
La Svizzera non è stata terra certo generosa per il prog europeo. Alcuni dischi provenienti dalla terra degli orologi sono però imperdibili. Tra questi il più importante è probabilmente questo Pictures degli Island, ristampato saggiamente dalla Laser’s Edge nel 1996. Siamo di fronte ad oltre 70 minuti di musica (grazie alla presenza della chilometrica bonus track Empty Bottles) che non fa nulla per venire incontro ai gusti dell’ascoltatore medio di rock progressivo. Nessun sinfonismo melodico, nessun volo pindarico di chitarra, nessuna apertura di mellotron. Sinfonismo claustrofobico articolato in sei tracce contorte e torturate.
Volendo semplificare è possibile trovare in questo disco (inciso a Milano negli studi della Ricordi tanto cari alla PFM) un po’ la summa dei fermenti progressivi che agitavano l’Europa nei seventies. Ci sono riferimenti agli ELP, soprattutto ai VDGG, ma anche al canterbury, allo zeuhl, alla Nuova Musica Europea. Un frullato misto oscuro e tenebroso di non facilissima lettura ma di indubbio fascino, avvolto nella incredibile copertina disegnata per l’occasione da Geiger, già noto per la cover di Brain Salad Surgery e, soprattutto, per il mostro di Alien. Particolarmente stranianti le parti cantate, per fortuna in inglese, che contribuiscono a creare quell’alone di mistero che è la caratteristica peculiare dell’album, e l’uso copioso di ogni genere di percussione. Un grandissimo disco, anche se molto ostico. (Recensione di Daniele Prati tratta da Wonderous Stories #19)

Paolo Carnelli








