Le canzoni d'amore di Peter Hammill

The Love Songs è indubbiamente un episodio particolare nella discografia Hammilliana: una compilation di brani già editi, ma in gran parte ricantati e rimaneggiati a partire dai master originali. A legare il tutto c'è il tema amoroso, visto attraverso le sue mille sfaccettature: la speranza, la gioia, la paura, la delusione, la disperazione. Poesie in musica, as always.

L’amore è un tema universale ma anche di difficile gestione per ogni artista. Si rischia di rimanere invischiati in una certa banalità di fondo, di risultare troppo evasivi o troppo diretti. Forse è per questo che The Love Songs è stato guardato spesso con sospetto anche dagli stessi fan Hammilliani. Concettualmente è un ibrido, a metà tra una compilation e un album vero e proprio: “La cosa ha avuto inizio quando ho pensato di rielaborare un mio brano, Just Good Friends: avevo voglia di una versione più “cinematografica”, con parecchia roba sopra, dato che in origine quando l’avevo registrata su Patience avevo a disposizione solo un piccolo gruppo di musicisti. Qualche tempo prima si era parlato della possibilità di pubblicare una compilation, ma la cosa non mi entusiasmava perché solitamente in questo modo di mette troppa carne al fuoco, sia in termini di qualità del songwriting che in termini di tecnologia utilizzata. Per questo ho proposto di realizzare piuttosto un album tematico” (Peter Hammill su E&MM - Novembre 1984).

Durante la realizzazione di The Love Songs Hammill non si è però limitato a recuperare una serie di canzoni già pubblicate sui suoi dischi solisti tra il 1971 e il 1983. Ha praticamente re-inciso la voce in tutti i brani (eccetto uno, Been Alone so Long, perché “la nuova voce che avevo registrato era troppo consapevole, troppo influenzata dalla partitura originale”) ed è intervenuto anche strumentalmente aggiungendo e togliendo intere tracce, sovraincidendo principalmente parti di tastiera e batteria: “Lo strumento principale che ho aggiunto è stato il DX7 della Yamaha, ovviamente divertendomi a filtrarlo attraverso echi, riverberi o anche semplici effetti Boss per chitarra, come il flanger e via dicendo”.

Insomma, il proposito ispiratore del disco era, come scherzosamente affermò Hammill all’epoca, “far capire agli ascoltatori che sono terrorizzati al solo sentire il mio nome, che la mia produzione non è tutta Sturm und Drag” (Vox - May 1985). Un proposito tutto sommato valido ancora oggi, se è vero quello che scriveva il New Musical Express all’epoca: “Quello che colpisce è quanto queste canzoni suonino pure, oneste, vicine, quasi easy listening. A volte la passione è irruenta, altre volte antica e sedimentata come un vecchio poema”. Canzoni d’amore, piccole grandi poesie da riscoprire. (Articolo di Paolo Carnelli)

Peeplo Engine

Un motore di ricerca nuovo, ricco e approfondito.

Inizia ora le tue ricerche su Peeplo.

Le categorie della guida

Ultimi interventi

Vedi tutti