse per lui (non che abbia fatto nulla … ma credo abbia le antenne ben tese per certi argomenti!) ha cominciato ad evitarmi come da copione. Ciò che mi lascia allibita è quello che è successo dopo. Passando alla chetichella davanti alla mia porta (come già gli avevo visto fare con le colleghe di cui sopra) per raggiungere uno dei responsabili, ha intuito che stessi per uscire ed ha tentato la fuga (so che è ridicolo… ma ti assicuro che lo ha fatto) cercando di entrare in una terza porta che purtroppo per lui è una sorta di sgabuzzino. Quindi gli è toccato ricomporsi e salutarmi. Mi ha chiesto allora informazioni sul mio responsabile ma lo ha fatto in una sorta di stato di trance e mentre mi domandava informazioni di lavoro ha cominciato ad accarezzarmi i capelli lungamente apparentemente senza accorgersene.
Per indicargli dove fosse andata la persona di cui mi stava chiedendo, ci siamo spostati verso un corridoio e lui mi ha accompagnata cingendomi la vita (non abbiamo tutta questa confidenza e la cosa mi ha stupito). Improvvisamente si è come reso conto di quello che stava facendo e mi ha allontanata bruscamente dicendomi che era tanto stanco e che doveva scappare.
Si è allontanato di corsa (nella direzione opposta a quella che gli avevo indicato… ma forse c'era un motivo che mi sfugge) e giunto in fondo al corridoio si è girato con dolcezza dicendo "Magari tra un po' mi calmo però" e se ne è andato.
Qualche giorno dopo è passato di nuovo per caso dalle mie parti e si è fermato. Mi ha fatto un lungo discorso sul fatto che lui è molto stanco e non ha tempo per nulla (sottolineando più volte nulla) e che nella sua vita non c'è posto per altro che non fosse il lavoro. Mi sono sentita, dati toni e dalle parole scelte, come se un fidanzato o comunque qualcuno con cui avessi avuto una qualche forma di storia, mi stesse lasciando … e infatti nei giorni a seguire ha preso di nuovo ad ignorarmi ed evitarmi.
Ora,passato un mesetto da allora, si avvicina con battute ammiccanti e si allontana come gli ho visto fare milioni di volte con decine di donne.
Ti chiedo questo. E' possibile secondo te riavvicinarmi e riprendere la vecchia amicizia (che un po' mi manca…) o devo arrendermi all'idea di essere stata definitivamente allontanata? Il mio è un desiderio egoistico, nel mio posto di lavoro sono veramente poche le persone che stimo "buone" e il mio intento è quello di tenerle vicine (prescindendo dalla tipologia di rapporto). Penso davvero che sia una brava persona.
Ti ringrazio per la tua attenzione e ti mando un saluto affettuoso e pieno di stima. Costanza.
Interrogativi sull'amore.
(0 punti) (0 commenti)Caro Luciano. E' bello leggere la tua rubrica. Scopro ogni volta parole piene di delicatezza e serena lucidità… Merce rara di questi tempi!! Provo a scriverti anch'io. Mi serve un consiglio distaccato su un comportamente che altrimenti mi è impossibile interpretare perché riguarda un uomo che mi interessa molto e di fronte al quale non riesco ad essere oggettiva. Ho imparato a conoscerlo nel corso di frequentazioni lavorative. E' una persona molto "delicata", nei pensieri e nei modi. Ha fama di gran don giovanni perché si predispone sempre molto all'ammiccamento e al flirt (almeno a parole) ma nel corso della nostra amicizia quello che ho potuto riscontrare era in realtà un estremo atteggiamento di difesa nei confronti delle donne. Arrivava ad ignorare completamente ragazze ree di esserglisi proposte scherzosamente come fidanzate. Sembrava essere colto da terrore. Arrivava al punto di evitare di passare davanti ai loro uffici con giri rocamboleschi e tutto solo per scherzosi ammiccamenti che comunque aveva messo lui in moto! Vengo al punto. Immagino che abbia fatto lo stesso anche con me anche se, dato il minimo rapporto di confidenza che si era creato, ha elaborato una sottile variante sul solito tema. Dopo essersi accorto che la nostra amicizia avrebbe potuto lentamente deviare su qualcosa di diverso o dopo semplicemente aver intuito che potevo provare un interesse per lui (non che abbia fatto nulla … ma credo abbia le antenne ben tese per certi argomenti!) ha cominciato ad evitarmi come da copione. Ciò che mi lascia allibita è quello che è successo dopo. Passando alla chetichella davanti alla mia porta (come già gli avevo visto fare con le colleghe di cui sopra) per raggiungere uno dei responsabili, ha intuito che stessi per uscire ed ha tentato la fuga (so che è ridicolo… ma ti assicuro che lo ha fatto) cercando di entrare in una terza porta che purtroppo per lui è una sorta di sgabuzzino. Quindi gli è toccato ricomporsi e salutarmi. Mi ha chiesto allora informazioni sul mio responsabile ma lo ha fatto in una sorta di stato di trance e mentre mi domandava informazioni di lavoro ha cominciato ad accarezzarmi i capelli lungamente apparentemente senza accorgersene. Per indicargli dove fosse andata la persona di cui mi stava chiedendo, ci siamo spostati verso un corridoio e lui mi ha accompagnata cingendomi la vita (non abbiamo tutta questa confidenza e la cosa mi ha stupito). Improvvisamente si è come reso conto di quello che stava facendo e mi ha allontanata bruscamente dicendomi che era tanto stanco e che doveva scappare. Si è allontanato di corsa (nella direzione opposta a quella che gli avevo indicato… ma forse c'era un motivo che mi sfugge) e giunto in fondo al corridoio si è girato con dolcezza dicendo "Magari tra un po' mi calmo però" e se ne è andato. Qualche giorno dopo è passato di nuovo per caso dalle mie parti e si è fermato. Mi ha fatto un lungo discorso sul fatto che lui è molto stanco e non ha tempo per nulla (sottolineando più volte nulla) e che nella sua vita non c'è posto per altro che non fosse il lavoro. Mi sono sentita, dati toni e dalle parole scelte, come se un fidanzato o comunque qualcuno con cui avessi avuto una qualche forma di storia, mi stesse lasciando … e infatti nei giorni a seguire ha preso di nuovo ad ignorarmi ed evitarmi. Ora,passato un mesetto da allora, si avvicina con battute ammiccanti e si allontana come gli ho visto fare milioni di volte con decine di donne. Ti chiedo questo. E' possibile secondo te riavvicinarmi e riprendere la vecchia amicizia (che un po' mi manca…) o devo arrendermi all'idea di essere stata definitivamente allontanata? Il mio è un desiderio egoistico, nel mio posto di lavoro sono veramente poche le persone che stimo "buone" e il mio intento è quello di tenerle vicine (prescindendo dalla tipologia di rapporto). Penso davvero che sia una brava persona. Ti ringrazio per la tua attenzione e ti mando un saluto affettuoso e pieno di stima. Costanza.
3 anni e 5 mesi fa