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La papaya, fitoterapico anticancro

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Ce ne sono innumerevoli fitosostanze (e ancora di più delle altre), che in vitro (nella provetta) dimostrano degli effetti cancerosupprimenti. Malauguratamente è molto raro che una di queste sostanze abbia lo stesso effetto in un tessuto reale e ancora più raro che si riesca ad applicare tale sostanza senza modifiche metaboliche e in concentrazioni utili vicino alle cellule cancerogene. A cosa serve terapeuticamente una tale notizia? Per creare un ulteriore voce sulla lunga lista di speranze che andrà a finire in dellusione? Il dott. Nam Dang ci farà sapere tempestivamente quando riuscirà a dimostrare, che il suo preparato funziona anche in vivo e canterà vittoria su tutti canali televisivi se trova poi anche un modo di applicazione promettente. Mi sento disturbato di tali qualunquismi: le posso p.es. anche dimostrare, che la benzina è altamente cancerosupprimente in vitro, e allora? Peter Forster Medico naturista -------------------------------------------------------- Si tratta di una notizia battuta da tutte le agenzie di stampa nei giorni scorsi e che, come sito che si occupa di fitoterapia, segnaliamo per dovere di cronaca. Senza creare illusioni o inutili speranze, come è nostra abitudine e come è evidente a chiunque legga, anche distrattamente, l'articolo soprariportato, in cui si parla di studi in vitro fin dal sottotitolo. Se la sua suscettibilità è tanto elevata da far sì che venga disturbato dal semplice report di una ricerca scientifica, non deve far altro che passare oltre. Dr. Luca Avoledo Naturopata

12 anni e 2 mesi fa